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Asia: "Emergenza sociale. Anche a Livorno la parola d’ordine è emarginare e reprimere"

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Nel (quasi) silenzio della maggior parte delle associazioni e organizzazioni politiche di tradizione democratica, la nostra città si sta avviando più o meno esplicitamente verso una concezione autoritaria e repressiva in merito agli interventi nel settore del sociale e dell’emergenza abitativa.
Un metodo ormai sperimentato in anni nel nord d’Italia e che a Livorno ha finalmente trovato terreno fertile all’interno dell’amministrazione 5 Stelle. Un mix “esplosivo” composto da incapacità nell’affrontare il disagio sociale crescente e mancanza, all’interno dell’attuale classe dirigente, di una forte tradizione democratica e predisposizione al dialogo. A tutto ciò si aggiungono le sempre maggiori spinte autoritarie provenienti dall’elettorato Renziano  e dai vari soggetti di destra interni al movimento  5 Stelle foraggiati dal bombardamento mediatico quotidiano in tema di migranti e “degrado”. 
 
Il primo segnale è di qualche mese fa.  Improvvisamente all'ex deposito ATL, abbandonato da mesi e poi occupato da 20 famiglie in difficoltà economica, furono staccate tutte le utenze. Diversi minori, neonati e anziani rimasero senza accesso all’acqua potabile e senza corrente a due passi dal Grand Hotel Palazzo e dalla terrazza Mascagni, il salotto buono di Livorno. Lo stesso salotto utilizzato proprio in quei giorni per un Gran Galà di beneficenza cristiana a 70 euro a pasto. Dopo una settimana di silenzi da parte di alcuni consiglieri e assessori, le famiglie occupanti insieme a decine di membri dei comitati decisero di organizzare un corteo per sollecitare l’amministrazione ad intervenire mentre si stava consumando una vera e propria emergenza sanitaria e sociale.  Arrivati di fronte al comune le porte furono sbarrate e decine di vigili Urbani furono schierati a difesa del palazzo comunale. Nessun politico ebbe il coraggio di scendere e discutere a viso aperto con i cittadini. La rabbia prese il sopravvento, la porta del municipio fu scardinata e un centinaio di famiglie occupò la sala del consiglio. Dopo neanche un ora la protezione civile intervenne inviando autobotti e generatori di corrente.  Al di là di come si pensi, dal punto di vista politico, fu chiaro a tutti che i “problemi” non si possono nascondere sotto il tappeto, vanno sempre affrontati. Il segnale lanciato dalla giunta fu invece opposto, utilizzando il pretesto di alcuni consigli comunali caratterizzati da toni troppo accesi ( lavoratori Aamps e PD) dopo qualche giorno venne comunicato che l’accesso al comune sarebbe stato limitato. Qualsiasi cittadino che voglia entrare in municipio deve lasciare un documento e dichiarare in quale ufficio si recherà. L’accesso ai consigli comunali è stato infine fortemente limitato. 
Basta “disgraziati” che vanno tutti i giorni in comune a chiedere qualcosa, basta famiglie sfrattate che disturbano il lavoro degli assessori. Solo qualche giorno fa un ragazzo che da mesi vive in un alloggio ERP pericolante e pieno di amianto, in una delle sue continue visite in comune, è stato accolto da uno sbarramento di vigili e polizia impressionante. 
Oltre ad interventi concreti e materiali, attraverso dichiarazioni pubbliche, si è iniziato ad innescare processi di emarginazione e di esclusione sempre più evidenti.  Viene detto che l’emergenza abitativa è un problema “gonfiato” e che in realtà si sta consumando una vera e propria invasione di famiglie straniere non residenti nel comune di Livorno che vengono ad occupare alloggi pubblici. Tutto falso ovviamente. 
Invece di intervenire con determinazione, alcuni consiglieri di maggioranza iniziano a strizzare l’occhio ad i neonati  comitati di residenti che non vogliono profughi vicino alle loro case. All’interno del nuovo bando ERP si inseriscono requisiti sempre più restrittivi per accedere agli alloggi pubblici seguendo l’esempio del comune leghista di Cascina.  Al cittadino extracomunitario  anche residente da anni  nel comune viene imposto di presentare alcune certificazioni del paese di residenza. Dal punto di vista della parità di trattamento tra Comunitari e non comunitari potrebbe anche essere un principio corretto se non fosse che per molte famiglie diventa praticamente impossibile ricevere in tempo le certificazioni. Addirittura sembra che i cittadini Marocchini debbano recarsi fisicamente in Marocco spendendo 700/800 euro di viaggio per produrre questo documento.  Il principio è sempre lo stesso: emarginare, individuare nello straniero, nel povero in generale( ovviamente anche Italiano) un nemico da combattere. E’ più semplice che affrontare i problemi veri. 
A conclusione di questo processo in questi giorni è arrivata la notizia che ai Vigili Urbani verranno consegnati i nuovi Spray urticanti. E’ stato dichiarato che verranno utilizzati anche in operazioni si sfratto e di sgombero. Qualsiasi Livornese che conosce un minimo la nostra città sa benissimo che una scelta del genere servirà solamente a produrre ancora di più situazioni di conflitto e violenza. 
La scelta intrapresa dalla nostra amministrazione è ormai chiara. Quando a Livorno si costruiranno barricate per respingere un pugno di stranieri fuggiti dalla miseria dovremmo anche noi ricordarci che certi fenomeni non sono mai casuali. L’humus dell’intolleranza e della guerra tra poveri si costruisce o si combatte quotidianamente. Di fronte abbiamo un nemico molto forte: Il bombardamento mediatico, le spinte autoritarie,  la paura e la povertà. Di contro non possiamo pensare di vincere con la carità cristiana e il principio vuoto dell’accoglienza. Solo costruendo battaglie comuni contro le speculazioni, lo sfruttamento nei posti di lavoro, l’esclusione sociale. Contro la mentalità che i diritti sono privilegi e tutto ha un valore economico e va messo a profitto. Quello che avevamo in passato è sempre stato frutto di una lotta. Chi comanda ha sempre fatto credere che le risorse erano poche e non c’era nulla da distribuire. La crisi non è un’invenzione di oggi. Ma le battaglie sindacali e politiche del passato avevano come principio cardine la solidarietà tra i vari soggetti esclusi.  Se saremo divisi ( Livornesi e stranieri) abbiamo già perso in partenza. 
 
Per Asia-Usb Ceraolo Giovanni - 31 Ottobre 2016
 
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