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Ecco chi spinge per il maxi inceneritore a Livorno

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inceneritore2In questo articolo tratto da Greenreport emerge chiaramente che il progetto del maxi-inceneritore a Livorno è fortemente sostenuto dal PD e che la strategia è quella di bruciare a Livorno i rifiuti di mezza Toscana (e magari, già che ci siamo, anche quelli provenienti da fuori Toscana, per motivi di "solidarietà"). Naturalmente a Livorno si mena il can per l'aia e si getta un po' di fumo negli occhi con qualche delibera pseudo ambientalista (tipo rifiuti zero) che non si ha la minima intenzione di mettere in pratica, ma nelle altre province non ci sono motivi per nascondere la scelta già fatta e se ne parla apertamente. Anzi, il fatto che in tutta l'area vasta venga messo in funzione un unico "cancrovalorizzatore" a Livorno rappresenta a Pisa, Lucca e Massa un fatto da sbandierare per dimostrare quanto il PD sia attento alla salute di quelle popolazioni. Da sottolineare il tono risoluto del documento che riportiamo di seguito, come a dire "Muovetevi, non ci fate perdere tempo", a dimostrazione che la classe politica livornese conta meno di zero e si limita ad eseguire ordini che provengono da Pisa, da Firenze o da Roma (red.). 

Il Pd di Pisa: «Senza il grande inceneritore da farsi a Livorno salta tutta la strategia dell'Ato Costa»

[ 24 agosto 2011 - 10:31:05 ] Diego Barsotti

La direzione provinciale del Pd di Pisa  ha approvato un documento sulla programmazione del ciclo integrato dei rifiuti che mira a dare un'accellerata sul riassetto gestionale dell'ATO Costa. Fatta salva la gerarchia indicata dalla direttiva europea e dalle leggi nazionali e regionali, il documento affronta esplicitamente un punto in particolare: «il nuovo impianto (di termovalorizzazione, ndr) centralizzato di Livorno diventa strategico e irrinunciabile: senza di esso salta l'intera strategia e gli obiettivi che stanno dietro agli scenari di piano elaborati dalla quattro province. Serve un pronunciamento forte in questa direzione: per questo il documento intermedio che dovrà essere elaborato a settembre per la discussione propedeutica alla adozione e approvazione del piano interprovicniale dei rifiuti dovrà contenere non solo un più esplicito riferimento e l'impegno concreto alla realizzazione di tale impianto, ma contestualmente dovrà essere data una indicazione specifica».

Dopo gli avvisi che erano stati lanciati nel mese di luglio dall'assessore provinciale pisano Valter Picchi dunque, anche il Pd di Pisa prende esplicitamente posizione e lo fa in modo molto netto, subordinando tutta la strategia dell'Ato costa proprio alla realizzazione di questo nuovo inceneritore.
Impianto del quale si parla da tempo ma che l'assessore livornese all'ambiente non più tardi di un mese fa aveva definito come «proposta della quale discutere».

http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=11485〈=it

In realtà insieme a questa indicazione, il documento evidenzia anche la necessità di chiudere gli attuali impianti di Ospedaletto, di Castelnuovo in Garfagnana e del Picchianti (non si capisce, a questo punto, perché li si dovrebbe costruire la preventivata terza linea). Non si dice nulla, invece, a proposito dell'impianto di Falascaia. Il Pd pisano indica anche altre necessità (subordinate comunque a quella del nuovo grande inceneritore unico, senza il quale salterebbe tutto il baracchino) riguardanti l'adeguamento della rete impiantistica: «la previsione di un nuovo e più adeguato impianto di compostaggio a Gello (Pontedera) e in lucchesia (Capannori)» dove la polemica, anche interna al Pd, sul sito da individuare dura da qualche lustro.

La direzione provinciale del Pd di Pisa vede comunque come orizzonte verso cui tendere, la creazione di filiere del recupero e del riciclo: «per cui il piano di ambito dovrà altresì prevedere specifici obiettivi anche per gli enti locali per quanto riguarda gli acquisti verdi - magari disponendo che ogni ente a partire dalla Provincia, e ogni azienda che veda la partecipazione pubblica si doti di un apposito regolamento e di bilanci ambientali».

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