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Bidoni , Ersa e Town meeting regionale

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rossi_cambiapassoI bidoni tossici.  La perdita dei 198 bidoni contenenti catalizzatori non rimarrà un fatto isolato. Di questo eravamo preoccupati, che l’accaduto venisse archiviato in pochi giorni e tutto tornasse ad esser blu proprio come il mare visto da fuori ma con i suoi veleni dentro. La notizia invece ha colpito l’opinione pubblica scesa a protestare e attenta all’evoluzione dei fatti per cui la notizia stessa rimane ancora nei media e crea imbarazzo soprattutto nelle istituzioni che rimarcano la propria posizione di soggetto da informare e non responsabile. Abbiamo notato un Presidente della Regione molto irritato, determinato che vuole portare chiarezza addirittura chiamando in causa anche il Governo affinché la popolazione si senta tutelata in un momento in cui la Regione Toscana si sta dando un gran da fare per recuperare delle forme partecipative di portatori d’interessi attraverso i Town Meeting con oggetto l’ambiente.

L’accadere di certi fatti nello specifico incidenti o reati ambientali nei quali la tecnica di smaltimento è la perdita o il semplice lancio in mare non rassicura la popolazione e getta discredito sulla qualità del controllo che le autorità effettivamente hanno nella realtà. Quindi mentre si tentano passaggi partecipativi nello specifico dei Town Meeting regionali per la redazione del futuro Piano dei Rifiuti e Bonifiche (PRB 2011) con i migliori propositi c’è un’area nel Santuario dei Cetacei dove è consuetudine volare fuori dalle murate bidoni o perdere container interi con i rifiuti più disparati e chiaramente pericolosi per la salute.

Probabilmente il Sig. Rossi si mostra risoluto proprio per questo più che per salvare effettivamente l’ambiente marino. Si arrabbia probabilmente perché di colpo si trova a dover gestire gli effetti di una cultura politica precedente di cui lui è figlio e che prevede, per esempio, l’entrata in regime del Progetto Ersa (emissario reflui urbani sponda sinistra dell’Arno) soltanto nel 2015 anziché in una data molto precedente, di fronte ad una opinione pubblica molto più esigente rispetto al passato. Una data la cui previsione sarebbe stata da legare all’epoca di realizzabilità dei depuratori dei reflui urbani ossia al memento in cui venivano offerte le migliori tecnologie disponibili. Da quanti anni essi sarebbero stati realizzabili? Un ritardo di circa trent’anni altro che 198 bidoni al molibdeno e cadmio.  La sensibilità ambientale delle persone sta aumentando e recupera terreno sull’indifferenza di massa che ha contraddistinto gli ultimi decenni del ‘900 e questo determina un’opinione pubblica sicuramente più attenta alle risposte che le istituzioni danno. Così i rappresentanti tentano di colmare questo vuoto con dichiarazioni alla stampa dimostrando un forte attaccamento e impegno ma il ritardo è impossibile da sanare. La stampa locale crea le condizioni per non far emergere mai la vera realtà dei fatti, non indagando mai sugli aspetti drammatici di certi impatti sull’ambiente essendo anche loro figli della stessa cultura che ha cresciuto il Sig. Rossi e il Sig. Renzi. I medici di partito di cui le istituzioni sono piene chiudono il cerchio evitando sempre di indicare le sorgenti inquinanti che producono effetti sulla salute. I medici oncologi sono sempre molto attenti a utilizzare i fondi per la ricerca piuttosto che intervenire sulle cause. Si pensi comunque a tutto ciò che è stato buttato in Arno e tuttora viene buttato, il materiale può esser spinto dalla compressione del flusso fluviale alla foce specialmente con le piene fino a 25 km dalla costa pisana. Le correnti successivamente determinano una dispersione ulteriore dei materiali che risultano dall’antropizzazione delle aree a terra. Immaginiamoci l’entità del danno nel momento in cui troviamo il Sindaco Renzi a tagliare il nastro del cantiere di Ersa nei primi giorni dello scorso dicembre 2011. Poi ogni commento a favore del progetto ben venga ma non deve mai offuscare la realtà dei fatti e il danno che l’uomo toscano ha arrecato alle aree marine considerate da qualche anno come Santuario dei Cetacei. Viene da pensare spesso che quando si fanno operazioni di tutela ambientale istituendo aree da proteggere si voglia ridare una verginità in un sol colpo a una situazione del tutto compromessa con il risultato di rimuovere completamente il passato. 

Progetto Ersa.  Il progetto Ersa realizzato attraverso la gestione di Publiacqua congiuntamente con Acea per un investimento di circa 70 milioni di euro prevede il collegamento di tutta la rete fognaria dell’Area Fiorentina disposta sulla riva sinistra dell’Arno con la sponda destra attraverso un tubo di 4 mt di diametro che passa sotto il fiume. I reflui saranno poi convogliati verso il depuratore di San Colombano a Lastra a Signa. Si prevede la messa in regime nell’anno 2015 e sebbene nessuno lo ricorda esplicitamente la data è comunque inclusa nel termine riportato nel Dlgs.152/99 che obbliga a ripristinare la qualità delle acque superficiali entro il 2016. La legge nazionale è chiaramente stata spinta da una specifica direttiva europea in materia di tutela ambientale. Questo per sottolineare il fatto che alla fine non è stata una scelta politica come appunto ci viene fatto credere dagli uffici stampa di Regione, Comune e Publiacqua. L’obbligo è normativo e proveniente da altre sensibilità ambientali. 

  Town Meeting verso il Piano Regionale dei Rifiuti e delle Bonifiche  Il Town Meeting è un recente istituto di partecipazione dove si tenta di conciliare il fattore tempo con la possibilità di far esprimere tutti i soggetti interessati all’oggetto dibattuto chiudendo con delle conclusioni efficaci. Un esperimento di “democrazia in piccolo” - di cui noi aborriamo n.d.r. - che si risolve semplicemente in un incontro su più tavoli di lavoro a cui si siedono rappresentanti istituzionali, delle aziende con partecipazione pubblica relative ai servizi, comitati di cittadini e associazioni ambientaliste. Durante gli incontri coordinano le discussioni i “facilitatori” che sono gli esperti di questo particolare istituto i quali devono assicurare un effettivo risultato finale almeno nella forma. 

Nella sostanza in specifico al Town Meeting PRB 2011 il nocciolo della questione era relativo all’adattamento dei piani industriali delle aziende di impianti di smaltimento e trattamento alle nuove tecniche di raccolta e l’evoluzione degli Ato (ambiti territoriali ottimali). Dagli Istant Report PRB non si trovano tracce di colloqui riguardanti i siti da bonificare. Questa è l’occasione per lanciare l’iniziativa di mettere il Santuario dei Cetacei al centro del dibattito sulle bonifiche essendo il nostro mare un ricettore di enormi flussi inquinanti da decenni sia civili che industriali ed essendo un ecosistema molto fragile rispetto alla terra dove ci sono maggiori possibilità di arginare le dispersioni. Insieme al mare è da inserire anche l’aria visto che abbiamo la consapevolezza di quale e quanto sia consistente il contributo toscano all’inquinamento aereo quantificato giornalmente dal Lamma. Fino a che gli incontri di preparazione ai Piani saranno costituiti da struzzi che mettono le teste sotto la sabbia i Piani risultanti saranno solo capitoli di spesa totalmente inefficienti e inefficaci come appunto sono stati i vari Piani Energetici rivisti e rielaborati in ogni occasione in cui sono state avanzate richieste di grandi investimenti di produzione e commercializzazione energetica.

E’ il caso di ricordare al lettore la risposta disinvolta dell’Ass.re Bramerini alla sua stessa domanda: · Semplicemente perché sono state fatte le richieste>. Per questo la pianificazione diviene falsa se non c’è dietro una volontà politica trasparente e una cultura del cambiamento che la anima. I Town Meeting senza il coraggio così come qualsiasi consesso istituzionale in cui esso generalmente manca sono solo dei costi sociali. 

http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/ambiente_territorio/rifiuti/rubriche/piani_progetti/visualizza_asset.html_242646277.html

per Senza Soste, Jack RR

13 gennaio 2012

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