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Orwell in Italia, l'invenzione delle foibe

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"Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato". George Orwell
gonars_libro.jpgdi Ivano Scacciarli
 
Parlare del paziente lavoro documentario di studiosi come Claudia Cernigoi, Alessandra Kersevan e tanti altri sulla vicenda delle foibe istriane non è solo un'operazione di precisazione storiografica. E neanche solo un occasione per distinguere questi lavori dalla paradossale accusa di negazionismo: dove quest'ultimo nega la mole documentaria in nome dell'estrapolazione di qualche dettaglio lo storiografo la assume tutta e nella sua complessità.
Non si tratta di nemmeno un'occasione per fare storia, anche se ce ne sarebbe un gran bisogno, rimettendo al centro dell'attenzione eventi già a lungo discussi quando la storiografia del '900 italiano è tutta da riscrivere. Parlare di questo lavoro documentario è invece mettere in evidenza lo sbarco di Orwell in Italia, che con l'invenzione delle foibe ha scritto un capitolo sinistro della verità istituzionale che si fa verità di fatto in concorso con il potere mediale.

Infatti, la vicenda delle foibe dopo l'entrata dei partigiani jugoslavi a Trieste è ristretta a decine di casi, e non a migliaia come deciso dalla verità mediale, è episodica e non ha i caratteri ne' qualitativi ne' quantitativi della pulizia etnica pianificata (ci sono infoibati per pure vendette personali ad esempio).
Il ristretto numero di infoibati spiega per esempio il fatto di come gli intervistati in tv siano quasi sempre esuli o parenti di esuli istriani e non parenti di infobati (che, se fossero stati migliaia, avrebbero avuto un numero superiore di parenti a testimonianza). C'è da chiedersi come sia avvenuto tutto questo, come sia potuto accadere che si sia potuto, non tanto cambiare interpretazione sui fatti, ma produrre una vera e propria storia parallela di questo paese che è diventata verità istituzionale e indiscussa. Tanto che l'attenzione mediale, ma anche la didattica nelle scuole, al 10 febbraio è persino superiore a quella nei confronri 25 aprile. E tutto attorno a migliaia di infoibati che, fortunatamente, non sono mai stati tali.

C'è davvero da chiedersi come si sia naturalizzato quest'evento che rovescia la verità storica su quanto avvenuto sul fronte orientale dove gli italiani diventano martiri del terrore venuto da est quando invece hanno invaso la Jugoslavia, come responsabili diretti di decine di migliaia di morti e corresponsabili dell'invasione nazista di quel paese che ha causato oltre un milione di morti e innumerevoli episodi di indescrivibile atrocità.

Tra le spiegazioni possibili ci sta il potere mediale sulla storia, che è una novità dell'ultimo ventennio che gli storici hanno imparato sulla loro pelle, ma anche il declino della capacità della politica di avere una propria idea di storia dopo la crisi delle grandi narrazioni.
 
operazione_foibe.jpgDa quando si è fatta funzione del mediale la politica ha perso contatto con la ricerca e con la capacità di analizzare il passato. Il problema è che il potere di significazione del passato, che produce qualcosa di esemplare che vale per il futuro, è stato assunto dal mediale che ha cominciato a produrre storia.
Dal punto di vista istituzionale questa è stata l'occasione per fare una storia che guarda direttamente alla politica del presente. Creando eventi che mettono in secondo ordine l'origine della costituzione nella lotta partigiana si sono poste le premesse storiografiche per il suo sgretolamento da destra, per un nuovo assetto costituzionale decisionista e liberista. E i teorici dell'"uscita dal '900", nella fretta di sbarazzarsi di un patrimonio storico e nel tentativo di traghettarsi in ogni porto, hanno contribuito ad accellerare questo processo che di emancipatorio non ha proprio nulla e porta le inquietanti caratteristiche dell'invenzione statale e mediale della verità. E siamo arrivati a chi ha tutto da perderci in questo emergere di un nemmeno tanto informale ministero della verità: eppure leggi di esponenti verdi che parlano di "pulizia etnica" dei "comunisti" come se fosse successo davvero, per non parlare del presidente della Camera che qualche mese fa ha tenuto un convegno dove, equiparando i gulag a questo fenomeno mai esistito in questi termini, neanche si è soffermato un attimo sulle fonti documentarie.

Per l'occasione di questa inventata giornata della memoria incollo quindi il link dell'intero libro "Operazione foibe" di Claudia Cernigoi.

http://www.pasti.org/foibets.html

Le fonti documentarie su questa invenzione sono state aperte. Spetta ora agli studiosi di storia delle comunicazioni di scrivere "Orwell in Italia, l'invenzione delle foibe". Se il testo della Cernigoi ci aiuta a capire il passato, questo testo da scrivere ci aiuterebbe per il futuro. E ne avremmo un gran bisogno
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