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"Giunte immobili". Gli immobili in vendita o abbandonati del Comune di Livorno

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I documenti relativi ai beni immobili del Comune di Livorno fanno trasparire una gestione pigra e poco attenta all’interesse pubblico. E la nuova Giunta per ora non sembra aver voltato pagina. Mancanza di tempo, di interesse o di capacità?

villa morazzana

Uno dei corsi che l’Università Popolare Alfredo Bicchierini ha proposto quest’anno, quello di “Diritti e partecipazione”, è stato dedicato in buona parte allo studio del bilancio e del patrimonio comunale. Al termine del corso è stato deciso di provare a mettere in piedi un osservatorio permanente. I documenti a cui è stata data una prima occhiata sono l’elenco degli affitti attivi, quello degli affitti passivi e il piano delle alienazioni e valorizzazioni. È ancora presto per trarre delle conclusioni, ma con questo articolo vogliamo fare un breve riassunto e creare curiosità intorno all’argomento.

Affitti passivi

Gli affitti più cari che paga il Comune riguardano le case di riposo di via Passaponti e viale Boccaccio (poco meno di 80mila euro l’anno ognuna), di proprietà dell’Asl, e l’Emeroteca di via del Toro, con 77.638,68 euro. Pesano molto anche gli affitti di due immobili utilizzati come magazzini: quello di via Grotta delle Fate 19 (ex Fuoricentro) che costa 37.297,612 euro, e quello di via Lamarmora 2C, con 39.026,64. Il primo, che misura 947 mq, ci dicono che sia proprietà della Spil, ma non siamo riusciti a sapere cosa contenga, mentre nel secondo - 800 mq - ci risulta che siano stoccati gli arredi dei seggi elettorali e altre proprietà comunali come ad esempio i palchi. A questi prezzi non converrebbe comprarlo un capannone? O trasferire tutto in strutture di proprietà comunale? Desta curiosità anche il fondo di via San Giovanni 13, nel Palazzo del Portuale, di 190 mq. È indicato come sede di un “Ufficio di piano”, ma non ci sono né insegne né targhe comunali, e ci costa 18.000 euro l’anno. Un immobile di 308 mq posto all’angolo tra via Pollastrini e gli scali Finocchietti viene invece utilizzato dagli uffici comunali e ci costa 28.281,12 euro, mentre per un locale in largo del Cisternino 8, segnalato come pertinenza della ex Casa della Cultura, si pagano circa 8mila euro l’anno (ma l’indirizzo sembra essere errato perché si tratta di un condominio posto sul lato opposto del “Cisternino del Picchianti”). La Casa Famiglia “La Palma” sul viale Carducci costa circa 2.700 euro al mese, una bella cifra per 243 metri quadri in quella zona.

Affitti attivi

Tra le locazioni da cui il Comune di Livorno ricava un’entrata, il primo posto (10.471,23 euro mensili) spetta all’immobile di in via Toscana 32, cioè il supermercato Coop di Coteto. Al secondo posto (2.908,14 euro mensili) la palazzina di via del Molo Mediceo 13, su cui spicca l’insegna degli ormeggiatori. L’elenco è composto solo da una ventina di immobili, per cui viene da pensare che molte strutture non vi compaiano perché concesse a titolo gratuito e quindi è stato richiesto anche questo elenco all’Ufficio Patrimonio.

Piano delle alienazioni e valorizzazioni

È un documento in cui le Amministrazioni indicano quali immobili intendono “alienare” o “valorizzare”. Dell’ultimo piano, approvato a dicembre 2014 dalla Giunta Nogarin, la cosa che colpisce è che continuano a comparire immobili interessati da operazioni decise dalla vecchia giunta. Stiamo parlando ad esempio delle aree del Mercato Ortofrutticolo, che la nuova Giunta voleva mantenere di proprietà pubblica, di quelle di Vallin Buio che erano destinate a “polo delle nocività”, per le quali nel piano invece si parla di cessione a Spil, e quelle di Banditella coinvolte nella costruzione del nuovo ospedale, destinate ad essere scambiate con i padiglioni IV e V dell’ospedale di Viale Alfieri. Si tratta di una svista o le procedure stanno andando avanti? Non è che poi ci troveremo di fronte ad una situazione irreversibile? Altro punto importante è la cessione di due immobili “attuale sede“ di scuole d’infanzia, per le quali non è possibile l’adeguamento alle nuove normative. Nel 2011 si parlava di un loro trasferimento nell’area di via del Fagiano, che però è inserita anch’essa nel piano. Quindi verranno diminuiti i posti a disposizione dei bambini? Proseguiamo: la messa in vendita di due circoscrizioni, la 3 e la 4 è un grave danno d’immagine per un movimento politico come il 5 Stelle che fa della partecipazione uno dei suoi cavalli di battaglia. Tra l’altro i locali della 3 e della 4 non ci sembrano così malmessi. Perché alienarle? Perché non è stato indetto un bando per piani di autorecupero diretti alle associazioni? Scorrendo, troviamo poi alcuni terreni e un fabbricato rurale a Colognole, per i quali siamo sicuri, visto il grande successo degli orti urbani di via Goito, che si troverebbero molte persone interessate alla loro valorizzazione e gestione. In centro ci sono invece le serre abbandonate di via degli Archi. E c’è anche l’ex ostello di Villa Morazzana (nella foto), che fa parte di un polo con straordinarie potenzialità turistiche e culturali: Villa Maurogordato (di proprietà provinciale), Villa Rodocanacchi (ex sede legale dell’Asl) con il suo parco di 11 ettari chiuso da anni, e il Centro Basaglia, anch’esso in via di dismissione nel quadro della sciagurata svendita pro-nuovo ospedale. Un quadrilatero da sogno alle porte delle colline livornesi (già, ma il parco?) che un’Amministrazione attenta dovrebbe promuovere. A quasi un anno dall’insediamento della nuova Giunta, la gestione dei beni immobili non ha minimamente risentito del cambiamento politico avvenuto in città e tutto sembra “copiaincollato” dai documenti della vecchia Amministrazione. E la cittadinanza non è stata coinvolta né con nuovi organismi partecipativi, né con bandi per un utilizzo alternativo di questi beni. Mancanza di tempo, di interesse o di capacità?

Senza Soste redazione

Pubblicato sul numero 103 dell'edizione cartacea di Senza Soste (aprile-maggio 2015)

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