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SI: "Un nuovo Regolamento Edilizio che guarda al passato"

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Abbiamo il nuovo Regolamento Edilizio, dopo molto tempo e buoni ultimi, rispetto al resto dei comuni della Toscana, anche Livorno ha aggiornato il suo R. E alla nuova legge Regionale la 65 del 2014 e al DPGR 64/R.

Se qualcheduno sperava in un nuovo R.E agile, chiaro nel suo articolato, con l’utilizzo anche di schemi grafici per una migliore esplicazione della norma, è rimasto deluso innanzi tutto rispetto al vecchio R.E siamo passati da 65 a 108 pagine zeppe di norme non chiare e in contrasto con norme nazionali.

Come abbiamo rilevato:

Art. 4 accesso agli atti: l’articolo non tiene conto del dispositivo del D.Lg. Madia, il decreto FOIA l’esclusione dall’accesso agli atti interni al procedimento può avvenire solo in presenza di disposizioni di legge o di contrasto con diritti soggetti a tutela per la privacy e/o la sicurezza nazionale.

Art. 6 Procedimento: manca l’indicazione circa le forme con cui si garantisce la possibilità ai contro interessati di partecipare al procedimento.

Art. 13 comma 2 Non è possibile richiedere al cittadino/tecnico asseverante atti in possesso del comune, l’individuazione della tipologia di atto, con gli estremi, assolve l’obbligo di presentazione ed impone all’Amministrazione di procedere alle idonee verifiche.

Art. 15 comma 4 ter, per il dimensionamento massimo di piscine private vi è l”obbligo di utilizzare una formula derivata non si sa da dove che chiaramente favorisce chi ha i fabbricati con il volume maggiore.

Art. 19 comma 20 le ultime tre righe del comma relative alla definizione di area libera in materia di edilizia residenziale pubblica,non sono assolutamente chiare in quanto si intende “area libera l’area su cui insistono opere di sistemazione del terreno di altezza non superiore a m. 1,00 “ questo ad esempio significherebbe che se nell’area sono presenti riporti di terra per per creazione di aiuole alti più di un metro l’area non è da considerarsi libera e questo è assurdo.

Art. 19 comma 29 Distanza tra confini privati. Al sesto comma viene specificato che per costruire sul confine tra due proprietà non è necessario il consenso del proprietario qualora “sul fondo confinante non siano presenti fabbricati né per costruire, anche ad una maggiore altezza, in aderenza a fabbricato esistente sul confine.” Tale dizione non è assolutamente chiara, anche sotto l’aspetto grammaticale e sintattico,così come è sembrerebbe che sia possibile costruire ledendo di fatto un diritto sancito dal Codice Civile perché qualora il proprietario del fondo confinante decidesse di costruire in futuro, avendo sul confine il fabbricato del vicino dovrebbe stare a 10 metri di distanza ma se le dimensioni del lotto non consentissero di stare a 10 metri di distanza si vedrebbe costretto a costruire in aderenza.

Art.19 comma33 Soppalchi. Non si comprende il motivo della limitazione al 30% del soppalco sopra i locali accessori. Il modo di calcolo dei rapporti di superficie in riferimento ai locali sottostanti , riportato dal terzo comma è inutilmente complesso e da adito a contenziosi ed incongrue suddivisioni degli spazi interni delle unità immobiliari. Basterebbe cancellare questo comma integrando il secondo comma aggiungendo che “ il soppalco può essere realizzato anche a copertura dei vani accessori posizionati in adiacenza al locale principale purché la superficie del soppalco stesso non sia superiore al 50% della superficie utile del locale principale su cui si affaccia.”

Art. 20 Destinazioni d’uso – Classi di attività – Attività turistico ricettive . Premesso che quanto previsto da tale articolo sarebbe materia da Piano Operativo e Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni, si ritiene opportuno sottolineare che, quanto previsto relativamente a : “L’attività “congiunta” di somministrazione al pubblico deve deve essere mantenuta entro il limite del 25% della superficie complessiva dell’attività principale”, determinerebbe la possibilità di creare superfici enormi per tale funzione in riferimento a grandi strutture alberghiere, RTA , villaggi turistici etc. e ridottissimi, insufficienti, spazi per attività “congiunte” in attrezzature turistiche aventi una superficie complessiva modesta come, ad esempio, nel caso dei campeggi.

Art. 20 Attività pubbliche e di interesse pubblico ( D.M. 2/4/1968 n.1444 ) alla lettera b. sarebbe opportuno aggiungere tra i servizi e attrezzature di interesse comune anche l’edilizia sociale come ormai consolidato dalla prassi e dalle interpretazioni relative al D.M succitato . Questo vale ancora di più in riferimento all’art. 26 del Regolamento Edilizio relativamente ai “Piani di Lottizzazione o Piani Planivolumetrici Consensuali”.

Art. 21 – Commissione edilizia . Al comma 5 viene specificato che “ la Commissione Edilizia è competente ad esprimere pareri in ordine al mantenimento delle qualità riscontrate delle parti “ ma lo stesso compito è affidato, dall’art. 26 comma 5 del Regolamento edilizio, alla Commissione Comunale per il Paesaggio,. Questa doppia competenza è assurda sia perché potrebbero presentarsi pareri contrastanti con conseguenti contenziosi,sia perché allunga i tempi di esame ed impegna inutilmente l’apparato amministrativo con due passaggi invece di uno.

Comma 7 chi certifica la “ notoria” competenza di estranei per la partecipazione a scopo consultivo alla Commissione edilizia relativamente a “pratiche e problemi di particolare importanza” ?

Art. 27 – Approvazione dei Piani di Lottizzazione . Si fa riferimento ad una Commissione di esperti in materia urbanistica, ma l’istituzione di tale Commissione non è prevista dal Regolamento edilizio. Pertanto dovrebbero specificare i criteri per la sua formazione o rinviare l’esame dei Piani di Lottizzazione alla Commissione edilizia.

Art.38- Balconi e corpi sporgenti sulla pubblica via . Secondo quanto previsto al comma 2 punto due lettera a), “ nelle strade fino a 14 metri di larghezza non sarebbe ammessa alcuna sporgenza, quindi nemmeno gli aggetti di gronda e questo è assurdo perché sono un elemento tipico dell’architettura locale e perché proteggono le facciate.

Allegato B regolamento per l’incentivazione dell’edilizia sostenibile, così come è l’allegato, che riprende norme e linee guida della Regione, non aiuta anzi complica l’accesso agli incentivi previsti.           

In questo quadro notiamo che la giunta pentastellata ha fatto poca innovazione con questo Regolamento Edilizio che tanto ricorda il passato.

Sinistra Italiana Livorno

4 novembre 2016

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