Tuesday, Jan 23rd

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Una storia di sport. Una storia popolare. Una storia di riscatto. Sostieni il documentario sulla storia di Lenny Bottai

E-mail
Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 

tratto da https://www.indiegogo.com/projects/cooperativa-mangusta

Da oggi si può contribuire anche tramite bonifico bancario. Questo è l'IBAN: IT73H0103070692PREP96073878

C'è un uomo di 27 anni che pesa quasi 100 chili, è sdraiato sul divano e guarda la boxe in tv. Dieci anni dopo quell'uomo è sul ring dell'MGM Grand Arena di Las Vegas per la semifinale mondiale della categoria superwelter. Come è stato possibile?

Guarda il video

Cooperativa Mangusta è la storia del pugile livornese Lenny “Mangusta” Bottai. Un atleta che dopo sette anni di inattività e con 30 chili da perdere torna alla boxe per ricostruirsi una carriera. In dieci anni, dal dilettantismo, arriva fino al ring più prestigioso del mondo, l’MGM Grand Arena di Las Vegas.

Questa, però, non è la storia di un uomo solo. Per la mangusta livornese la boxe è uno sport di squadra. Intorno a Lenny c'è una comunità, c'è la sua gente, quella gente che lui chiama “la cooperativa”, donne e uomini che lo circondano e lo aiutano, ognuno come può, condividendo un'idea alternativa di sport e di mondo basata non sul profitto ma sui valori di giustizia, uguaglianza e appartenenza.

Cooperativa Mangusta è una storia di sport, una storia popolare, una storia di riscatto.

Lenny inizia a boxare da ragazzino, è bravo, vince molto e diventa subito una giovane promessa dei dilettanti. Poi in una finale dei Campionati Assoluti sbatte la faccia su un verdetto, a detta di tutti, ingiusto; da buon livornese contestatore non ci sta, lancia l'accappatoio addosso ai giudici e si becca una squalifica. Lenny decide di ritirarsi a soli 20 anni. Basta, chiuso per sempre. Prende altre strade e fa la sua vita; diventa una persona molto conosciuta in città, anche grazie alla sua appartenenza alla Curva Nord del Livorno Calcio e a vari movimenti popolari e antagonisti. Sono anni di trasferte, di impegno politico e sociale, di scontri e di diffide. Sono anni di vita sregolata, vita di strada che lasciano un segno evidente sul corpo di Lenny: 30 chili di grasso. Ha 27 anni e pesa quasi un quintale per 173 centimetri di altezza. Ma a questo punto in lui scatta qualcosa; risvegliato dalle immagini delle Olimpiadi di Atene e incitato dal bomber e amico Igor Protti, Lenny decide di tornare alla boxe. La prima battaglia è contro il peso. Un anno dopo è sotto i 70 chili, pronto a combattere nella categoria superwelter. Intanto fonda la sua Palestra Popolare, la Spes Fortitude, e guadagna i punti necessari per diventare pugile professionista.

Uno con questa storia potrebbe essere già soddisfatto così. Ma Lenny combatte e si fa onore. Il suo record sportivo parla chiaro: 23 incontri disputati, 9 vittorie per ko e 3 sconfitte. Lenny è stato campione internazionale IBO, Campione Italiano Superwelter, Campione Internazionale IBF, Campione del Mediterraneo WBC e Campione Intercontinentale IBF.

Niente male per uno che dieci anni fa era un uomo di 100 chili sdraiato sul divano.

Quando abbiamo deciso di girare un documentario sulla storia di Lenny, ci siamo messi subito a cercare un produttore che finanziasse il film. Non è facile trovarne di questi tempi e così siamo dovuti partire da soli. Man mano che il lavoro procedeva, però, ci è apparso sempre più chiaro che questo documentario era giusto realizzarlo dal basso. La storia di Lenny, infatti, è una storia che viene dal basso e che dal basso deve essere raccontata. Perciò approdare al crowdfunding ci è apparso del tutto naturale.

Con le nostre poche risorse siamo riusciti ad arrivare fin qui. Da soli non possiamo più andare avanti con le riprese. Adesso ci serve il vostro aiuto o questa storia non potrà essere raccontata. Per questo vi chiediamo di darci una mano a produrre il documentario, per fare in modo che questa storia possa appartenere a tutti.

Vi chiediamo di diventare produttori di Cooperativa Mangusta, ognuno con quel che può. Anche pochi euro sono importanti. E se qualcuno non può permettersi nemmeno quelli, fa niente, basta che diffonda questa pagina sui social network e anche così ci avrà dato un aiuto prezioso.

Fino ad oggi abbiamo girato la preparazione di Lenny per la semifinale mondiale e lo abbiamo seguito e ripreso a Las Vegas. Tutto il resto è ancora da fare. 

I soldi raccolti serviranno per:

  • Affitto attrezzatura tecnica per le riprese (videocamere e microfoni)
  • Acquisto hard disk per i back up del materiale girato
  • Compensi per le persone che lavoreranno con noi                                          (abbiamo intenzione, e anche bisogno, di allargare la squadra)
  • Costi di viaggio e di mantenimento nelle trasferte
  • Acquisizione materiale d'archivio
  • Diritti d'autore sulle musiche che utilizzeremo
  • Montaggio, grafica e post produzione
 
Un grazie di cuore a tutti quelli che vorranno partecipare a quest’avventura
 

 

Quando un pugile va Ko ci sono tanti tifosi in piedi, urla, esultanze. Il frastuono copre ogni cosa, telecronisti compresi. Le attenzioni ed i pensieri sono tutti per il vincitore, spesso solo l'arbitro e l'angolo si curano dell'uomo a terra. Il vincitore esulta ed è al centro dell'attenzione generale, giustamente visto come la star alla quale dare omaggio di tanto di spettacolo visto e vissuto.

Tuttavia, chi è stato da una parte e dall'altra, chi è stato su di un ring, sa bene quanto entrambi i contendenti hanno regalato alla battaglia, al Dio unico che regola con magia ogni contesa, l'amore e gli infiniti sacrifici per essere lì sopra. Altrimenti non ci sarebbe spettacolo. In quell'attimo, per un solo attimo, chi ama questo sport può rendersi conto che due sono gli attori che regalano quelle emozioni, e due sono gli attori che vanno omaggiati.
 È lì che credo vi sia il momento più giusto per inchinarsi a chi tanto ha dato e poco ha raccolto. A chi finisce in quell'attimo tutta la sua avventura. L'ho fatto prima di finirci io, pensando le stesse cose, cioè che un uomo come me, che inseguiva i miei stessi sogni e le mie stesse ambizioni, era caduto nel nome della disciplina che amo. [...] 

Non ci sono musiche emozionanti, chitarre urlanti e ritmi tribali, ma il rispettoso e struggente clima che ognuno di noi porta dentro in ogni battaglia, vinta o persa. Perché dentro, tutto pesa alla stessa maniera.

Lenny Bottai, 4 gennaio 2015, post Facebook

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito