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Livorno vs. Avellino 1 a 1. Scialbo pareggio casalingo

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tratto da http://www.alelivorno.it

Un Livorno lento e macchinoso non va oltre il pareggio casalingo contro un Avellino rognoso e caparbio Panucci schiera il solito 4-3-2-1  con  l’inserimento di Moscati a destra del solito trio Gasbarro-Ceccherini-Lambrughi. A centrocampo è la volta di Biagianti a debuttare da titolare occupando la parte sinistra a fianco di Luci e Schiavone, mentre Aramu a destra e Pasquato a sinistra fanno da supporto a Comi.

Si parte come sempre: gli avversari imbottiscono il centrocampo costringendoci ad una fitta tela di passaggi che però sono lenti e macchinosi. Quando riusciamo a saltare l’uomo c’è il fallo sistematico senza che l’arbitro intervenga come si deve.

Vabbene che saremo leggerini ed inesperti, ma ogni volta che nel primo tempo la palla arrivava dalle parti di Pasquato o di Comi, i nostri due alfieri si ritrovavano puntualmente per terra. Per vedere il primo cartellino bisogna attendere il 36’. L’Avellino gioca in maniera ostica, a partire da Frattali che sin dal primo rinvio inizia a perdere decine di secondi in maniera palese, per continuare ad ogni contatto ed in ogni occasione utile.
Al 21’ arriva il vantaggio irpino, a seguito dell’ennesima palla persa da Comi che anche in quest’occasione appare come un castello di sabbia che si disfa non appena viene attaccato dal diretto avversario. Mentre i nostri chiedono inutilmente il fallo, l’Avellino parte in contropiede con Tavano che dagli spalti appare in off-side, ma che riesce a trovare al centro Trotta completamente solo, mentre 4 nostri difensori sono accalcati sul primo palo.

L’Avellino continua a fare ostruzione, i nostri fanno poco per evitarla, di buono vediamo solo una bella sgroppata di Gasbarro che serve a Comi l’occasione per un tiro che finisce tra le braccia di Frattali. A centrocampo soffriamo, sulla fasce ci chiudono con le buone e con le cattive, e quando non ci riescono, sbagliamo i cross che sono tutti lenti e bassi.

Anche il fatto di mettere un mancino a destra ed un destro a sinistra non agevola certo la possibilità di crossare. Un simile schieramento forse non è il più adatto con una punta di peso come Comi, che tutto fa, fuorché creare spazi con il movimento. Aramu rimane disperso sulla fascia destra facendosi notare solo quando dalle sue parti si avvicina Moscati . Pasquato è un po’ più dinamico, ma da solo può poco.

Nella ripresa si riparte con un Livorno lungo e poco incisivo. Fortuna vuole che il povero Minelli di Varese si inventi un rigore a nostro favore espellendo Biraschi già ammonito in precedenza.  Dopo il pareggio di Comi il Livorno ci prova, soprattutto con Pasquato che va al tiro pericolosamente in diverse occasione, riuscendo però solo ad impensierire Frattali.
Gli irpini riescono a frammentare la partita in maniera continua, con infortuni simulati, falli tattici e quant’altro sia possibile. La terna arbitrale riesce a peggiorare il proprio voto in pagella negandoci un evidente rigore su Pasquato che al 19’ viene spinto da dietro in area, poi ancora due volte sempre su Pasquato spinto da tergo al limite dell’area senza che nulla venga ravvisato. Ed ogni volta che ci viene fischiato un fallo contro se ne vanno minuti per soccorrere gli avversari. Al 33’ a Moscati viene negato un fallo sulla fascia, mentre rientra dice qualcosa all’assistente di linea, il quale lo segnala all’arbitro che espelle il 7 Amaranto. Dopo di questo c’è solo da segnalare un tentativo di Pasquato che sfiora il palo dal limite, un tentativo irpino con Jidayl e l’impossibilità di vedere giocare a calcio, nella sagra dell’ostruzionismo e della provocazione.
Finisce in pareggio, con tanto amaro in bocca per una occasione sprecata, ma chi è causa del suo mal……………………………

Il Mister continua col solito modulo che da diverse partite appare sterile. Molto sterile. Senza i tre titolari davanti siamo un’altra squadra, è palese, forse provare a cambiare qualcosa non sarebbe male. Anche oggi i cambi sono arrivati in maniera tardiva e poco logica. Con l’Avellino in dieci, si poteva togliere un difensore e spostare il baricentro più avanti. Ci piacerebbe vedere Ceccherini a destra e magari, se si insiste sul centravanti di stazza, veder fare qualche cross decente. Come accadeva in passato, quando i mancini giocavano a sinistra ed i destri a destra

Tabellino

Livorno (4-3-3): Pinsoglio, Moscati, Ceccherini, Lambrughi, Gasbarro, Biagianti, Schiavone, Luci (40' st Kukoc), Aramu (40' st Jelenic), Comi (42' st Bunino), Pasquato. A disp. Ricci, Morelli, Gonnelli, Vergara, Cazzola, Palazzi. All. Panucci.

Avellino(4-3-1-2): Frattali; Ligi, Rea, Biraschi, Visconti; D’Angelo, Jidayi, Arini; Insigne (45' pt Soumarè, 9' st Nitriansky); Trotta, Tavano (30' st Giron) A disp. Offredi, Chiosa, Bastien, Zito, Mokulu, Napol. All. Tesser.

Reti: 21' pt Trotta, 8' st Comi (rig).

Arbitro: Minelli di Varese.

Ammoniti: Biraschi (A) Insigne (A) Frattali (A) Rea (A) Luci (L) Visconti (A) Kukoc (L)

Espulsi: Biraschi per doppia ammonizione (A) Moscati per proteste (L)

Le pagelle

Pinsoglio: nessuna responsabilità in occasione del vantaggio irpino, diversamente dai compagni della difesa. Passa il resto della gara a respingere palle lunghe e a raccogliere i retropassaggi. Voto 6

Moscati: buon primo tempo, al suo esordio nel roster iniziale. Fa un buon lavoro difensivo e si propone con buona costanza in avanti. Purtroppo sciupa tutta la positività facendosi espellere per qualche parola di troppo dopo un fallo subito e non rilevato dal direttore di gara. Di fatto rimette in parità, soprattutto psicologica, una partita che il Livorno stava facendo di tutto per vincere, e questo è da sottolineare. Nessun problema per il futuro, ma la valutazione di oggi è conseguente. Voto 4.5

Ceccherini: i due centrali difensivi devono dividersi la responsabilità di aver lasciato una landa desolata nella quale Trotta è stato  padrone di fare ciò che ha voluto, mettendo di piatto alle spalle di Pinsoglio il servizio di Tavano. Mezzo voto in meno per questa leggerezza a entrambi, peraltro autori di una buona prova nel complesso. Voto 6 meno.

Lambrughi: vedi Ceccherini, con il bonus di aver svolto anche un buon lavoro di ripartenza dell'azione. Voto 6 più

Gasbarro: gagliardo e pimpante, ritorna dal primo minuto ed è veramente convincente. Molto bella la sua discesa coast to coast conclusa con un bel cross radente che Comi gira splendidamente a rete trovando Frattali pronto, forse la più bella cosa della partita. Da valorizzare. Voto 7

Schiavone: c'è sempre nel vivo del gioco, ed è ben sostenuto dai compagni di reparto. Unico piccolo neo, che purtroppo in occasioni di scontri con squadre chiuse è decisivo, non riesce come dovrebbe a dare cambi di ritmo frequenti. La palla gira un po' lentamente, anche se il Livorno ne perde poche. Voto 6

Luci: a tutta birra per l'intera gara. Rischia di diventare sindaco inventando una rovesciata che manda la palla a pochi centimetri dal palo lontano del portiere. Voto 6.5

Kukoc (dal 40° st): come da copione viene bersagliato dalle provocazioni degli avversari e rischia di farsi espellere dopo due minuti. Non era da far entrare. Senza voto

Biagianti: positivo anche il suo apporto, specialmente nel secondo tempo. Voto 6 più

Aramu: non morde la partita come dovrebbe uno con i suoi mezzi, fa cose troppo facili e scontate e alla fine non si nota. Voto 5.5

Jelenic (dal 40° st): ultimi dieci minuti a mille, ma non incide. Senza voto.

Comi: si sbatte con grande volontà e forza, giocando sicuramente la sua migliore partita fino ad ora. Non vede molti buoni palloni, quei pochi cerca di usarli bene, come il bel cross di Gasbarro. Freddo e corretto verso i suoi ex tifosi quando trasforma il rigore (molto dubbio, dalle immagini tv). Forse inizia a capire come deve giocare nello schema di Panucci. Voto 6.5

Bunino (dal 43° st): Comi viene un po' maltrattato dagli avversari e il giovane bianconero lo sostituisce nell'assalto finale, cercando farsi valere. Senza voto.

Pasquato: ci fa capire di essere uno dei pezzi migliori di questo campionato, sebbene come in altre gare vada un po' a corrente alternata. Oggi di diverso da altre partite c'è la buonissima disposizione al tiro: ci prova almeno quattro o cinque volte e, in un paio di occasioni, fa risaltare le doti del portiere avversario. Continuare così, prego. Voto 7

Panucci: il Livorno ferma la crisi (?) muovendo la classifica. C'è da lavorare ancora parecchio sulle amnesie difensive: non che gli amaranto non debbano  subire reti per chissà quale legge divina ma devono sforzarsi di non prenderne di banali come quella di Trotta, con tutta la difesa che segue la palla e Tavano e nessuno scala sul centravanti che ha almeno cinque metri di campo libero per battere a rete con la pipa in bocca. Scusate ma queste cose non si possono vedere. I ragazzi hanno sangue nelle vene, per l'ennesima volta rimontano dopo lo svantaggio, e questo va a merito loro e del tecnico di Savona. Forse si poteva fare a meno dell'ingresso di Kukoc, dopo quello che era successo in settimana era matematico che gli avversari avrebbero cercato la rissa, e così hanno fatto. Uno con l'esperienza di Panucci dovrebbe immaginarselo. Ora lo scoglio dei Pitagorici, forse la squadra che sta meglio in questo momento. A muso duro. Voto 6

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