Monday, Apr 24th

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

All'ex Fila parte "ma l'amor mio non muore". Stasera "Live in Pankow" con Massimo Zamboni

E-mail
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 
il_mio_primo_dopoguerra.jpg
Da qualche tempo, a ridosso dei venti anni della caduta del Muro, Massimo Zamboni declina le sue istruzioni per fare qualcosa nel mondo del nuovo decennio, attraverso 'Live in Punkow', racconto sulla Berlino dei primi anni '80, tra parole e pensieri tratti dal suo romanzo “Il Mio Primo Dopoguerra”, intrecciati con le immagini/musiche delle band dell'epoca. La Berlino delle case occupate e degli sconfinamenti esistenziali di qua e di là dal Muro, condotti da una colonna sonora e visiva di DAF, Einsturzende Neubauten, Ideal, Mona Mur, Lou Reed, David Bowie, Kim Karnes. Ovvero il contesto da cui sono usciti i CCCP. Giovedì 14 gennaio, 'Live in Punkow' è all'Exfila, per il primo appuntamento di 'Ma l'amor mio non muore', rassegna ideata da Le Nozze di Figaro e Arci Firenze per ripensare l'azione e la provocazione nella società odierna. Inizio spettacolo ore 21,30.

La rassegna
'Ma l'amor mio non muore!' è la rassegna di concerti, incontri e parole ideata da Le Nozze di Figaro e Arci Firenze, in programma dal 14 gennaio 2010. Tre serate per ripensare alla fine di questi anni zero all'azione e alla provocazione per il cambiamento del mondo, attraverso il suono, la proiezione, il racconto, il concerto. La scelta del titolo non è casuale. 'Ma l'amor mio non muore!' è da sempre il manifesto della controcultura italiana che racchiude la dimensione creativa di una stagione breve ma irripetibile nella società del dopoguerra. Massimo Zamboni racconta il dinamismo perpetuo di una metropoli europea da cui ha preso origine l'esperienze dei CCCP ('Live in Punkow', 14 gennaio); Daniele Biacchessi assieme ai fratelli Severini (Gang) portano i doppi binari della verità nel nostro paese (28 gennaio); tre ex colonne portanti dei Modena City Ramblers (Stefano Cisco Bellotti, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica) guardano alle proprie radici in un viaggio attraverso i lavori degli inizi ('Quarant'anni', 4 febbraio). Tre serate per guardare e trovare l'azione nel presente e nel futuro, confrontandosi con il passato. Inizio spettacoli ore 21,30. Ingresso 10 euro, soci Arci.

“Non ci va una generazione che ha alle spalle guerre mondiali, ghetti, nazismi e stalinismi vari, non ci vanno le autorità, la famiglia, la repressione sessuale, l'economia dei consumi, la guerra e gli eserciti, i preti, i poliziotti, i culturali, i pedagoghi e i demagoghi (...) Noi vogliamo cambiare subito e con urgenza le situazioni in cui ci troviamo. Per questo bisogna agire e provocare...”

Il Libro
La stagione dei beat e dei provos, dei capelloni e delle comuni, dell'antimilitarismo e delle prime esperienze psichedeliche, alla fine degli anni '60: uscito nel 1971 e scampato al sequestro soltanto perché fatto circolare prima attraverso i canali della distribuzione alternativa e poi attraverso un distributore di Marsiglia, questa raccolta di documenti dell'underground sessantottino riesce a far respirare efficacemente - soprattutto chi quegli anni non li ha vissuti - l'aria di contestazione libertaria che una buona fetta dei giovani di allora portava contro le istituzioni di ogni tipo: dal governo, alla polizia, alla famiglia, alla chiesa, ai partiti politici.
tratto da www.exfila.it
14 gennaio 2010
AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito