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Una persecuzione infinita. Il calvario senza fine del militante basco Lander Fernandez

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landerinoNuovo capitolo nella persecuzione del giovane militante basco indipendentista Lander Fernandez. Armi in mano e passamontagna calato sul viso, alle 8 di stamani una decina di agenti della Digos hanno fatto irruzione nell'occupazione romana dove il 33enne si trovava da circa un anno. Quindi lo hanno portato negli uffici della Questura di via Genova. Alcuni legali messi a disposizione dall’Associazione Giuristi Democratici e da altri studi della capitale attivi nella difesa degli attivisti dei movimenti sociali insieme a decine di attivisti dei centri sociali e della rete di solidarietà con i Paesi Baschi attiva nella capitale sono giunti sul posto per chiedere conto di un'operazione fuorilegge.
Secondo le "veline" che il Ministero degli Interni di Madrid ha distribuito alle agenzie di stampa spagnole, "Stamattina le Forze di Sicurezza Italiane, in collaborazione con la Polizia Nazionale Spagnola, hanno arrestato a Roma il presunto membro dell'Eta Lander Fernández Arrinda.·Fernández è stato arrestato un giorno dopo l'emissione da parte della Spagna di un Ordine Europeo di Arresto e Consegna".
Lander Fernandez era in attesa di un nuovo processo per fatti che teoricamente risalgono all’inizio del decennio scorso. E' accusato di un reato simile a quello che in Italia è definito "devastazione e saccheggio" e nei suoi confronti il Tribunale speciale di Madrid chiede 4 anni e mezzo di reclusione.
Un caso assurdo, come dimostra quanto accadutogli nel 2009, quando fu sequestrato da due uomini che, senza fornire le proprie generalità, lo aspettarono all’uscita della scuola da lui frequentata. Lo afferrarono per le braccia e per la testa costringendolo ad entrare in una macchina guidata da una terza persona e fare un giro nella periferia di Bilbao. “Possiamo trovare il modo – così lo minacciarono i quattro senza specificare cosa - per metterti dentro per altri dieci anni. Se non vuoi tornare in galera collabora con noi. Sai Lander, adesso le cose sono cambiate, non è più come prima, adesso ci sta Ares (il consigliere socialista agli Interni del Paese Basco)”.
Dopo aver negato di aver commesso atto alcuno, Lander venne riportato alla scuola da dove era stato prelevato, con la promessa che si sarebbero fatti rivedere presto. Il giorno dopo, sempre all’uscita dalla scuola, due delle tre persone lo aspettarono fuori da un bar. Con le braccia conserte lo fissarono come in attesa di una risposta, ma non intervennero. Dieci giorni dopo, attorno alle 15, non appena due amici lo salutarono lasciandolo ad appena 30 metri dal portone di casa, nel cuore del quartiere popolare di Santutxu,  a Bilbao, gli si scaraventarono addosso in quattro, facendolo cadere in terra, picchiandolo, minacciandolo e dicendogli che si trovava in stato d’arresto. In quell'occasione, però, Lander riuscì a ferire uno dei quattro e chiedere aiuto. Per zittirlo i quattro gli infilarono a forza un fazzoletto di carta in bocca. L’intervento di alcuni vicini e di alcuni testimoni costrinse però i quattro a desistere e scappare.
Fu arrestato un mese più tardi di ritorno da un viaggio di vacanza. Il motivo (o la scusa, ognuno la legga come meglio crede) è lo stesso per cui il prossimo 18 giugno sarà processato. Nel 2001, nei pressi di una strada in cui ci furono scontri con la polizia basca, sarebbe stato rinvenuto un passamontagna con il suo dna. Appare quanto meno curioso che di questo passamontagna se ne sia avuta notizia 8 anni dopo, 8 anni nei quali ne sono intercorsi anche 5 di prigionia in Francia.
Ma questa non è l'unica rappresaglia condotta ai suoi danni dallo Stato spagnolo. In un altro processo fu condannato a tre anni di carcere per 'banda armata' perchè trovato in possesso di alcuni blocchetti della lotteria che il movimento antirepressivo basco organizza ogni anno per raccogliere fondi a favore dei prigionieri politici. Ma l'anno scorso fu assolto da questa accusa. Estenuato da una caccia all'uomo senza regole nei suoi confronti, Lander Fernandez aveva deciso di cambiare vita e trascorrere un periodo della sua vita lontano da casa sua. Ma anche a Roma Fernandez aveva denunciato di essere stato più volte seguito e pedinato da agenti dei servizi di sicurezza spagnoli, a volte con fare minaccioso e intimidatorio. Negli ultimi giorni aveva dichiarato che non si sarebbe presentato all’udienza del processo contro di lui, intentato dall’Audiencia Nacional di Madrid. “Contro di me è in atto una vera e propria persecuzione politica e giudiziaria” aveva denunciato il ragazzo in vari incontri realizzati nelle ultime settimane con forze politiche della sinistra, centri sociali, associazioni per i diritti umani e sindacati di base. Com'è logico che sia, Fernandez non riconosce la imparzialità di un Tribunale Speciale come quello di Madrid, erede diretto del regime fascista e dedito alla persecuzione degli attivisti sociali e politici baschi. Quanto accadutogli in questi anni gli ha dimostrato con chiarezza quanto sia impossibile per lui avere diritto ad un processo giusto e imparziale.
La Rete di solidarietà con i Paesi Baschi attiva nella capitale proprio nei giorni scorsi aveva lanciato una campagna di solidarietà nei confronti di Lander Fernandez e di denuncia del suo assurdo caso (vedi http://uncasobascoaroma.noblogs.org/).

LINK

http://archivio.senzasoste.it/le-nostre-traduzioni/paese-basco-3-anni-di-carcere-per-trasportare-blocchetti-di-una-lotteria-di-solidarieta

http://www.paesesera.it/Cronaca/Sono-vittima-di-un-ingiustizia-non-mi-presentero-in-tribunale

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