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Se non ora quando? Sempre! Un milione di persone in piazza. Livorno fanalino di coda

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senonoraquando_terrazzaSotto una pioggia battente si è formato il timido presidio livornese per la mobilitazione nazionale Se non ora quando? Quasi tutte donne, gli uomini erano pochissimi e come dice il Tirreno "accompagnavano le mogli", così a sottolineare ruoli ben ancora scolpiti in questa città. Certo ad ascoltare alcuni interventi delle organizzatrici della giornata, questo torpore che pervade Livorno sulla questione di genere e dei diritti in generale, sarà dura scalfirlo. Gli unici slogan scanditi sono stati la litania: dimettiti e noi non siamo a disposizione , riferiti ovviamente a Berlusconi. Altri striscioni di un'ironia un po' severa, tipo Silvio alla 'onca, sono stati l'unico tentativo di brio, lasciando perdere l'immancabile girotondo tra alcune giovanissime e altre meno giovani.

La scarsa partecipazione della cosiddetta società civile sottolinea ancora una volta l'inconsistenza della classe politica cittadina. Ormai non mobilitano nemmeno aggrappandosi ad un appello così tanto trasversale redatto dall'intellighenzia del centrosinistra. Con questo, le decine di donne livornesi che oggi sono state comunque in Terrazza Mascagni avrebbero meritato un po' meno scenografia e più contenuti perché c'erano anche donne realmente esasperate. 

In tante altre piazze si è sfilato in corteo e i numeri giravano intorno alle migliaia di partecipanti. Il numero finale nazionale è impressionante. Un milione di persone.

Su questa giornata di mobilitazione in nome della difesa della dignità delle donne abbiamo avuto modo in questi giorni di condividere diversi  contributi scritti da collettivi e/o singole che ne hanno evidenziato le tante, troppe contraddizioni. La trasversalità nella battaglia sull’autodeterminazione è un punto sul quale non si dovrebbe mai scendere a compromessi. Cosa abbiamo da spartire con Giulia Buongiorno che da Piazza del Popolo a Roma in questa giornata di mobilitazione nazionale rivendicava dignità per tutte le donne. Sì certo la dignità della donna incubatrice e riproduttrice della stirpe italica. Certo è che queste (la Buongiorno e le colleghe di Futuro e Libertà), sono fasciste e questo ci aspettiamo. Magari non dare loro agibilità politica sarebbe già un segnale di rispetto, quantomeno nei confronti di tutte quelle donne che hanno lottato sempre in nome dell’autodeterminazione, della solidarietà…

Il nemico vero, l’ostacolo da abbattere è ancora una volta il centrosinistra che se domani andasse al governo, silenzierebbe tutto questo sdegno in un istante.

Riportiamo una lucida analisi fatta dal collettivo Femministe a sud* che interroga proprio PD e Italia dei Valori. Non prima però di segnalarvi – se tante volte ve la siete persa - questa esilarante dichiarazione di Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, "Le donne che scendono in piazza oggi sono figlie di quelle che nel '68 invitavano a fare l'amore e non la guerra. Oggi fanno la guerra a chi fa l'amore. E una sinistra disperata". (red.) 13 febbraio 2011

***

“Quello che ci preme ribadire è che c’è una necessità di coerenza espressa nei fatti da parte dei partiti prima che scendano in piazza in nome delle donne. Indispensabile per esempio capire cosa pensano e fanno a proposito di donne e lavoro, prostituzione, immigrazione, Cie, consultori, 194, affido condiviso, Pas, diritto di famiglia, violenza sulle donne. Perchè siamo più che certe che le donne siano ampiamente strumentalizzate da chi per pura propaganda dice di avere a cuore i nostri diritti e poi per ottenere voti da lobby potenti si schiera in altre direzione con proposte di legge, mozioni, atti parlamentari che sicuramente non sono dalla parte delle donne.

Questa strumentalizzazione deve finire. Noi non legittimiamo talune rappresentanze a parlare a nostro nome giacchè quelle stesse rappresentanze, informate o meno della natura di alcuni serissimi problemi, decidono di compiere azioni politiche/istituzionali completamente in contraddizione con quanto dicono di voler fare. In questo senso prenderemo ad esempio quello che ha fatto il pd e l’idv nel corso di questi ultimi anni.

Il Pd ha presentato proposte per la conciliazione dei tempi in rapporto al lavoro delle donne. La proposta è quasi identica a quella che fa la Carfagna, ovvero: le donne devono pensare prima di tutto alla famiglia e dunque possiamo renderle tanto più precarie, facendo passare la flessibilità e i contratti  senza garanzie di nessun tipo come fossero dei favori fatti alle incubatrici del ventesimo secolo.

Il Pd, attraverso sindaci sceriffi e rappresentanti istituzionali di vario genere, ha emanato vari regolamenti pro-decoro che mostrano un chiaro intento persecutorio nei confronti delle prostitute. Inoltre ha prodotto l’impianto iniziale legislativo che poi ha portato alla costruzione dei Cie. La Turco-Napolitano è quella che poi è diventata Bossi-Fini. Il Pd, per voce dei suoi sindaci e dei suoi rappresentanti di governo, ha battuto sulla questione sicurezza vs immigrati sdoganando mentalità razziste e continuando tuttora a legittimare politiche discriminatorie prendendo la sicurezza delle donne a pretesto.

Non possiamo certo dimenticare le proposte dei sindaci pd romani a proposito dei braccialetti elettronici, i regolamenti repressivi da svuotamento delle città, la totale disinformazione sul fatto che la violenza sulle donne avviene soprattutto in famiglia. L’aver permesso di creare zone di ricattabilità e omertà che portano alla molestia e allo stupro di donne rinchiuse nei Cie. Donne delle quali il Pd non si occupa.

Sui consultori il Pd dovrebbe in qualche modo mettersi d’accordo con se stesso. La proposta di smantellamento dei consultori fatta dalla Tarzia in lazio viene firmata da quasi tutti, meno uno, i rappresentanti regionali del Pd. L’unico che non firma presenta una proposta alternativa in cui all’art. 8 dice che si potranno prevedere finanziamenti per strutture private.

In altri casi, e altre regioni, i rappresentanti del Pd hanno votato proposte che andavano sempre in direzione dello smantellamento dei consultori o che minavano fortemente la legge 194 con Il Pd e L’Idv sono poi protagonisti di un’altra questione che riguarda donne e bambini. Lega e pdl hanno più volte presentato, e continuano a farlo, proposte a supporto dei padri separati, che consentono l’affido di minori a padri violenti, che impediscono a donne e bambini di difendersi perchè sotto ricatto, che tolgono alle donne ogni autonomia decisionale sui tempi in cui devono troncare una relazione violenta, che impone la privatizzazione dei consultori familiari e la loro sostituzione con centri di mediazione familiare gestiti privatamente da soggetti che portano avanti questi temi, la discriminatoria assegnazione di case pubbliche, realizzate con soldi pubblici, a esclusivo mantenimento di padri separati (stipendiati), etc etc. Ne abbiamo parlato tante volte e sapete a cosa ci riferiamo. Affido condiviso e la sindrome inventata detta Pas.

I radicali eletti nelle liste del Pd sono schierati in quel senso. Qualche altro eletto nel Pd ha presentato proposte indipendenti che vanno nella stessa direzione. Tre parlamentari dell’Idv hanno firmato i progetti di Lega e Pdl. Altri rappresentanti dell’Idv, in alcune regioni, in netto contrasto con alcune donne dello stesso partito, si schierano a favore di questa terribile restaurazione di privilegi in nome del “padre padrone”.

Dulcis in fundo ci sono i temi che riguardano la violenza sulle donne.  Partendo dalla sottovalutazione che si fa di questo problema quando si vogliono obbligare le donne ad avere a che fare con ex mariti violenti che usano i figli come arma per continuare a imprimere il proprio potere sulla ex, diciamo che pd e idv si muovono in modo assolutamente contraddittorio.

E’ necessario che chi scende in piazza a nome delle donne ci assicuri perciò che:

- si attiverà per assicurare il diritto al posto di lavoro (full time e pienamente retribuito) a tutte le donne senza distinzione tra etero e lesbiche, tra madri e quelle che non lo sono, tra accoppiate e single.

- si attiverà affinchè il tema della “sicurezza” non sia più motivo di persecuzione di donne e uomini stranieri. Si occuperà delle donne vittime di violenza ovunque, incluso nei Cie, adoperandosi affinchè i Cie non siano più la punizione per donne e uomini che arrivano da lontano.

- si attiverà per un potenziamento dei consultori, impedendo qualunque forma di intromissione da parte di qualsivoglia frangia movimentista ideologicamente autoritaria.

- si attiverà a garanzia del diritto di tutte le donne alla libera scelta, di mestieri, vita, sessualità, alla contraccezione, all’interruzione volontaria di gravidanza, senza ricatti, senza violenze psicologiche, senza dover subire da parte di farmacisti, medici, infermieri, l’obiezione di coscienza sull’ivg, sulla ru486, sulla pillola del giorno dopo e su tutti i contraccettivi in genere.

- ritirerà la firma, se l’ha già messa, o si opporrà alle proposte di legge che parlano di affido condiviso e di Pas, per difendere donne e bambini dai ricatti dell’ex coniuge e dall’obbligo di includere nella propria vita un uomo violento.

- si attiverà affinchè i consultori familiari non siano mai privatizzati, affinchè le strutture private, di qualunque tipo, non abbiamo mai diritto al mantenimento con fondi pubblici, vale a dire con i nostri soldi, soldi che vengono spesi anche dalle donne. Si attiverà altresì a non creare corsie preferenziali per assegnare privilegi, sugli alloggi o altro, ai padri separati. Esistono intere famiglie, donne, uomini, madri, persone, di varia origine e varia etnia che hanno diritto agli alloggi pubblici e non si è mai visto in nessun paese civile che si favorisca una sola categoria di persone sulla base di un pregiudizio che tende esclusivamente a ripristinare dei privilegi per una casta di soggetti.

- si attiverà affinchè l’ex marito violento sia tenuto lontano dalla ex moglie e dai figli.

- si attiverà affinchè si realizzino percorsi di supporto alle donne vittime di violenza maschile.

Reddito, autonomia, lavoro, condizioni essenziali affinchè le donne possano abbandonare i luoghi in cui subiscono violenza. Supporto ai progetti antiviolenza e ai centri antiviolenza che tanto lavoro fanno per tutelare le nostre vite. Servizi di intervento immediato in caso di pericolo per le donne, che non coinvolgano solo le forze dell’ordine ma anche le operatrici antiviolenza pronte ad accogliere le donne. Campagne di prevenzione a partire dalle scuole primarie. Corsi di formazione di genere per giornalisti che si occupano di informare sui casi di violenza sulle donne. Agevolazioni fiscali per i datori di lavoro che assumono o non licenziano donne che fanno un percorso per uscire da situazioni di violenza.

Mille altre cose ancora si potrebbero proporre. Intanto, il punto fondamentale è, che PD e IDV ci devono delle spiegazioni. Vogliamo che siano spiegazioni pubbliche. Che ci dicano chiaramente qual è la loro posizione ufficiale su tutti i temi che abbiamo elencato.

Altrimenti si astengano dall’idea di scendere in piazza in nome delle donne perchè le donne hanno questo genere di problemi e non possono essere strumentalizzate per fornire un alibi ogni volta che ce n’è bisogno."

*http://femminismo-a-sud.noblogs.org 

 25/01/2011

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