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Teatro del Porto, il decennale mancato

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teatro del portoOggi il Teatro Del Porto di Livorno compirebbe 10 anni, ma come sanno i lettori livornesi, il Teatro Del Porto è morto, chiuso dalla sordità distruttrice delle istituzioni pubbliche, che prima lo lusingavano per timore e poi lo abbandonavano quando restò isolato politicamente, per verità la regione Toscana non ci ha mai ricevuti, ma andiamo per ordine, in molti sono passati tra le pareti di quel teatro, artisti noti e meno noti, ricorderei tra gli scomparsi Andrea Cambi e Carlo Monni, che vi fecero casa e rifugio, ma anche molti viventi e benestanti di cui tralascio i nomi... Il Teatro Del Porto fu luogo di cultura, politica e ricreazione, aperto alle istituzioni politiche e pubbliche come all'antagonismo radicale, dalla tradizione alla ricerca teatrale, ludico e sociale, sempre se antifascisti, nella certezza di assolvere ad un bisogno trasversale di un luogo aperto e libertario, anti autoritario e pragmatico, ma in molti si son mossi ed hanno lavorato per la sua chiusura, lo hanno sconsigliato, boicottato isolato economicamente, addirittura con un tentativo di incendio o con atti di vandalismo, in molti hanno visto in quell'esperienza un pericolo, un veicolo culturale fuori controllo o concorrente e lo hanno infamato e vilipeso, dopo anni mi decido come fondatore e indebitato direttore a parlarne pubblicamente, ho taciuto e sofferto, nella perdita più che di un capannone industriale diventato teatro, di un teatro che veniva disperso nei cuori e nell'ingratitudine, ma la necessità di parlarne si fa manifesta in questo clima pre elettorale di buonismo cosmico di tutti, artisti da barricata e ragazzoni di partito, tra questi, in molti hanno contribuito alla sua chiusura, chiusura emblematica ed anticipatrice del disastro culturale della città, dove settarismo utilitarista ed arroganza istituzionale vanno a braccetto, in questo decennale mancato e mancante vi invito ad una riflessione profonda sulle necessità economiche e culturali ed a una lettura sul "che fare", in questi anni ho avuto la fortuna di collaborare alla stesura del documento del Teatro Pubblico Partecipato, di seguire le fasi di studio e proposta sui beni comuni, questa città può molto in questo senso ed alcuni già fanno, magari occupando caserme o case, lottando per tenere aperti spazi pubblici abbandonati economicamente dall'amministrazione comunale, bene, rigenerate e sostenete quel desiderio, progettate spazi con una forte identità, dove individualità artistiche possano dedicarsi all'auto formazione e all'arte, fatene molti, fateli subito. Fate politica!

Michelangelo Ricci

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