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“Pizzo” nelle case occupate? Facciamo chiarezza

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occupazione gordato striscione1Nel pomeriggio di ieri una cinquantina di appartenenti al comitato diritto alla casa ( comitato composto da occupanti di strutture pubbliche e private) sostenuto dal sindacato inquilini Asia-Usb si sono presentati di fronte al palazzo del Picchetto in piazza Guerrazzi. Uno stabile occupato da circa un anno al cui interno vivono alcune famiglie in difficoltà. Perché questo presidio? Da qualche mese abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di famiglie occupanti che dichiarano di aver ricevuto saltuarie richieste economiche da parte di alcuni personaggi che vivono all’interno dell’immobile e non solo. Non sappiamo di preciso di cosa si tratta ma quello che sappiamo ci basta e ci avanza. Non possiamo tollerare che nella nostra città vi siano soggetti che speculano economicamente sulla disperazione delle famiglie fosse anche per pochi spiccioli.  Il primo obiettivo è stato quello di portare la nostra solidarietà alle famiglie.

Chi occupa lo fa principalmente per necessità. Necessità che spinge le famiglie a rischiare una denuncia  o uno sgombero piuttosto che vivere per strada o in macchina magari con i propri figli. Per noi l’occupazione è sempre un gesto collettivo. Ogni famiglia si assume la propria responsabilità e la condivide insieme agli altri all’interno di un comitato, il nostro sindacato ( Asia-USB) sostiene sindacalmente le legittime richieste sia degli occupanti ma soprattutto  di centinaia di altri soggetti. Dagli inquilini delle case popolari, alle famiglie a cui hanno venduto la casa all’asta, dagli sfrattati a chi si è ritrovato senza nulla dopo una vita di lavoro.

Non ci sono “amministratori,  “capi” o gestori delle occupazioni. Le strutture o le case che vengono occupate sono state volutamente abbandonate e inutilizzate dai “legittimi proprietari” siano essi pubblici o privati.  Per quanto ci riguarda in tempo di crisi e con 40 sfratti esecutivi al mese non è tollerabile che vi siano alloggi vuoti specialmente se di proprietà pubblica. Chi occupa un alloggio vuoto si riappropria di un diritto che dovrebbe essere garantito costituzionalmente ma ovviamente non ne diventa proprietario. Per noi quelle strutture diventano di utilizzo collettivo in attesa di conquistare una soluzione stabile. Chi impone una richiesta economica a decine di occupanti si trasforma in uno speculatore qualsiasi, poco importa se investito di tale potere da un pezzo di carta su cui vi è formalizzata la proprietà oppure “illegalmente” come probabilmente succede al palazzo del Picchetto.  Nel primo caso lo speculatore non si sporca le mani e utilizza gli strumenti che lo stato gli concede per estorcere il proprio pizzo (il canone di mercato, le forze dell’ordine al momento dello sfratto e via dicendo)e in cambio restituisce una percentuale allo stato sotto forma di tasse. Lo speculatore illegale fa tutto da se e, anche se è indubbio che la prima forma garantisce tutele maggiori alla famiglia disperata e la seconda è eticamente peggiore e ben più pericolosa , la sostanza  in fondo non cambia.

Ieri eravamo davanti al palazzo del picchetto per mostrare la nostra solidarietà alle famiglie e per denunciare una vergognosa e pericolosa speculazione nei loro confronti. Ci siamo assunti questa responsabilità per primi nonostante da mesi queste voci siano diventate sempre più insistenti e siano diventate di dominio pubblico. 

Il cittadino “ingenuo” si domanderà come mai ancora nessuno è intervenuto a ristabilire la “legalità” quando invece altri soggetti stanno pagando con decine di denunce e processi il loro impegno? Noi abbiamo la nostra versione. Queste occupazioni assolvono due compiti importanti. Dividono il fronte di lotta cittadino per il diritto alla casa  permettendo la costituzione di diversi pseudocomitati che intercettano una parte del disagio veicolandola verso percorsi senza uno sbocco politico collettivo, quindi totalmente innocui. Inoltre creano le premesse per un intervento giudiziario e mediatico che possa investire tutto il movimento di lotta per la casa, mettendo sullo stesso piano comitati e sindacati che svolgono una funzione sociale e che mantengono un forte e determinato percorso politico con quattro “mafiosi” da due soldi che pensano di guadagnare qualche spicciolo sulla pelle di disgraziati come loro.

Noi siamo pronti a reagire a qualsiasi attacco che ci venga portato, siamo forti di un percorso di lotta per la casa decennale. Non abbiamo nulla da nascondere e continueremo a mettere la faccia in quello che facciamo. La casa è un diritto e una necessità vitale di tutti e nessuno si deve permettere di speculare.

Asia-Usb Livorno
Comitato diritto all’abitare

24 novembre 2016

vedi anche

Asia denuncia: "No a ricatti e sfruttatori all'occupazione del Picchetto"

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