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I socialdemocratici si riprendono Amburgo

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scholz_olafAMBURGO - Da sempre la città anseatica è stata modello di sviluppo politico, fabbrica delle idee socialdemocratiche tedesche. Si può infatti senza dubbi dichiarare che la socialdemocrazia tedesca è nata ad Amburgo, e qui continua a vivere e svilupparsi.
Helmut Schmidt, col primo cittadino della città nel dopoguerra, Max Brauer, ha formato la scuola socialdemocratica del dopoguerra tedesco. Facevano parte del gruppo del movimento operaio, in esilio sia in Cina che in Spagna durante la guerra civile spagnola, in prigione in Francia insieme ad un nipote di Karl Marx. Le loro esperienze hanno dato quindi alla Germania la forza di rialzarsi dal dramma nazista della seconda guerra mondiale, facendo conoscere a tutto il mondo la socialdemocrazia, uno stato sociale solidale ed internazionale.
Con queste nuove elezioni, Amburgo e la SPD quindi invertono la tendenza che la voleva negli ultimi anni sempre perdente a favore della CDU ultimamente con un'alleanza assurda, sia nei programmi che nei progetti, con i verdi locali. Non a caso entrambe le formazioni hanno pagato questa alleanza: la CDU ha addirittura dimezzato i propri voti, mentre i Verdi si aspettavano di raddoppiarli ed invece hanno appena arrotondato la loro percentuale.
Se guardiamo bene in ogni caso vi è stata una forte astensione dal voto: solo il 57% degli aventi il diritto al voto, si è recato alle urne. Gli ambienti politici sottolineano che l'astensione sarebbe andata contro la CDU, ma invece molti dei suoi elettori, almeno 50.000, avrebbero votato per la SPD, ed altri 10.000 sia per i Verdi che per la Linke.

I risultati ormai quasi definitivi:

1.      SPD = 1.643.713 voti - 48,3% 62 - deputati su 121 (maggioranza assoluta)
2.      CDU = 746.271 voti - 21,9% 28 - deputati
3.      Verdi = 380.291 voti - 11,2% 14-  deputati
4.      FDP liberal = 226.161voti - 6,6% - 9 deputati
5.      Linke = 218.104 voti - 6,4% - 8 deputati

La SPD si riprende la sua cittá storica, ma lo fa non più con programmi socialisti, solidali o per i lavoratori. Stravince innanzitutto perché la CDU non ha saputo fare un programma che potesse far risorgere la città dopo la crisi economica, e paga caro la alleanza con i Verdi. Il nuovo Primo cittadino, Olaf Scholz, giá ministro del Lavoro dal 2007 al 2009, ha messo insieme programmi economici molto simili ai programmi della CDU.
Molte sono le critiche che vengono dalla sinistra tedesca (che i media italiani non sottolineano): ad esempio che la SPD è l´unico partito tedesco che ha partecipazioni con i grandi mass media, che guarda caso hanno anche sede nella stessa cittá di Amburgo, oltre 70 giornali tedeschi hanno una partecipazione della SPD nel capitale sociale, con oltre 12 milioni di lettori (!) ma le sue partecipazioni societarie hanno fatto della SPD tedesca ed in particolare di quella di Amburgo, una grande “azienda” con partecipazioni anche su altre aziende della comunicazione del campo del web. Inoltre il grosso dei finanziamenti ufficiali che il partito ottiene, lo riceve grazie a sovvenzioni ufficiali che aziende come la BMW (657.522 €) , la Daimler (1.371.143 €), la Porsche (365.820 €) ma anche le assicurazioni Allianz (638.393 €) o la associazione delle Industria della Chimica (302.115 €) nonché banche come la Commerzbank (250.000 €) le devolvono.
Insomma, la SPD oggi non è più un partito socialista che si rivolge ai lavoratori e alle masse, bensì un partito che ha vicino sia l´industria che i mass media e che con essa ha uno stretto legame economico politico. Lo stesso progetto politico nazionale chiamato “il Programma di Amburgo” sottoscritto il 28 di ottobre del 2007, ha messo nero su bianco le basi della sua politica dei prossimi anni. Il Programma prevede nei vari capitoli i vari punti del suo successo, e come sottolineano loro stessi nella continuità del socialismo tradizionale, come la “pace duratura ovunque” che si contrappone alle guerre e o alle partecipazioni militari che gli stessi governi passati della SPD hanno portato avanti, sulla ecologia che mal si addice ad una nazione che sta per riaprire alle centrali nucleari, per il lavoro per tutti e la eguaglianza dei sessi nel lavoro e nella vita sociale, e per uno stato sociale  solidale, ed anche qui sono tante le critiche.
Intanto quello che è sicuro è che si tratta soltanto della prima elezione del 2011: ne seguiranno altre 9 tra regionali e comunali. Al momento la situazione sembra quella di uno stravolgimento della geopolitica tedesca con una CDU in caduta libera, una Linke che tiene, e purtroppo un'estrema destra che pur non riuscendo a superare l'1% dei voti continua a crescere (NPD per la prima volta a 0,9%).

Inviato a Senza Soste da Massimo Finizio

21 febbraio 2011

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