Thursday, Dec 13th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Rifiuti, Ato Toscana Sud: "Il gestore unico ha fallito. Costi fuori controllo"

E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

Il direttore confcommercio Siena: “comunque vada l’inchiesta per turbativa d’asta aperta dalla procura su SEI Toscana, il costo del servizio è aumentato di oltre il 10%, nonostante le premesse di razionalizzazione del sistema, e malgrado nel frattempo la produzione dei rifiuti sia calata a causa della crisi”

sei toscana mappatratto da http://www.controradio.it

Oltre il 10%, ovvero 12 mln invece di 9: a tanto ammonta il gap rispetto alla media nazionale che devono sostenere per lo smaltimento dei rifiuti le imprese senesi secondo i calcoli della confcommercio. Il direttore Daniele Pracchia ai nostri microfoni sbotta: comunque vada l’inchiesta aperta dlala procura di certo possiamo dire che la qualità del servizo col gestore unico non è aumentata mentre sono lievitati i costi e questo in barba alle ipotesi di razionalizzazione del servizio.
Insomma, le imrpese pagano di più per lo stesso servizio sebbene producano meno rifiuti.

ASCOLTA L’INTERVISTA DI DOMENICO GUARINO

http://www.controradio.it/56245/

Intanto ieri la procura di Firenze ha aperto un fascicolo nel quale sono già finiti i documenti acquisiti dalla guardia di finanza la settimana scorsa durante una serie di perquisizioni per fare luce proprio sul servizio di smaltimento di rifiuti, un appalto da 140 milioni di euro, affidato dall’Ato Toscana Sud al raggruppamento di imprese Sei Toscana. L’ipotesi di reato è turbativa d’asta, 7 le persone indagate e, tra loro, Luciano Nataloni, ex consigliere di Banca Etruria. In Sei il socio principale è Sta (Società Toscana ambiente), una holding di imprese cooperative tra le quali spiccano l’emiliana Unieco e le toscane Cooplat e Castelnuovese (questa guidata a lungo da Lorenzo Rosi, poi divenuto presidente di Banca Etruria). Sulla gara il M5s della Toscana aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti e un’interrogazione in Consiglio regionale. Tra il materiale sequestrato, documenti, computer e altri apparati informatici da cui possono emergere elementi probatori considerati importanti. In particolare, secondo quanto appreso, ci sarebbero indizi che potrebbero dimostrare l’ipotesi investigativa per cui l’appalto – indetto dall’Ato Toscana Sud con sede legale a Siena – potrebbe essere stato ‘tagliato’ addosso all’aggiudicatario, ovvero costruito in maniera da agevolare la viottoria al gruppo di imprese Sei Toscana.

Alcuni aspetti farebbero emergere questo elemento, fra cui la pregressa esperienza, delle società in gara, in precedenti gestioni del ciclo dei rifiuti per un’area di almeno 600.000 abitanti, la disponibilità di un termovalorizzatore della capacità di trattamento di 40.000 tonnellate l’anno, fatturato medio e entità del capitale sociale – delle società concorrenti all’appalto – di una certa consistenza. Elementi, si ipotizza tra gli inquirenti, che avrebbero messo fuori dalla gara molti potenziali aggiudicatari, concentrando invece le possibilità di assegnazione a un soggetto definito.

“Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e auspichiamo che si compiano al più presto tutte le verifiche necessarie a chiarire il procedimento di aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud, la cui correttezza riteniamo che alla fine verrà dimostrata”.
Così, il presidente del raggruppamento di imprese Sei Toscana, Simone Viti, commenta, in una nota, l’indagine della procura di Firenze che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di turbativa d’asta in merito all’appalto sullo smaltimento rifiuti affidato dall’Ato Toscana Sud allo stesso gruppo di imprese Sei Toscana. L’Ato Toscana Sud comprende un centinaio di comuni nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, per oltre 800.000 abitanti. “Siamo convinti della legittimità del nostro operato e siamo certi che, una volta esaminata la documentazione, sarà accertata l’assoluta regolarità dell’iter”, aggiunge Viti specificando: “Questa fase di approfondimento dell’indagine, avviata oltre due anni fa, è per noi, finalmente, un modo per far luce una volta per tutte sul nostro operato”.

10 marzo 2016

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito