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Grecia, dati shock sulla crisi: un milione di persone ormai lavorano gratis

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La gravissima crisi economica che da quattro anni attanaglia la Grecia ed ha portato il tasso di disoccupazione ad un picco record del 27,6% lo scorso maggio ha talmente spaventato la gente che oltre un milione di persone, pur di non perdere il posto, continua a lavorare per mesi senza ricevere lo stipendio.
A fare la sorprendente scoperta, come riferisce la stampa ateniese, e' stato l'Ispettorato del lavoro dell'Ika (il maggiore istituto di previdenza sociale greco) che, al termine di un'indagine mirata, ha reso noto di aver scoperto che nel settore privato - su un totale di 1 milione e 800.000 dipendenti - soltanto 700.000 di essi ricevono lo stipendio, pur se ridotto, ogni fine mese. Nel rapporto dell'Ika non si precisa se le aziende, ritardando il versamento degli stipendi o non pagandoli affatto, stiano approfittando della crisi economica ne' viene indicato cosa si dovrebbe fare per evitare queste evidenti violazioni della normativa sul lavoro.
I ritardi nel pagamento degli stipendi vanno da un minimo di tre ad un massimo di 12 mesi, ma ci sono anche lavoratori che ormai temono di non essere mai piu' pagati e che il governo non fara' nulla per difendere i loro diritti. Dai dati dell'Ika risulta inoltre che quest'anno un milione di lavoratori greci si sono visti rifiutare dalle aziende il pagamento delle ferie e che, nonostante le norme in vigore e le multe che ogni tanto vengono inflitte ai datori di lavoro disonesti, i reclami da parte dei dipendenti sono piuttosto rari perche' temono di essere licenziati e perche' alle compagnie costa molto meno pagare le multe che gli stipendi degli impiegati.
Sul fronte del cosiddetto "salvataggio" europeo della Grecia, c'è da registrare l'ennesima aggressione di Bruxelles che sta tentando di gestire direttamente i processi di privatizzazione che rientrano nel programma di aiuti.
L'invasione di campo è stata così sfacciata che a reagire è stato addirittura il primo ministro greco, Antonis Samaras, che ha respinto l'idea di creare una holding finanziaria in Lussemburgo. "Il fondo di privatizzazione resta nelle mani greche", ha ribadito Samaras al quotidiano di Atene 'Eleftherotypia'. Anche il ministro delle Finanze greco, Ioannis Stournaras, ha espresso opposizione alla proposta. "Nego categoricamente il trasferimento all'estero del Fondo per le privatizzazioni", ha spiegato al quotidiano 'Ethnos'. Entrambi i leader hanno risposto cosi' alle notizie comparse sulla stampa greca e internazionale sulla nuova holding che dovrebbe gestire la proprieta' statale greca. Tuttavia, un documento interno prevede che l'ESM possa prendere la decisione finale in merito alla vendita dei beni immobili. La 'troika, composta dalla Commissione europea, Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea, a settembre valutera' i progressi del programa.
tratto da http://www.controlacrisi.org
1 settembre 2013
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