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La Russa e la Decima Mas: i comunicati

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Quando in questa città qualcuno organizzava presidi o cortei contro la ricorrenza di El Alamein definendola una ricorrenza dal sapore fascista e quando qualcuno dichiarava che all'interno della Folgore il sentirsi fascisti è un sentimento diffuso e maggioritario, si levavano critiche da destra e da sinistra. Adesso che lo ha confermato un ministro della Repubblica, la risposta degli stessi è un assordante silenzio. Caro sindaco Cosimi, lei mette bocca solo nelle questioni che le fanno comodo? Sì, il suo silenzio ne è una conferma. red. 29 dicembre 2009

Inaccettabili le  parole del ministro La Russa

la_russa_xmas.jpg«Tra i reparti schierati in questo piazzale c'è l'elite delle nostre forze armate, come il Consubin della marina, erede della non dimenticata Decima Mas».
Queste sono le parole dette dal ministro della difesa Ignazio La Russa durante la visita alla caserma Vannucci lo scorso giovedì a Livorno. Parole inaccettabili e gravissime , visto che rendono omaggio al reparto d’assalto della X° Flottiglia Mas che dopo l’armistizio dell’ 8 settembre del 1943 aderì alla Repubblica di Salò. La Decima Mas era guidata da Junio Valerio Borghese, soprannominato il principe nero, famoso anche per un mancato colpo di Stato negli anni 70, organizzato dal Fronte Nazionale, movimento politico di estrema destra.
Parole inaccettabili per una repubblica democratica nata dalla lotta partigiana e dalla sconfitta del nazi-fascismo. Parole inaccettabili per una città come Livorno, da sempre antifascista.

Il reparto della Decima Mas, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, divenne tristemente famoso per le efferatezze compiute  e per le "continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti in genere, talvolta in stretta collaborazione con le forze armate germaniche, azioni che di solito si concludevano con la cattura, le sevizie particolarmente efferate, la deportazione e la uccisione degli arrestati, e tutto ciò sempre allo scopo di contribuire a rendere tranquille le retrovie del nemico, in modo che questi più agevolmente potesse contrastare il passo agli eserciti liberatori" (dalla sentenza di rinvio a giudizio).
 
Parole inaccettabili per una repubblica democratica nata dalla lotta partigiana e dalla sconfitta del nazi-fascismo. In un qualsiasi altro paese europeo il ministro sarebbe stato costretto a dimettersi.

Le parole del ministro, pronunciate nella nostra città, risultano come un insulto e una provocazione.
Non possiamo tacere davanti al revisionismo storico; non possiamo tacere davanti all’apologia del fascismo; non possiamo non puntare il dito contro chi si nasconde sotto falsi vesti democratiche, ma ad ogni occasione tira fuori sentimenti nostalgici verso il fascismo.
 
Ci stupisce che l'area del centro sinistra livornese rimanga in silenzio di fronte alla gravità di quanto detto.
 
Movimento Antagonista Livornese

29 dicembre 2009

***

Ancora una volta la destra non si smentisce. Ancora una volta si omaggia chi ha combattuto contro la Resistenza e la libertà al fianco dei nazisti.
Ancora una volta si omaggiano gli infami che  guidavano le SS ai paesi dell'appennino per compiere stragi di donne, vecchi e bambini e i torturatori in divisa che hanno "esportato democrazia" come nel caso della Somalia.
Chi è il ministro La Russa lo sappiamo bene, gli esponenti locali del PDL non li consideriamo nemmeno perchè in città non esistono come tessuto sociale, se non nelle caserme "eredi della non dimenticata X MAS"; ci indinniamo invece perchè ancora una volta Livorno viene offesa e il PD che gestisce questa città non si è accorto delle dichiarazioni infami che venivano fatte mentre è sempre pronto a stigmatizzare qualunque azione fatta dagli antifascisti.
Agli insulti di queste persone Livorno ormai si è abituata. Ed è fiera di essere insultata ed offesa dai fascisti e da chi ormai con i fascisti dialoga apertamente ed è fiera della sua storia e della sua diversità rispetto a questa italietta fatta di inciuci e gestione di affari.
Per noi il dialogo con queste figure si è fermato nel '45, quando questi signori avevano un giusto processo (breve).
Lo spirito genuino della città, malgrado questi signori, non abbasserà mai la guardia contro chi vuole ricordare con nostalgia l'infamia fascista.

Fieri di continuare ad essere "figli di Dario"

CENTRO POLITICO 1921

***
 

Le parole enunciate dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa durante la sua ultima visita a Livorno, sono di una gravità senza precedenti, a maggior ragione per un ministro della Repubblica Italiana.

Sappiamo bene qual è la provenienza culturale e politica del Ministro, noto ex-picchiatore fascista, perciò non ne siamo più di tanto sorpresi. Ma non per questo possiamo rimanere indifferenti di fronte a dichiarazioni indegne e lesive di principi della carta costituzionale nata dalla Resistenza.

La natura antifascista della nostra città e il contributo fondamentale che Livorno a dato alla lotta contro il fascismo (F.lli Gigli, Barontini, Marruci etc etc) ci fa logicamente pensare che tali dichiarazione non sono altro che una infame provocazione, uno schiaffo alla comunità livornese.

Citare la FLOTTIGLIA X MAS come un modello ed esaltare il suo operato rappresenta un oltraggio a tutti quei resistenti che consacrarono la loro vita alla lotta contro il Nazifascismo per restituire l'Italia alla democrazia e alla libertà. Le torture indicibili e gli eccidi di cui si macchiarono i componenti della X MAS, la Guardia Nazionale Repubblicana di Salò e le SS non possono essere dimenticate. Come non possiamo permettere che il revisionismo continui a stravolgere sempre più la verità storica, riabilitando assassini e massacratori. Lanciamo, quindi, un appello a tutte le forze politiche, sociali, alle associazioni antifasciste e a tutti quei cittadini che intendono ripudiare ogni forma vecchia e nuova di fascismo e che vogliano operare per il rispetto e l'attuazione della Costituzione repubblicana, affinché si possano unire le energie per promuovere iniziative comuni che sappiano rispondere con fermezza a parole che in un qualsiasi altro paese democratico non potrebbero avere altra conseguenza che le immediate dimissioni del Ministro La Russa.

Federazione della sinistra Livorno

PRC - PdCI

Livorno, 27 dicembre 2009

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Lettera dell'Anpi di Livorno al Ministro La Russa

La nostra associazione che rappresenta i partigiani  combattenti  della guerra di liberazione dal nazifascismo, desidera esprimerLe sconcerto e ferma contrarietà a quanto da lei affermato rivolto ai militari dei corpi speciali nel corso della sua recente visita alla caserma Vannucci nella nostra città: "siete eredi della non dimenticata Decima Mas". La frase da Lei pronunciata, riportata dalla stampa locale e nazionale, fa infatti esplicito riferimento a quella parte della 10° flottiglia Mas che, dopo l'8 Settembre scelse la Repubblica di Salò, alleata dei nazisti contro gli alleati e i partigiani. Lei certamente non ignora che un'altra parte, con il nome di Mariassalto combattè, così come i paracadutisti della "Nembo", a fianco degli alleati per la liberazione dell'Italia. Essere eredi della Decima Mas di Junio Valerio Borghese ha invece il preciso significato di richiamare le gesta di un corpo speciale che, come si legge nella sentenza di rinvio a giudizio nel processo svolto a Roma nei primi anni del dopoguerra, aveva compiuto " ..continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti in genere, talvolta in stretta collaborazione con le forze armate germaniche, azioni che di solito si concludevano con la cattura, le sevizie particolarmente efferate, la deportazione e la uccisione degli arrestati.."

Queste cose non vanno dimenticate, Signor Ministro e l'associazione dei partigiani non le dimentica. Non è quella da Lei indicata l' eredità che occorre richiamare ai militari di oggi che, al contrario, ispirano la loro azione ai valori della costituzione della nostra Repubblica che i partigiani, insieme ai  tantissimi militari che rifiutarono la Repubblica di salò,  conquistarono per la dignità e l'indipendenza dell'Italia.

E' sulla base di questi valori che Livorno ha costruito con i paracadutisti un legame solido che noi vogliamo rafforzare anche respingendo, in ogni occasione, impropri paralleli tra quei militari e il ventennio fascista.

Un legame solido che, a metà degli anni '60, il Sindaco-Partigiano Bino Raugi  affermò solennemente con la consegna ai paracadutisti del basco amaranto, colore simbolo della nostra città.

Distinti saluti

Il presidente

Vittorio Cioni

 

 

 
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