Friday, Aug 07th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Siglato il "Fiscal compact", il nuovo trattato europeo ispirato da Draghi

E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

Prevede una riduzione draconiana del debito pubblico. I punti essenziali

draghi_trichet_signorsiI 25 leader Ue (fuori Gran Bretagna e Repubblica Ceca) hanno firmato il "fiscal compact" o "patto di bilancio", e il presidente Ue Herman Van Rompuy si è detto «molto fiducioso» che gli Stati lo ratificheranno. «Ora avete il compito di convincere i vostri Parlamenti», ha detto Van Rompuy. Tutti contenti, tutti soddisfatti anche se il Patto è l'anticamera di una lunga fase di politiche recessive e rigoriste visto l'impegno formidabile di rientro dal debito che impone: 20 anni per rientrare sotto il tetto del 60 per cento sul Pil. Per l'Italia significa dimezzare la mole del debito pubblico (1900 miliardi di euro), quindi tagliare circa 900 miliardi nel periodo definito, 45 miliardi l'anno. Ecco i punti principali del "patto":
- Uno dei punti fondamentali del "fiscal compact", nome ispirato dal presidente della Bce Mario Draghi che l'ha fortemente caldeggiato per mesi, è il contenimento dei deficit di bilancio. La "regola d'oro" voluta da Angela Merkel, che dovrebbe essere presupposto ad una Germania più generosa nel concedere salvataggi ai Paesi bisognosi, prevede che il rapporto fra deficit e Pil non debba mai superare lo 0,5%. Un livello che appare irraggiungibile per molti Paesi dell'Eurozona. Per questo, l'accordo prevede che, prima che scattino le sanzioni automatiche che avrebbero voluto Berlino e la Bce, i Paesi in deficit possano adottare meccanismi correttivi.
- Sul debito pubblico il Patto ricalca il trattato di Maastricht e che ha gettato le fondamenta dell'euro: i paesi dell'Eurozona devono ricondurlo al 60% del Pil al ritmo di un ventesimo l'anno. Un obbiettivo ambiziosissimo per chi, come la Grecia, punta verso il 150% ma anche per l'Italia, che viaggia intorno al 120%. Per ammorbidirlo, il compromesso trovato è quello di prendere in considerazione fattori "attenuanti": come il livello dell'indebitamento privato e della spesa pensionistica ma al momento sembra solo un palliativo.
- Una volta ratificato, il "Fiscal Compact" dovrà in base agli accordi essere recepito negli ordinamenti nazionali. Fattore, questo, che modifica non poco gli accordi finora presi con il Trattato di Maastricht e con il Patto di Stabilità europeo. L'assorbimento nelle politiche nazionali può significare una recessione prolungata.
- L'accordo raggiunto prevede che potranno ricevere l'assistenza finanziaria del fondo di salvataggio "Esm" solo i Paesi che avranno ratificato il Patto di bilancio. Restano fuori dall'accordo la Gran Bretagna, la Repubblica ceca (anch'essa fuori dall'euro) e l'Irlanda, quest'ultima nella moneta unica: il referendum cui Dublino deve sottoporre il "Compact" è un possibile ostacolo. Non in grado, tuttavia, d'impedirne l'entrata in vigore nel gennaio 2013: saranno sufficienti anche solo 12 ratifiche nazionali.

tratto da http://ilmegafonoquotidiano.globalist.it

3 marzo 2012

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito