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Lettera a pagamento: ennesima scelta scriteriata

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Lo spostamento e la sosta delle auto presenta a Livorno molte criticità, come in tante altre città italiane. L’automobile e l’uso che ne facciamo condiziona la nostra vita, che lo vogliamo o no, quindi gli interventi a tal proposito sono sempre necessariamente traumatici, perché incidono nel nostro quotidiano. Nel caso del contrassegno a pagamento, incidono sulle nostre tasche. Da molto tempo sottolineiamo la necessità di definire un Piano della Mobilità Urbana sostenibile, che partendo da una fotografia delle diverse zone della città, affronti la questione in modo organico. Nessun Piano di Recupero ad esempio, è stato mai varato per il centro cittadino, anche e proprio in funzione di una migliore regolazione e distribuzione della sosta in relazione alla densità abitativa e in funzione delle attività commerciali e agli uffici per sviluppare politiche di spostamento equilibrate. All’interno di una progettazione che dovrebbe scaturire da un confronto partecipato tra tutte le parti in causa, si possono poi individuare anche interventi a carico dei cittadini, a sostegno magari degli investimenti pubblici sul miglioramento della mobilità, in un progetto condiviso di città, provando a colmare il vuoto della politica fallimentare del PD in tema di parcheggi.  Con questa ennesima scelta scriteriata della Giunta 5 Stelle invece ci troviamo ancora una volta davanti ad un intervento calato dall’alto, che al momento si limita a penalizzare parte della cittadinanza, senza prospettiva progettuale. Il pagamento del contrassegno per introdurre l’auto in una zona, misura estesa a molte città italiane, parte dal giusto principio che l’automobile rappresenta un mezzo a grande impatto ambientale per la città, fonte di inquinamento e consumatrice di suolo pubblico, il cui uso deve essere ridotto il più possibile, in base ad una idea diversa di mobilità cittadina. Legittimo voler spingere i proprietari di garage a farne uso per la sosta, liberando il suolo pubblico dove è possibile. Altrettanto giusto è scoraggiare le persone all’uso dell’auto, fornendo però in anticipo valide alternative e agevolando le soste nelle zone periferiche, con parcheggi a lunga sosta e la possibilità di raggiungere il centro con mezzi pubblici veloci. In questo senso si può pensare l’imposizione del pagamento non solamente a chi abita in determinati quartieri, perché tutti coloro che usano l’auto contribuiscano alla gestione pubblica della mobilità e della sicurezza. E comunque nel caso applicando un criterio sulla base delle condizioni economiche complessive di chi possiede l'auto. Ma quando si va incontro a cambiamenti che toccano una così grande parte della popolazione, e rientrano in quello che si suppone essere una visione diversa della città, non si può e non si deve prescindere da un confronto con questa.  Qualsiasi misura perde di significato se slegata dal contesto e dalle conseguenze. Pagare una tassa assume un significato diverso se si prospettano, ad esempio, gli interventi che l’Amministrazione avrà possibilità di fare con l’entrata, essendo comunque vincolata nel bilancio a spese legate alla sicurezza e alla mobilità. La mancanza di dialogo fra città e Amministrazione e l’imposizione delle scelte senza reali confronti con chi ne è direttamente coinvolto, annulla il peso politico dei principi a monte della decisione, colpendo le persone nel portafoglio, generando scontento e dimostrando di cercare sostanzialmente di fare cassa. Una situazione che abbiamo già vissuto in passato e che non vorremmo vivere più. 

Direttivo #BuongiornoLivorno

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