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“La gente è disinformata, i tumori diminuiscono”. Torna a casa, Grassi!

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grassi_fuga_da_corea“I dati raccolti non lasciano dubbi sulla realtà: in Italia la crescita dei casi di tumori è a livelli da epidemia. Dove aumentano i casi di cancro? In tutta Italia, con una concentrazione micidiale in 54 aree che comprendono 311 comuni… Quelle zone di crisi disegnano una radiografia della Penisola avvelenata” (1).

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Dopo essere stato asfaltato da Rossano Ercolini alla Festa di Rifondazione (forse in “campo neutro” non si sentiva a suo agio) il commissario fiorentino all’ambiente Grassi ritrova sul terreno di casa (un convegno della Confindustria) la spocchia che gli è propria. A sentirlo parlare sembra quello che ha inventato la penicillina, ma forse se non è direttore del CERN di Ginevra ma assessore al Comune di Livorno (tra l'altro cooptato e non eletto da nessuno) un motivo ci sarà. Anzi, un bel numero di motivi.

Secondo Grassi non ci sono problemi di inquinamento legati alle attività produttive, ma purtroppo “la gente oggi è educata da WWF e televisione”. Infatti è noto che le televisioni sono in mano alle lobby ambientaliste radicali e non ai partiti e ai principali gruppi imprenditoriali del Paese, gli stessi che investono in infrastrutture e grandi opere.

“Ci sono troppe belle anime che vorrebbero chiudere quasi tutto”, si lamenta poi il commissario. Grassi dovrebbe ricordarsi che nemmeno un posto di lavoro è stato perso a causa delle lotte per la difesa dell’ambiente (che anzi propongono alternative per aumentare anche l'occupazione, come la raccolta differenziata porta a porta) ma a far chiudere le aziende è la politica recessiva del governo PD-PDL-Monti e a livello locale anche le trovate della Giunta di cui lui fa parte. Per dirne una, la Delphi non è stata affossata da qualche comitato ma da quelle "anime belle" che hanno fatto venire Rossignolo a Livorno per fare “il polo del lusso”.

Se proprio Grassi vuol fare il paladino dell’occupazione gli consigliamo di pensare anche alle decine di persone che sono andate a casa o ci andranno perché la SAT di Bargone, l’avvocato di D’Alema,  chiude  le aree di servizio sulla variante Aurelia costruita con i soldi dei cittadini per trasformarla in autostrada a pagamento.

Ma ecco la sparata più grossa: “L'incremento dei tumori non esiste, anzi stanno diminuendo”. Dove? A livello globale, in Italia, a Livorno? A Quercianella? Quali patologie? Per quali classi di popolazione? In quale arco temporale? Vale la pena di approfondire perché questa è una grande scoperta: non basterebbero dieci pagine per citare tutte le fonti ufficiali dalle quali risulta esattamente il contrario. Facciamo solo alcuni esempi.

Già nel 2005 l’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) sosteneva che "Il numero complessivo dei casi di tumore diagnosticati ogni anno in Italia aumenta”.

Ma più di recente, il Centro Nazionale per il Controllo delle malattie (organismo del Ministero della Salute) parlava di un “costante aumento dei casi di tumore registrato in Italia negli ultimi trent’anni”.

In un convegno organizzato dal Ministero della Salute e dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, tenutosi nel novembre 2010, si è parlato di "Un aumento stimato del dieci per cento negli ultimi dieci anni e 270mila nuovi casi scoperti solo nel 2010”.

Grassi potrebbe avanzare l'obiezione che tale tendenza sia legata soprattutto all’aumento dell’aspettativa di vita (probabilmente non ci ha neanche pensato) ma tale aumento è generalizzato ”in tutti i Paesi, tranne la Turchia ed il Messico” (2) e quindi le cause vanno ricercate al di là dell'invecchiamento della popolazione.

Una ricerca dell’OMS, realizzata su scala globale prendendo in considerazione 184 Paesi, rileva che l'incidenza di queste malattie aumenterà vertiginosamente nei prossimi anni. Secondo le previsioni, si dovrebbe passare dai 12.7 milioni di casi accertati nel 2008 a 22.3 milioni nel 2030.

Ma c'è di più: in Italia tale aumento non si riferisce solo ai tumori in età avanzata ma anche ai tumori pediatrici diagnosticati ogni anno. Secondo l'AIRTUM "pur restando una patologia rara, tra il 1988 e il 2002 (tre quinquenni) si è osservato un aumento della frequenza del 2% annuo, passando da 146,9 casi nel periodo 1988-1992 a 176,0 casi nel periodo 1998-2002" (3).Sempre secondo l'AIRTUM, "un fenomeno simile è stato osservato in diversi Paesi, ma in Italia il cambiamento percentuale annuo risulta più alto che in Europa".

E come scrivevamo sulla nostra edizione cartacea del mese scorso, il legame tra l’aumento di tumori e l’inquinamento ambientale (visto che Grassi è commissario all’ambiente la cosa dovrebbe in qualche modo interessargli) è ormai abbondantemente dimostrato, anche se va accertato caso per caso con ricerche mirate. Ad esempio in Campania, il regno del business dei rifiuti, “i dati sull’incremento dei tumori e della mortalità stanno raggiungendo dei livelli esponenziali. A confermarlo, i risultati di una ricerca dell’Istituto Pascale di Napoli che tracciano una mappa dell’insorgere di casi di tumori nella regione. Secondo i dati espressi, in provincia di Napoli si è avuto un incremento dei tassi di mortalità del 47 per cento per gli uomini e del 40 per cento per le donne; mentre a Caserta c’è stato un incremento del 28,4 per cento negli uomini, e del 32,7 per cento per le donne”. (4)

Si dirà che in Campania i rifiuti sono gestiti dalla camorra e quindi senza alcun requisito di sicurezza, ma un peggioramento degli indicatori di salute della popolazione è generalizzato in tutte le aree circostanti gli inceneritori, anche quelli costruiti a regola di bazzica, magari cambiandogli il nome in termovalorizzatori o pirorigassificatori.

Problemi di questo genere sono comuni a tutti i siti più inquinati d’Italia (i 44 siti cosiddetti SIN), tra cui l’area Livorno-Collesalvetti, dove si registrano eccessi di mortalità che non è più possibile minimizzare o negare (5).

Questi dati sono reperibili nei siti dei centri di ricerca, delle istituzioni e delle Aziende Sanitarie. Qui a Livorno un dato particolarmente preoccupante è quello presentato l'anno scorso dal direttore del centro di oncoematologia dell’Ospedale di Livorno che parla di un aumento del 150% anche nelle nostre zone di linfomi e mielomi, le cui cause ambientali sono indiscutibilmente accertate (ad esempio il benzene e i pesticidi). Se Grassi ha a disposizione indagini epidemiologiche che arrivano a conclusioni diverse, o che addirittura dimostrano una "diminuzione dei tumori", tiri fuori i dati e citi le fonti.

Ma oltre a sparare balle, Grassi è anche sfortunato perché da quando è venuto lui a Livorno i disastri ambientali si susseguono a una rapidità mai vista. Facciamo un riepilogo dei successoni del commissario:

1) Quasi la metà dei bidoni del Venezia sono sempre in fondo al mare e la famosa Marina Militare sta facendo ricerche a spese dei cittadini (15mila euro al giorno, si dice, a fronte di 1.000 euro di multa complessivi pagati dalla Grimaldi).

2) La chiazza di paraffina scaricata al largo da chissà chi all’inizio di marzo si è spiaggiata alla Terrazza mentre il Comune battibeccava con la capitaneria di Porto e per recuperarla si sono sprecati migliaia di euro (naturalmente per lui non c’era alcun problema neanche in questo caso, mentre la paraffina è classificato come materiale altamente cancerogeno);

3) Sulla chiazza marrone comparsa di fronte all’Accademia alla fine di giugno non ha mosso un dito, dicendo che se non c’è danno ambientale e nessuno fa denuncia il Comune non ha il dovere di muoversi, come se un livello di escherichia coli da fognatura nera nelle acque dove la gente fa il bagno non fosse affar suo;

4) Sull’ultimo incendio alla Lonzi Metalli ancora stiamo aspettando le comunicazioni del Comune sulle indagini dell’ARPAT (ma le avranno fatte?) per capire quali siano i livelli di inquinamento da diossina e idrocarburi policiclici aromatici (sostanze altamente cancerogene anche queste) sprigionatisi da un rogo di venti tonnellate di materiali plastici ed altra robaccia. Immaginiamo che sia inutile chiedere a Grassi se un’azienda che prende fuoco sette volte in undici anni non debba essere chiusa più che delocalizzata.

A completare la performance aggiungiamoci anche la fuga indecorosa da un dibattito con i cittadini dei quartieri Nord (notoriamente mansueti), accampando la scusa di presunte offese.  Versione subito smentita dalla stessa presidente della Circoscrizione 1, a riprova della sua totale incapacità e indisponibilità al dialogo con i livornesi (a meno che non siano iscritti alla Confindustria). 

Per tutti questi motivi è ormai tempo che Grassi se ne vada, anche perché come si diceva non rappresenta nessuno ma è stato imposto alla città dalla nomenklatura fiorentina come garante degli interessi delle imprese e “castigamatti” dei comitati (cioè dei cittadini che gli pagano lo stipendio). L’”humus” dal quale proviene Grassi lo descriveva tempo fa lo stesso Tirreno, ricordando che l’ex assessore regionale Conti, sponsor del commissario, era noto per le grandi scorpacciate di schiacciata e le epocali dormite nelle riunioni della Giunta, che si interrompevano solo quando sentiva le parole “strada” o “ferrovia”. Conti, lo ricordiamo, fa parte del consiglio di amministrazione di un fondo che investe in infrastrutture (è stato indicato dal Monte dei Paschi di Siena).

Pensare che se Grassi fosse veramente competente saremmo quasi disposti a perdonargli perfino il saluto romano esibito di fronte a un bar del centro, con il quale ha esordito nella nostra città a significare platealmente “io qui faccio cosa cazzo mi pare”.

Ma competente non lo è, e quindi torni da dov’è venuto.

 Per Senzasoste Ciro Bilardi, 25.7.2012

NOTE

 (1) L’Espresso, 24 maggio 2007, citato nell'articolo "Tropico del cancro", apertura del numero di Senzasoste cartaceo di giugno 2012. Una delle aree citate è quella di Livorno-Collesalvetti.

(2) (Dominique Belpomme Presidente dell’Associazione per la Ricerca Terapeutica Anti-cancro -ARTAC)

(3) http://www.salute.gov.it/tumori/paginaInternaMenuTumori.jsp?id=1703&lingua=italiano&menu=percorso

(4) http://denaro.it/blog/2012/06/12/neoplasie-inquinamento-principale-imputato/

(5) L’abbiamo riportato anche noi nel nostro cartaceo ma potete controllare al sito http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/inquinamento-tumori-44-posti-a-rischio-in-italia.html

Nella foto: "Grassi 2012 fuga da Corea"

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