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Usb Piaggio: "Nessuna delega in bianco". Rsu Fiom: "In Piaggio un referendum ricattatorio"

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Nessuna delega in bianco dopo il referendum. USB chiarisce la sua posizione

Nonostante tutto quella di venerdì è stata una giornata storica per lo stabilimento Piaggio. Dopo mesi di “trattative” e di incontri serrati le organizzazioni sindacali confederali hanno scelto di ricorrere al referendum di mandato prima di firmare l’ennesimo accordo sugli ammortizzatori sociali. L’unione Sindacale di Base, malgrado la disparità delle forze in campo e l’evidente forzatura, ha scelto di raccogliere questa sfida e ha da subito portato avanti con forza e determinazione le ragioni de NO a questa nuova imposizione dell’azienda.

Purtroppo la consultazione ha avuto un esito negativo . Hanno vinto i favorevoli all’accordo ma non certo con un risultato plebiscitario. Il 40% dei lavoratori e delle lavoratrici nonostante il falso ricatto dei licenziamenti e tutte le pressioni messe in campo nelle ultime settimane ha scelto di votare NO ai ricatti dell’azienda, ha scelto con coraggio di lanciare un segnale inequivocabile di discontinuità con il passato. A loro va il nostro ringraziamento. Se avesse vinto il no finalmente saremmo stati costretti ad affrontare la questione degli ammortizzatori da un punto di vista diverso. Avremmo capito le reali intenzioni di una azienda che a nostro avviso non è certo disposta a mettere in discussione proprio adesso la sua immagine di fronte agli azionisti e la sua “affidabilità” finanziaria, aprendo una crisi strutturale con oltre mille licenziamenti a Pontedera. La trattativa avrebbe preso un’altra piega.

Grazie alle nostre pressioni e alla nostra attività costante e determinata si è comunque aperta una stagione nuova in Piaggio. Starà a tutti noi adesso riuscire a tenere alta l’attenzione e la pressione in merito a qualsiasi altra scelta che dovrà essere presa. Nessuno pensi a questo referendum come una delega in bianco. Quella di adesso è la quarta richiesta consecutiva di ammortizzatori sociali, per quanto ci riguarda, senza un piano industriale certo sarà anche l’ultima.

Usb ha deciso di rispettare il voto dei lavoratori e delle lavoratrici e non contesterà né il risultato del referendum né la firma dell’accordo. Nonostante ciò abbiamo scelto in coerenza con il nostro percorso di non sottoscriverlo e ci assumeremo le responsabilità di questa scelta.

Coordinamento USB Piaggio

14 novembre 2016

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In Piaggio le organizzazioni provinciali continuano a portare avanti un metodo e una pratica sindacale perdenteCome RSU Fiom, non abbiamo condiviso lo svolgimento di un referendum che ha messo i lavoratori di fronte a un SI' o un NO alle richieste dell'azienda, rinunciando ad una trattativa sulle priorità che a luglio i lavoratori in assemblea avevano votato e indicato al sindacato come irrinunciabili e che mettevano al centro le cause dei fermi produttivi e delle sue ricadute negative su salario e occupazione.

Ma i segretari provinciali di FIM, FIOM e UILM, portando con sé la maggioranza dei delegati, hanno deciso di seguire il percorso suggerito dall’azienda. Hanno imposto che si parlasse solamente di ammortizzatori sociali e presentato ai lavoratori l’accettazione o meno della proposta aziendale in forma di vero ricatto (anche se sapevano di dire il falso): o si vota SI' oppure ci
saranno licenziamenti. In Piaggio come in tutte le aziende dell’indotto, di fronte alle pretese aziendali il comportamento delle organizzazioni sindacali è sempre lo stesso: quello di aiutare le aziende a far man bassa dei soldi dell’INPS senza mai metterne in discussione le strategie, con il risultato di arrivare a situazioni non più recuperabili e sfinire l’istinto e la capacità di ribellione degli operai.

Da questo punto di vista la Ristori ne è un esempio significativo. La firma appena messa sul contratto di Solidarietà fornisce alla Piaggio strumenti di totale flessibilità ed arbitrio nella gestione del'orario di lavoro e di ricatto e discriminazione nei confronti dei lavoratori, e produrrà una drastica riduzione occupazionale con l’ulteriore procedura di mobilità: infatti un accordo che compensasse realmente le uscite avrebbe dovuto prevedere una percentuale di assunzione a full time del 240% ( considerando che i ptv già lavorano 7 mesi l’anno) del numero delle uscite e non 30% come è stato siglato. In pochi anni e in pochi accordi di questo tipo siamo passati da più di 3000 dipendenti agli attuali 2650 a 2500 dopo l’applicazione di questo accordo, altro che difesa della Valdera e incontri con le istituzioni. Di questo passo a stare sereni saranno la Piaggio e i suoi azionisti, ma molto meno i lavoratori della Piaggio, della Ristori e delle altre aziende legate alla Piaggio.

RSU FIOM PIAGGIO

13 novembre 2016

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