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Porto2000: un errore vendere ora

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Dopo i vari Fernandez il primo e anche il presidente gentiluomo, onesto serio, si passa a Lenzi. Poi il presidentissimo Asti che non solo ha risanato le casse della porto 2000, ma ha portato l’azienda al massimo splendore sia come numero di passeggeri sia che nella massima trasparenza e nel dialogo con le sigle sindacali. Poi è arrivato Piccini in un momento di piena crisi e magari con i suoi errori ha portato alla perdita di un numero notevole di navi da crociera,comunque sempre garantendo posti di lavoro, anche se stagionali e con qualche nuovo innesto a tempo indeterminato. Contrario alla privatizzazione anche se l’iter di essa in pratica con la divisione in porto immobiliare, quando era presidente dell’autorità portuale la ha iniziata lui.

Ora siamo al quinto, Provinciali part time perché già abbondantemente pieno di altre cariche (segretario generale Autorità, Alp ecc ecc ) che sarà il traghettatore alla privatizzazione che per noi continua a non essere un bene come del resto tutte le privatizzazioni finora fatte.

Comunque stiamo attraversando un periodo convulso pieno di contraddizioni, e pericoli nascosti che nella sostanza portano al divoramento tra la gente i principalmente nel mondo del lavoro. Grandiosa è stata la manifestazione a livello nazionale a Pisa programmata dalle sigle CGIL e UIL i cui esiti avranno un effetto in tutto il paese, anche se un po’ nascoste dai mass media proprio per non dare visibilità al grande movimento che è avvenuto.

Anche qui da noi dobbiamo reagire all’abbandono delle fabbriche storiche che una volta si chiamavano SPICA e oggi vendute dalla Fiat a multinazionali, che lasciano i lavoratori in brache di tela. Uccidendone la dignità e la professionalità conquistata con il lavoro.

Da noi le contraddizioni si sommano a incapacità ad ascoltare i lavoratori continuando a pensare che il prestigio e l’autorità a contrattare ce la diano gli interlocutori che di volta in volta si presentano .Non è andando con il cappello in mano riusciamo a strappare i risultati che sono fondamentali per questo territorio già logoro. Vi sono dolorosi effetti della condizione servile effetti da perdonare in chi ne è inconsapevole vittima, ma cui occorre annoverare l’accanimento con cui i servitori fedeli molte volte prendono posizioni ancora più arretrate dei padroni stessi. Questa razza di antichi famigli (domestici) non è del tutto scomparsa, prova ne sia che in incontri ufficiali con le autorità preposte si annuisce, si fa intendere che se le cose sono cosi non è un problema perdere posti di lavoro, e che le privatizzazioni nella nostra città possono continuare ad andare avanti.

Molte sono le cose da fare e correggere il combinato fra trasformazioni della base economica e sociale in atto, crisi economica e finanziaria e culturale abbia inciso e incida da una parte sulla natura e composizione dei partiti e sulla loro ispirazione ideale e culturale, alla anarchia degli orari commerciali, in contrasto con gli orientamenti della regione ad una gestione delle politiche del lavoro e della formazione accettabile, per l’assenza di uan sinergia con le analisi economiche sempre a svantaggio dei lavoratori.

Ecco perché diciamo che privatizzare ora senza banchine per gli accosti assegnate ma solo in programma vuol dire svendere e non garantire l’occupazione e comunque sia stiamo parlando di porto passeggeri e collegamento con le isole.

Ma soprattutto di persone con una dignità da rispettare.

RSA PORTO 2000

FABIO BICCHIERINI

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