Tuesday, Jul 14th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Venerdì Sciopero Generale. Usb: "Ecco perché scioperiamo (quasi) da soli"

E-mail
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Domani lo sciopero generale proclamato da Usb. Ma perché non far convergere sciopero generale e sciopero sociale? Parla Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo Usb.

di Checchino Antonini - tratto da popoffquotidiano.it

L'editoriale disegnato da Apicella

L’editoriale disegnato da Apicella

«Ma perché scioperate da soli?». A poche ore allo sciopero generale proclamato da Usb con Orsa e Unicobas, chiediamo a Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo confederale dell’Usb, se non gli sembra un errore che si sia frammentata quell’idea di unificazione delle lotte che sembrava viaggiare in alcuni luoghi (sindacali e di movimento) prima di quest’autunno.

Il 10 ottobre sono scese in piazza le scuole, il 16 la logistica, il 24 loro, giusto alla vigilia del (non)sciopero della Cgil del 25, poi, il 14 novembre lo sciopero sociale che vorrebbe essere un tentativo di convergenza tra lavoro e non lavoro, “garantiti” e no, vecchie e nuove figure. Nessuna di queste mobilitazioni sembra in grado di impostare quella “spallata” in grado di invertire la tendenza o, almeno, limitare i danni dell’attacco in corso. Allora, è corretto domandarsi se non sia un passo indietro rispetto all’esigenza di collegare le resistenze sociali, che pure ci sono, ma che hanno bisogno di sponde organizzative e politiche?

«L’esigenza di costruire lo sciopero generale risale all’estate – esordisce Tomaselli – quando già era in piedi il percorso dello Strike-meeting (una due giorni nazionale che s’è svolta alla fine di settembre, ndr). I movimenti sociali più i sindacati conflittuali che hanno aperto un ambito di discussione per uno sciopero sociale generalizzato agibile da cittadini e lavoratori. Ma a un certo punto, per noi, è venuto il momento che una risposta sindacale era divenutato stringente».

Eppure le giornate del 18-19 ottobre dello scorso anno avevano prefigurato quella convergenza: sciopero, corteo sindacale, assemblea in piazza, accampata, corteo dei movimenti il giorno appresso e un’altra accampata a oltranza. Sembrava un inizio, invece era uno sprazzo.

«Quel percorso non ha avuto esito perché c’è chi ha scelto un’opzione politica, ha creduto di essere autosufficiente. Lo strike-meeting, invece, aveva trovato una condivisione totale. Abbiamo contattato le sigle sindacali che non c’erano e c’era stata una convergenza anche sualla data».

Poi che cosa è successo?

«Che l’agenda non era politica non era più la stessa, che il governo aveva impresso un’accelerazione al jobs act. Allora abbiamo proposto di anticipare tutto al 10 ottobre, per scendere in piazza con le scuole. Ci sembrava logico ma ques’accelerazione nostra non è stata recepita dagli altri soggetti, è parsa prematura e s’è spaccato il fronte. Il fatto è che la risposta sindacale non può arrivare a cose fatte e con questo penso alla Cgil che evoca lo sciopero ma poi non lo fa».

Tutto finito dunque?

«Dopo il 24 valuteremo cosa fare il 14». 

Ma non temete che il (non)sciopero della Cgil, che pure sarà molto partecipato anche da settori per voi interessanti, che proveranno a incalzare sull’urgenza di uno sciopero generale, possa oscurarvi completamente?

«La cappa mediatica non è mai stata così pesante. E’ difficile lavorare così ma è la storia di chi fa conflitto. La riflessione è di due tipi, la prima di politica sindacale, la seconda di impostazione. La politica sindacale dovrebbe essere legata a quello che accade. L’impostazione, rispetto ad altri sindacati conflittuali, è che quel modello di sindacato di base sia superato, come abbiamo spiegato nel nostro recente congresso. C’è bisogno di un’alternativa sindacale di classe e di massa presente ogni giorno nei posti di lavoro perché Cgil, Cisl e Uil organizzativamente ci sono ma come sindacato non ci sono più».

Ma anche il concetto stesso di posto di lavoro è stato soggetto a torsioni e mutazioni, per questo la suggestione della convergenza tra chi è sindacalizzabile e chi non lo è nelle forme classiche, ci sembrava così feconda.

«Noi parliamo di sindacalismo metropolitano e di sciopero sociale, e siamo stati tra i primi a farlo riflettendo sui limiti della rappresentanza del lavoro in senso “classico”. La destrutturazione del contratto ha diviso i lavoratori. C’è bisogno di confederalità sociale, una forma della rappresentanza del lavoro e del non lavoro».

Ma non temi che in fondo a questa fase si possa parlare di tutta questa vicenda come dell’ennesima occasione perduta, della tendenza quasi innata a dividersi?

«Non è solo la visibilità di un giorno a cambiare le cose. Serve organizzazione dietro le spalle delle scadenze di lotta, c’è bisogno di un sindacato generale, l’“arcipelago cobas” ha fatto il suo tempo».

Eppure alcune esperienze di lavoro intersindacale, di collegamento dal basso, di autoconvocazione, sembrano funzionare anche nell’ipotesi di un nuovo sindacato di classe adeguato alla fase, sembra una delle forme non solo di unificazione delle resistenze ma anche un antidoto all’autoreferenzialità, al settarismo.

«Ci sono situazioni dove quel lavoro intersindacale è opportuno e positivo e altre in cui somiglia all’inconcludenza degli intergruppi tra le organizzazioni politiche».

E che ne è del tavolo del sindacalismo conflittuale a cui partecipa anche l’opposizione della Cgil?

«In qualche modo il lavoro continua, ad esempio nel Forum Diritti-Lavoro ma l’accordo del 10 gennaio, che limita al massimo la nostra agibilità nei luoghi di lavoro, ha complicato non solo le relazioni tra noi e la Camusso, ma anche col resto della Cgil».

23 ottobre 2014

***

Sciopero generale e venti manifestazioni per “licenziare” il governo e l’Unione Europea

Sciopero generale e venti manifestazioni per “licenziare” il governo e l’Unione Europea

tratto da http://contropiano.org

Venerdi 24 ottobre è sciopero generale, uno sciopero indetto da USB, Or.S.A. e Cib Unicobas, contro il jobs act e le politiche antipopolari dettate dalla Troika (Ue, Bce. Fmi) al governo Renzi in materia di lavoro e servizi pubblici; in difesa e per l’estensione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori; contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego, per l’occupazione. Mai come questa volta uno sciopero generale ha subito un black out mediatico così totale. Non c’è stato verso, nulla è passato sulla stampa di regime né su quella meno di regime. Il motivo è chiarissimo e sotto gli occhi di tutti! E’ semplicemente che il 24 ottobre viene solo un giorno prima del 25 ottobre e la manifestazione della Cgil su cui invece vengono spesi fiumi di inchiostro. Una manifestazione di sabato pomeriggio che assume per la stampa di regime maggiore rilevanza di uno sciopero generale. Si fa scomparire il primo perché altrimenti tutti si renderebbero conto della debolezza politica dell’altro e si preferisce pettegolare su “chi ci sarà e chi non ci sarà”.

Per respingere il pesante attacco rivolto a tutto il mondo del lavoro non bastano le manifestazioni nei giorni semifestivi. L’USB e i sindacati conflittuali hanno chiamato pertanto tutte le lavoratrici e i lavoratori a scioperare, scendendo in piazza insieme ai disoccupati, i precari, i pensionati, i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità, nelle tante manifestazioni territoriali organizzate in tutta Italia per lo sciopero generale.

Queste le modalità dello sciopero generale:

Lavoro Pubblico

Ministeri, Università, Ricerca, Scuola, Enti Locali, Parastato (Inps, Inail, Inpdap, Aci), Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio, Enac: intera giornata del 24 ottobre.

Vigili del Fuoco: personale operativo, 9.00/13.00; personale giornaliero, tutta la giornata del 24.

Sanità: sia pubblica che privata, da inizio del primo turno del giorno 24 a fine dell’ultimo turno dello stesso giorno.

Lavoro privato

Personale non sottoposto alla 146/90: intero orario di lavoro

Trasporto Aereo

Personale navigante, turnista e addetti settori operativi: dalle ore 00.00 alle ore 23.59 con il rispetto delle fasce di garanzia e dei voli garantiti. Lavoratori normalisti o non operativi: intero turno di lavoro

Trasporto Marittimo

Collegamenti isole maggiori

Personale amministrativo: intero turno

Personale viaggiante: da un’ora prima delle partenze del 24 ottobre

Collegamenti isole minori

Personale amministrativo: intero turno

Personale viaggiante: dalle 00.00 del 24 ottobre alle 24.00 del  25 ottobre.

Trasporto pubblico locale e  trasporto merci e logistica: 24 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite

Trasporto Ferroviario

Personale addetto alla circolazione: dalle ore 09.01 alle 16.59

Personale fisso: intero turno

ANAS

Tutto il personale, compreso quello turnista h24: intero turno a partire dalle 06.00 del 24 ottobre alle ore 06.00 del 25 ottobre.

Energia

Intera giornata del 24. Turnisti: 8 ore per ciascun turno, a partire dall’orario d’inizio del turno di mattina fino al termine del successivo turno di notte.

Queste invece sono le principali manifestazioni regionali, indette in occasione dello sciopero generale di 24 ore proclamato dall’USB, dall’Orsa e Cib-Unicobas

A Roma si terrà la manifestazione regionale del Lazio, con delegazioni provenienti anche da Marche ed Abruzzo. Il corteo, con concentramento alle 9.30 in piazza dell’Esquilino, sarà aperto dai lavoratori Meridiana e si snoderà in via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, per terminare in piazza SS. Apostoli.

Friuli: a Trieste, piazza Guglielmo Oberdan - ore 09.00

Trentino: a Trento, piazza Dante - ore 9.00

Piemonte: a Torino, piazza Solferino - ore 9.30; a Novara, piazza Cavour - ore 9.00; ad Alessandria, piazza della Libertà, Prefettura - ore 10.00

Liguria: a Genova, via Cesarea, Centro dell'Impiego - ore 10.00

Lombardia: a Milano, piazza San Babila - ore 9.30

Veneto: a Venezia, ple. Roma - ore 10.30; a Vicenza, corteo via Formenton-Ist. Salvi– ore 08.30

Emilia Romagna: a Bologna, piazza XX Settembre - ore 9.00

Toscana: a Firenze, piazza Santa Maria Novella - ore 10.00

Umbria: a Terni, presidio alla AST - ore 10.00

Campania: a Napoli, piazza Mancini - ore 9.30

Molise: a Campobasso, piazza Vittorio Emanuele, Prefettura - ore 10.00

Basilicata: a Potenza, via Verrastro 4, Giunta Regionale - ore 10.00

Puglia: a Bari, piazza Umberto - ore 10.30

Calabria: a Catanzaro, piazza Matteotti a partire - ore 10.00

Sicilia: a Catania, piazza antistante Villa Bellini - ore 10.00; a Palermo, piazza Politeama - ore 9.30

Sardegna: a Cagliari, piazza della Costituzione - ore 10.00

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito