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500 euro a licenziato? Una misura tampone prima della catastrofe

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500 euro tirreno nazione"500 euro al mese per un anno ai disoccupati". Con questa locandina La Nazione ha cercato di attirare l'attenzione dei migliaia di disoccupati livornesi la cui stragrande maggioranza non vedrà un euro. Più obiettiva la locandina del Tirreno che riduce un po' il gruppo ai soli licenziati. Nel mezzo invece la locandina del "Trovalavoro". In realtà questi soldi andranno ad un gruppo ancora più ristretto, cioè coloro che sono stati licenziati nel 2016 o che hanno finito le varie forme di ammortizzatori sociali sempre nell'anno in corso.

Abbiamo iniziato così questo articolo per due motivi. Il primo è che deve far riflettere il fatto che ormai i giornali puntano in locandina a due tipi di lettori: quelli eccitati da fatti cronaca nera o rosa oppure quelli disperati senza un lavoro e che ogni giorno attendono uno spiraglio di speranza. Poi ci chiediamo perché il popolo italiano abbia difficoltà a capire questa difficile fase.

Ma più importante è commentare questa misura del governo di 500 euro mensili e allungamento della cassa integrazione per le 9 aree italiane di crisi complessa, per un anno, che riguarderanno oltre 10.000 lavoratori e lavoratrici fra Livorno, Collesalvetti, Rosignano e Piombino.

Sono tante, sono poche? È un dibattito sterile. In una fase come questa, con migliaia di persone senza reddito e con tantissimi over50 senza una concreta possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro, nessuno sputa su una misura del genere. Sarebbe assurdo. Ma il ragionamento non può concludersi qui. Bisogna denunciare il fatto che di fronte ad una espulsione di massa dal mondo del lavoro ed un welfare che protegge in modo insufficiente chi non ha nessun reddito o chi fra breve sarà scoperto, ancora una volta il governo risponde con misure tampone e di sopravvivenza minima, e nemmeno per tutti.

Servirebbero misure strutturali, cioè diritti. Lo sa anche il governo, lo sanno i centri di studio e ricerca che dai numeri vedono come la situazione di reddito, lavoro e povertà siano insostenibili. E allora perché il governo non le mette in piedi? Semplice, perché servono i soldi. E per mettere in piedi misure strutturali ed un piano concreto contro la povertà bisognerebbe andarli a prendere a chi gli sta accumulando. Cioè all'1% più ricco del paese, alle borse, alle multinazionali che evadono, ai nuovi fenomeni della rete globale. Ma Renzi e l'UE non ci pensano nemmeno lontanamente ma si limitano al massimo a qualche multa che fa scalpore ma che è nulla rispetto all'accumulato.

Finché i popoli non chiederanno il conto, mobilitandosi, ma rimarranno davanti ai propri PC a contare le briciole che toccano a chi sta più in basso, nessuno potrà aspirare a niente più che alle 500 euro concesse per miracolo. Molti attendono gli effetti degli accordi di programma (vedi area livornese) o della promessa "ripresa del Paese". Nel frattempo si rischia la catastrofe. E' bene dirlo chiaramente.

redazione, 7 settembre 2016

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