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Fincantieri, riparte la lotta degli operai

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fincantieri_palermoRiesplode in tutta italia la questione fincantieri

Dopo la "tregua" estiva riparte l'agitazione nei cantieri navali. Le prime indiscrezioni arrivate alla stampa sul nuovo piano industriale hanno infatti confermato le peggiori attese degli operai (2.500 circa gli "esuberi" tra i dipendenti fincantieri, difficile il calcolo per l'indotto che potrebbe comunque, ad una prima analisi, far raddoppiare il numero finale dei disoccupati) materializzando tutti i timori di chiusure e ridimensionamenti che le ipocrite rassicurazioni pre-estive non avevano per niente diradato.
La bozza di piano industriale trapelata, cui la proprietà, pur definendola appunto una bozza, ne ha nei fatti confermato la veridicità, prevederebbe la chiusura degli degli stabilimenti di Riva Trigoso e Castellammare di Stabia ed il forte ridimensionamento (nei numeri e nelle prospettive industriali) dei cantieri di Palermo e Genova Sestri con la riduzione dei lavoratori sul territorio italiano dagli attuali 6.000 a meno di 4.000 entro il 2014 (con un rafforzamento contestuale degli stabilimenti nord-americani e un complessivo aumento dell'importanza delle commesse militari).
Queste notizie giungono in un clima già tutt'altro che sereno con centinaia di casse integrazioni (470 su 500 operai nella sola Palermo) ed un clima reso teso dalle molte menzogne propinate ai lavoratori.
Così gli operai hanno bloccato in cantiere lo Scarabeo 8, la piattaforma petrolifera attualmente in lavorazione a Palermo, il cui completamento, nonostante le molte rassicurazione dei mesi scorsi, dovrebbe avvenire, per volontà della SAIPEM, in stabilimenti esteri, lasciando senza commesse il cantiere isolano.
Negli stessi giorni a Castellammare, lo stabilimento che assieme a Riva conoscerà i colpi più duri di questa ristrutturazione aziendale, dopo il corteo non autorizzato di venerdì scorso (con un fermo di Polizia e quattro feriti tra gli operai a seguito delle cariche delle forze dell'ordine), gli operai sono saliti stamattina su una gru dello stabilimento occupandola ed esibendo uno striscione che recita:"Il cantiere non si tocca, lo difenderemo con la lotta". A Riva, l'altro stabilimento in (ipotetica) liquidazione, ed a Sestri i lavoratori hanno invece occupato la sede gli uffici della direzione.
In queste ore si susseguono le assemblee in tutti gli stabilimenti del gruppo per una vertenza che si preannuncia dura e combattuta
Non sorprende in tutto questo l'ormai abituale inadeguatezza del governo (almeno apparente, dato che in passato queste messe in scena sono sempre state ottimi strumenti per governare le crisi, riuscendo ad essere ottimo strumento della proprietà senza per questo apparire anti-operai), che attraverso le parole di uno sbigottito Sacconi spergiura di non saperne nulla mostrando, delle due (almeno) una, o malafede o incapacità.
tratto da www.infoaut.org
20 settembre 2010
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