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Scene di ordinario razzismo nella Livorno "rossa"

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autobus_antirazzismoStamani, 2 marzo 2011, sul pullman dell’Atl diretto a Nugola, si è svolto un vero episodio di razzismo e odio verso alcune ragazze del campo nomadi. L’autista, fermandosi davanti alla stazione di Livorno, ha urlato alle ragazze che se erano sprovviste di biglietto per i bagagli (un passeggino, due buste della spesa, e una busta con dei giocattoli) avrebbero dovuto assolutamente scendere dal mezzo. Trovandomi vicino all’autista, gli ho detto che glielo avrei pagato io il biglietto ma lui sotto voce mi ha dichiarato "che l’avevano già fatto incazzare precedentemente, e che quella gente non compra mai il biglietto".
Le ragazze hanno reagito urlando che avevano il biglietto e che portavano con loro soltanto delle buste. A quel punto l’autista ha chiamato altri suoi colleghi che dopo essere saliti sul pullman hanno circondato le ragazze che dopo essere state attaccate verbalmente e minacciate con frasi del tipo “tutta quella roba lì la dovete portare nel vostro campo! O la lasciate qui o scendete!” oppure “Muovetevi a scendere o si chiama la polizia!”, sono state costrette a scendere davvero dal pullman.
Un controllore mi è quindi passato davanti e toccandomi una spalla ha chiesto all’autista se io fossi in regola. Il conducente gli ha sorriso rispondendogli “Sì, lei è apposto, sono quelle lì che non lo sono“. Peccato che io non avevo né biglietto, né abbonamento. Mi chiedo pertanto su quali basi sono stata giudicata e perché non si sono accertati che anche io avessi realmente il biglietto. Ho trovato subito risposta a queste domande durante il resto del tragitto. Appena scese l’autista ha subito incominciato a creare la piccola assemblea razzista contro le “zingare”, con dichiarazioni del tipo “Bisognerebbe accoglierle con il lanciafiamme, facevano bene a bruciarle tutte”. Ovviamente anche tutte le altre persone che avevano assistito a questa triste e preoccupante scena non si sono tirate indietro nel dire come la pensavano. Alcune signore hanno dichiarato che sono loro il vero male, che sono loro che ci rubano il lavoro, che non pagano i biglietti dell’autobus, e che vivono sulle nostre spalle. Questa piccola riunione, svolta non casualmente poiché l’odio non è mai casuale, ha travolto tutto il pullman innescando una reazione a catena di tipo razzista.
Quando il pullman ha finalmente finito la sua corsa, l’ultimo commento è stato rivolto proprio a me. L’autista, indicandomi, ha detto : “Perché è grazie alla gente come te che questi continuano ad esserci”.
Forse è grazie alla gente come lui che odio e razzismo potrebbero riprendere tanta forza, e forse è grazie alla gente come me, che non vi sono più campi di sterminio e leggi razziali.
Non è la prima volta che si verificano questi gravi avvenimenti. Non molto tempo fa una ragazza di colore fu minacciata dall’autista perché il suo biglietto, almeno così diceva, non andava bene per quella tipologia di corsa e anche in quel caso affermazioni razziste si fecero velocemente spazio dentro a quel pullman.
Il razzismo si insinua nelle menti della gente come un virus, e riesce a travolgere ogni persona e ogni luogo, perfino la nostra cara “Livorno rossa”. Si dà la colpa a zingari/e e immigrati/e se non vi sono posti di lavoro, mentre la vera colpa è da attribuire ad un sistema precario dove si sfrutta fino all’osso un operaio/a per poi regalargli la disoccupazione.
Vengono concepiti come sporchi ladri perché in fondo, come diceva Fabrizio de Andrè, Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame... ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame.
Semplicemente si dà la colpa a chi storicamente si è sempre data, al diverso, perché è più facile, più comodo, perché è così che ci viene insegnato a fare.
Il vero male invece è il padrone, ovvero il sistema, che ci sfrutta e ci annulla, senza farci accorgere che zingari, immigrati etc... sono i primi ad essere sfruttati, maltrattati e ricattati con la loro stessa vita. (Irene C.)

2 marzo 2011

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