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Ancora una analisi matematica sul ballottaggio a Livorno: Ruggeri ha perso a sinistra. Nell’analisi dei flussi elettorali di IPSOS, la conferma e un macroscopico errore

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ballottaggio

La dinamica elettorale era già sufficientemente chiara, senza necessità di conoscenze statistiche approfondite. La proposta locale di governo del PD aveva al primo turno ottenuto il consenso di appena il 70% di coloro che l’avevano votato alle elezioni europee.

IPSOS ci dice che il restante 30% ha in gran parte optato  per i candidati Sindaco della sinistra (Raspanti e Cannito), solo marginalmente per Nogarin.

C’è invece piena corrispondenza fra i voti alle europee per Tsipras e quelli per i candidati  di sinistra alle amministrative, così come tra i voti per il 5 stelle e quelli per Nogarin.

LA CONFERMA. Al secondo turno la frana dell’elettorato PD è ulteriormente progredita, con una perdita ulteriore di oltre 2.300 voti. Secondo IPSOS sono approdati al non voto oltre il 20% di quelli che avevano votato Ruggeri al primo turno ed a nulla è valso l’aiutino di quasi un quarto dell’elettorato che si era espresso per Raspanti.

Nogarin è riuscito a catalizzare comunque il 65-70% dei voti di sinistra (Raspanti – Cannito) e una identica percentuale della destra.

Se ci consentite un’approssimazione, Nogarin vince grazie ad un 40% di voti provenienti da sinistra, ad un 30% provenienti dal 5 stelle, ad un 20% provenienti dalla destra.

Quindi Ruggeri ha perso a sinistra, prevalentemente verso il non voto. Nogarin ha vinto con un consenso trasversale, ma da sinistra viene la maggioranza relativa dei suoi voti.  40+30+20 fa 90, ed il rimanente 10%?

Secondo IPSOS la provenienza del voto a Nogarin sarebbe 45% (da Raspanti-Cannito), 33% (5 stelle), 22% (destra), totale 100%. Noi decurteremmo proporzionalmente queste percentuali appunto di un 10%.Perché? Perché IPSOS ha trascurato un fenomeno che è apparso evidente a chi ha seguito l’affluenza al secondo turno, di cui noi di Pisorno abbiamo subito dato conto: sono tanti i livornesi che si sono recati a votare solo al ballottaggio, spinti dall’opportunità di cambiare registro.

Basterebbe una verifica all’Ufficio Elettorale del Comune, ma in assenza di dati certi abbiamo ipotizzato circa 3.000 cittadini (il 10% appunto dell’elettorato di Nogarin).

Che i dati (della tabella 3) di IPSOS tornino poco, è comunque evidente:

tabella 3

l’istituto demoscopico stima ad esempio al 18,5% la percentuale dei voti di Nogarin che al primo turno aveva scelto Cannito (+altri?). Il 18,5%, del 53% che ha votato Nogarin, del 50% che si è recato alle urne, equivale al 4,9% dell’elettorato.

Ora anche se sommiamo a Cannito un altro 1% “omologabile” di voti dispersi (non sono sommabili i voti di De Carlo e Progetto per Livorno, di area centrodestrista, e Partito Comunista dei Lavoratori), questa aggregazione statistica raggiuge il 7,2%, del 65% che ha preso parte al primo turno, quindi il 4,7% dell’elettorato. Sempre secondo IPSOS il 73,6% di questi elettori ha scelto Nogarin al ballottaggio, determinando un apporto pari al 3,4% degli aventi diritto.

Com’è che invece secondo la ripartizione della tabella 3 di IPSOS questi elettori sono aumentati dal 3,4% al 4,9 ?

L’aver trascurato la partecipazione al secondo turno di numerosi cittadini, ha comportato la necessità di qualche aggiustamento statistico, con esiti stavolta poco felici.

Luca Stellati

tratto da http://www.pisorno.it

17 giugno 2014

Precedente articolo su analisi matematica del voto: http://www.pisorno.it/sindaco-di-livorno-una-prima-analisi-in-voti-assoluti/

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