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Livorno: le case popolari vanno tutte agli immigrati? I numeri e non le leggende sono la risposta

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Pubblichiamo un articolo di livornoindipendente.it che fa finalmente chiarezza sui requisiti di legge e dati quantitativi per avere accesso ad una casa popolare. Ed il senso di questo articolo non è certo quello di far da paladini degli immigrati ma solamente ripristinare un quadro razionale di quello che è il problema oggi dell'emergenza casa: cioè passare dal luogo comune "non ci sono case popolari a disposizione perché le danno tutte a zingari ed extracomunitari" al fatto che "non ci sono case popolari perché il patrimonio pubblico diminuisce di anno in anno e il Comune di Livorno ne assegna solo circa 100 all'anno a fronte di oltre 1300 domande". Una volta sgomberato il campo dall'obiettivo sbagliato, si può parlare per giorni su quali devono essere i requisiti e cosa non va della legge. Ma i fatti parlano chiaro. Non esiste più un piano pubblico per garantire il diritto all'abitare a prezzi popolari e non esiste una strategia per contenere il fatto che sempre più persone senza reddito rischiano di perdere anche la casa oltre al lavoro. E non esiste un'opposizione sociale che riesca a fermare l'emorragia di ricchezza che ogni anno si sposta dal pubblico al privato e dal lavoro al capitale, impoverendo la base della piramide sociale e arricchendo il vertice. Una volta che uno ha chiaro questo poi si può iniziare a parlare se serve un anno in più o in meno di residenza o permesso per accedere, cento euro in più o in meno.

Infine un dato nazionale: nel 2013 per la prima volta si è invertito il dato statistico delle emigrazioni. Sono aumentate del 20% le emigrazioni di italiani all'estero e sono aumentati del 14% gli stranieri che lasciano l'Italia per mancanza di lavoro. Può sembrare sicuramente una cosa assurda che un paese sia allo stesso tempo di immigrazione (stranieri che vengono in Italia) e di emigrazione (italiani che vanno all'estero). Per questo bisogna ringraziare il liberismo selvaggio e la libera circolazione di capitali che vanno nei paesi ad estrarre valore e profitto e poi si spostano altrove con la stessa facilità, generando una serie infinita di sradicamenti dai propri territori. Al pari delle guerre e degli stati come il nostro che per interessi geopolitici destabilizzano paesi sovrani generando crisi umanitarie infinite. La Libia del 2011 è solo l'ultimo esempio a noi vicino.

Intanto complimenti a chi ha avuto la pazienza e la volontà di scrivere questo articolo.
Redazione - 8 aprile 2015

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Le case popolari vanno tutte agli immigrati?

case popolari tortatratto da http://www.livornoindipendente.it

A seguito delle ultime occupazioni abitative abbiamo assistito alle ormai quotidiane carrellate di commenti contro le istituzioni che “privilegiano” gli immigrati nelle graduatorie per le case popolari.

Prima di snocciolare qualche semplice dato vorremmo fare qualche commento sulla questione.

Il primo è prettamente politico: le graduatorie, nonostante enormi limiti legati alla residenza del richiedente straniero e al permesso di soggiorno, sono stilate NON su base “razziale” ma su criteri che esponiamo qui di seguito:

Criterio economico (dichiarazione dei redditi e isee);

Stato di salute e invalidità del soggetto richiedente;

Abitazione in alloggio improprio;

Esecuzione di sfratto per morosità incolpevole o finita locazione;

Anzianità di domanda;

Figli a carico (per richiedenti singoli con figli);

Antigienicità e sovraffollamento dell’alloggio.

Se qualcuno ambisce ad uno Stato che concede diritti su base “razziale” dovrebbe sperare in un ritorno al regime fascista. La discriminazione non ha limiti. Oggi il problema è lo straniero domani potrebbe essere il povero, il disoccupato e via dicendo.

Spesso gli stranieri che vivono nel nostro paese contribuiscono di più dal punto di vista fiscale che molti italiani. Basti pensare che una larga fetta dei contributi Inps vengono versati da cittadini stranieri che lavorano nel nostro paese. Alcuni bravi e onesti livornesi invece continuano a passarsi le case popolari dai nonni ai nipoti, ad affittarle al nero agli immigrati o a tenerle direttamente chiuse.

Spesso gli stessi livornesi che criticano le istituzioni in quanto troppo vicine agli immigrati sono i primi ad elogiare altri paesi europei dove ancora e per fortuna lo stato sociale garantisce un minimo di sussistenza a chi decide di trasferirsi. I livornesi che vanno all’estero vorrebbero casa e lavoro subito ma per gli stranieri che vengono qui solo miseria ed esclusione.

Fatta questa premessa possiamo parlare di alcuni dati sulle assegnazioni di alloggi ERP. Nell’ultima graduatoria pubblica sono state accettate 1325 domande. Sul totale gli immigrati presenti sono circa 350, solo il 26,4 %. Gli Italiani 975, il 73,6%.

La metà degli stranieri, circa 175, occupano la parte medio bassa della graduatoria quella che va da 4 punti in giù precisamente dal numero 743. Cioè la parte dove è praticamente impossibile sperare in un alloggio.

Nei primi 216 posti, quelli che vanno dai 16 punti ai 10 punti e cioè quelli occupati dalle famiglie che possono concretamente sperare di ottenere un alloggio per scorrimento di graduatoria prima che venga pubblicato il bando successivo (dopo due anni) gli immigrati sono 65 e cioè il 30,09 % del totale. Meno di un terzo degli alloggi vengono assegnati a cittadini stranieri (comunitari ed extracomunitari)

Basteranno questi dati a far aprire gli occhi a qualcuno? Il problema alla fine non è cosi difficile da capire. La nostra amministrazione assegna solo 100 alloggi l’anno. Non ci sono più case popolari.

A causa delle vendite delle demolizioni e delle speculazioni perpetrate con i soldi pubblici (TAV, EXPO, DARSENA EUROPA, RIGASSIFICATORE…) il patrimonio pubblico si è volatilizzato.

9 aprile 2015

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