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Repressione a Livorno: i comunicati delle organizzazioni politiche

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polizia_livorneseEcco i comunicati giunti alla redazione sulla situazione repressiva a Livorno

Link: Repressione a Livorno: un appello per la libertà di espressione e manifestazione

Link: Il Pm Masini ridicolizza ancora la Procura di Livorno: dopo i tatuaggi è l'ora degli adesivi

Il Coordinamento Studentesco Livornese ritiene inaccettabile l'atteggiamento repressivo delle autorità locali e nazionali. La manovra repressiva messa ormai in atto in molte città italiane, nei confronti del movimento studentesco non può essere più tollerata, questi tentativi di criminalizzazione vanno ormai avanti da più di un anno ed hanno il solo scopo di distruggere il movimento.
Denunce, provocazioni ed intimidazioni sono ormai l'unico modo che Procure e Questure utilizzano per interfacciarsi col movimento,  portando così anche in questa città una grandissima stretta autoritaria, che va a colpire ovunque si senta il dissenso, che va a colpire tutti coloro che, in qualunque ambito, per qualunque scopo, cercano di autorganizzarsi e di lottare contro un governo che mira a privatizzare la scuola pubblica!
Nell'ultimo anno più di 20 denunce sono state recapitate a studenti che hanno la sola colpa di voler lottare per raggiungere una scuola migliore ed un'istruzione migliore diventando poi vittime di  un'accanita repressione.

Osservando l'ultima ondata di denunce, che ha colpito 11 compagni per “assemblea non autorizzata” art. 18 del TULPS, Regio Decreto del 1931, possiamo capire quanto sia forte la volontà di Procura e Questura, di negare la libertà d'espressione, di voler impedire a chi lotta di scendere in piazza per difendere i propri diritti!
Con questa stretta autoritaria, si mira a negare la libertà d'espressione e di manifestazione, si mira a negare queste libertà a chi ne ha veramente bisogno.
E' necessario estendere a macchia d'olio la solidarietà, è necessario lottare uniti, non è più tempo di subire passivamente questi innumerevoli soprusi, è tempo di scendere in piazza e ribellarsi, uniti nella lotta.

Coordinamento Studentesco Livornese

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Negli ultimi mesi a Livorno, come nel resto d’Italia si sono accentuati : provvedimenti, interventi intimidazioni e denunce contro mobilitazioni studentesche e di lavoratori. Sinistra Critica di Livorno denuncia con forza i gravi atti repressivi che, attraverso l'alleanza tra questura, procura e giunta comunale, cercano di criminalizzare ogni forma di conflitto sociale.
In una situazione dove la condizione sociale ed economica di ampie fasce di popolazione stanno peggiorando, dove il lavoro, l’abitazione una scuola e università decente sono ormai una chimera, risultato 17 ragazzi e ragazze colpiti negli ultimi mesi da vari provvedimenti solo per aver preso parte alle mobilitazioni….si cerca attraverso l’uso della repressione di spaventare e bloccare il dissenso e la volontà di lottare.

Ormai è la polizia municipale, è trasformata di fatto in pretoriani per gestire gli sfratti e il dramma degli immigrati, ormai
è la questura che si occupa della scuola…., Si cerca qualsiasi motivo anche il più futile , in alcuni casi si cade nel ridicolo per trovare motivi per cercare di intimidire e mettere in difficoltà chi vuole lottare per una scuola migliore per il diritto alla casa e al lavoro.
Come Sinistra critica esprimiamo la nostra solidarietà denunciando l'attacco repressivo e sottolineiamo il fatto che di fronte all'attacco drammaticoportato avanti dal governo , confindustria e potentati economici, nelle prossime settimane il conflitto sociale esploderà con forza.

Chi è causa della crisi economica, cerca di scaricarla su lavoratori, studenti precari, questo non è accettabile, la crisi deve essere pagata da chi la causata, come sta già avvenendo in Spagna, Grecia, Inghilterra vanno fermati.
Loro il debito, noi la rivolta !!

Sinistra Critica Livorno

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Fermiamo la stretta autoritaria

In seguito alle numerose denunce che nelle scorse settimane hanno raggiunto studenti, lavoratori, compagne e compagni è necessario intervenire nuovamente contro il grave attacco alla libertà di espressione e manifestazione in corso nella nostra città.

Di nuovo ci troviamo di fronte a veri e propri atti repressivi che hanno la funzione di colpire, in base a semplici pretesti, chi lotta, chi partecipa attivamente alle mobilitazioni, chi si impegna per creare solidarietà.

Questi provvedimenti, relativi principalmente a manifestazioni studentesche e sindacali, costituiscono un attacco al dissenso politico e sociale. Questa grave situazione non è circoscritta a Livorno.

La repressione infatti colpisce ovunque e dipende non solo dall'iniziativa delle questure e delle procure, ma soprattutto dalle scelte di chi governa.

Una manovra finanziara devastante per gli sfruttati, il tentativo di cancellare il Primo Maggio, l'inasprimento delle leggi razziste, la repressione dei movimenti e la criminalizzazione di chi lotta. Ci troviamo di fronte ad una stretta autoritaria alla quale è possibile rispondere solo stringendo le maglie della solidarietà e rilanciando le mobilitazioni.

Collettivo Anarchico Libertario

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L'Unicobas  scuola esprime solidarietà alle compagne e ai compagni fatti oggetto di denunce per fatti relativi alla presenza a manifestazioni studentesche e sindacali.
In tutto il paese si registra un crescendo di misure repressive nei confronti delle realtà più varie: settori studenteschi, operai, sindacali, migranti, organismi di cittadini. Nel tentativo di contrastare qualsiasi protesta, il governo e le sue strutture repressive battono qualsiasi strada: si chiede l'intervento dell'esercito contro i cittadini che difendono i  territori dalla devastazione ambientale; si criminalizzano le mobilitazioni di studenti e lavoratori andando a colpire il diritto fondamentale di espressione e manifestazione.
La situazione di crescente difficoltà economica  imposta dalle politiche capitaliste e militariste determina la legittima protesta dei settori più colpiti; in questa situazione la repressione del dissenso ha il solo scopo di accrescere la tensione sociale.
Anche a Livorno la libertà di espressione e manifestazione viene attaccata pesantemente. Le numerose denunce scattate soprattutto nei confronti di giovani studenti individuano come reati quelle che sono ordinarie modalità di manifestazione. Particolarmente grave la criminalizzazione dell'esposizione di striscioni sulle scale del palazzo del Comune nella giornata dello scorso 28 gennaio, sciopero generale della FIOM e dei sindacati di base, presenti – questi ultimi - in Piazza del Municipio insieme al Coordinamento studentesco: una forma di comunicazione ampiamente diffusa, praticata e tollerata in altre circostanze è stata in questo caso repressa dando luogo a reato. Tutto questo è discriminatorio e inaccettabile. In questo clima di provocate tensioni, ci si prepara irresponsabilmente alle manifestazioni autunnali armando  di manganelli la polizia municipale.
L'Unicobas ribadisce la solidarietà nei confronti di tutti i giovani denunciati, sostiene tutte le iniziative volte ad affermare la libertà di espressione e manifestazione e chiede il ritiro delle denunce emesse in occasione delle proteste studentesche e sindacali.

Patrizia Nesti, segreteria provinciale Unicobas Scuola

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Il comitato per il lavoro esprime il proprio sostegno e appoggi ai 17 ragazzi e ragazze colpiti da vari provvedimenti repressivi nelle ultime settimane.

Questi sono ragazzi e ragazze , studenti e studentesse precari e precarie, che hanno avuto l’unico torto di non stare fermi e passivi mentre si smantellava la scuola pubblica e si peggioravano le  condizioni di vita e di lavoro di migliaia di persone.

Sono stati denunciati per aver partecipato a manifestazione studentesche e di lavoratori, in particolare modo appare odiosa e preoccupante la denuncia al giovane lavoratore, che come centinaia di altri e altre ha partecipato allo sciopero generale indetto su appello, proprio da questo comitato , dal sindacalismo di base del 28 gennaio.

In quella occasione alla fine di un corteo partecipato e motivato abbiamo assistito all’assurdo divieto di posizionare gli striscioni legandole alla scalinata del comune con intervento pesante dei vigili, che volevano bloccare le centinai di lavoratori che non capivano, giustamente perché gli fosse impedito di salire sulla scalinata del "loro" comune. anche perché in molte altre manifestazioni questo è stato possibile.

Non si capisce il motivo della denuncia e soprattutto ‘individuazione di un "cattivo" di fronte a centinaia di lavoratori dell’ASA, dell’ATL, del comune e delle fabbriche livornesi.

E’ preoccupante e grave quando si tende a reprimere la mobilitazione di lavoratori durante uno sciopero generale, ricorda fatti e momenti che sono stati preoccupanti per la vita civile e sociale di questo paese.

Ribadiamo che siamo saliti tutti e tutte su quelle scale come abbiamo partecipato tutti e tutte ai cortei studenteschi e alle altre iniziative che sono al centro dei provvedimenti repressivi.

Nelle prossime settimane ci saranno altre mobilitazione e altre iniziative per rispondere all’attacco del governo e padronato alle nostre condizioni di vita, non saranno questi mezzi che ci fermeranno.

"Non pagheremo la vostra crisi"

Comitato di Lotta per il Lavoro

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La rete Vertenza Livorno si associa alle proteste di numerosi comitati e collettivi che in questi giorni hanno denunciato l’uso massiccio e sistematico di provvedimenti giudiziari a carico di giovani impegnati nel movimento studentesco.

La tendenza a rispondere in modo repressivo e intimidatorio a coloro che protestano si registra anche nei confronti di comitati popolari impegnati nella difesa dell’ambiente e della salute, mentre si ripetono episodi di vero e proprio accanimento contro venditori ambulanti di origine straniera in nome di una legalità a cui non
sembrano soggetti i trafficanti di rifiuti, i palazzinari o i grandi evasori fiscali.

È la logica neoliberista per cui le istituzioni dovrebbero esistere soltanto per garantire al privato la piena libertà di appropriarsi delle risorse pubbliche e depredare i beni comuni.

Ma l’idea che qualche denuncia possa arrestare le lotte per il lavoro, la casa, l’ambiente, la salute, la scuola pubblica è decisamente troppo ottimistica, e siamo convinti che già dal prossimo autunno nelle piazze si sentirà ancora più forte la voce di coloro che non accettano più questo stato di cose.

Vertenza Livorno

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