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L'Unione inquilini riporta il sindaco alla realtà

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cosimi_edificio_corea.jpgCome abbiamo spesso denunciato, il Pd locale e il sindaco in particolare proseguono nella loro opera di ridimensionamento degli effetti della crisi in modo tale da potersi permettere di non intervenire concretamente e con decisioni ad hoc su situazioni che stanno portando la città sull'orlo di un disastro sociale: casa e lavoro su tutti.

Guardiamo ad esempio al convegno sull'economia del territorio organizzato dall'Italia dei Valori livornese. Cosimi nel suo discorso ha infilato qualche mantra sempre utile in questi contesti. Ha parlato di formazione, innovazione, economia sostenibile. Ma quale formazione è possibile in una città dove la materia prima da formare, laureati e skill labour, sta fuggendo perchè sono proprio le figure specializzate ad essere respinte dal mercato del lavoro livornese? E quale formazione di qualità è possibile, quale ricerca applicata alla specificità del territorio, con un decentramento universitario livornese dove l'università di Firenze paga il meno possibile i docenti che scendono a Livorno per risparmiare fondi da immettere nella voragine del deficit dell'ateneo del capoluogo di regione? E quali fondi, e con quali modalità di erogazione, possono essere utilizzati in una città dove i finanziamenti sono controllati da persone che formalmente sono specializzate ma di fatto fanno fatica a leggere una rassegna stampa? Quali settori da formare vengono indicati come strategici, ad alta diffusione, da un partito di maggioranza che non ne ha neanche parlato in campagna elettorale?
E quale sarebbe l'economia sostenibile nel territorio livornese? L'impianto ad olio di palma voluto dai portuali e rifiutato da diversi sindaci e territori italiani perchè inquinante?
Francamente si nota solo improvvisazione in questi temi eppure si parla di lavoro e di futuro della città.

Sappiamo però che essere del PD significa aver divorziato dalla realtà: è una condizione necessaria per esistere anche se sospesi nel delirio. Ma, di fronte ad una Toscana che l'Irpet ha censito come nella peggior crisi dal '29, non viene da ridere a Cosimi quando fa intendere che i dati dell'economia livornese sono, cifra più cifra meno, sostanzialmente in linea con le medie regionali?
Ce la fa Cosimi a dire la verità? Cioè che Livorno è in una crisi epocale, di sistema economico e sociale? E che nessuna delle soluzioni attualmente prospettate è all'altezza dei problemi? I territori escono dalla crisi ammettendo il problema. In questo senso Livorno non è neanche all'anticamera della comprensione collettiva della crisi.
Nel frattempo l'Unione Inquilini è andata a protestare davanti all'ufficio del sindaco per portare la voce della Livorno reale nelle istituzioni.

Qualche testimonianza la evidenziamo anche noi

http://www.youtube.com/watch?v=mjuhh49NMxs&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=GALHP6rxEsY&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=DBIHjp19S5s&feature=player_embedded

il resoconto della vicenda lo trovate su

http://www.circolo-centro.it/

Sono testimonianze di una questione sociale che non si risolve nè con le battute ai convegni nè pescando qualche da qualche vocabolario di marketing.
L'auspicio è che Livorno nel 2010 non sia un dead man walking. Visto che, nel frattempo, le sue istituzioni hanno mostrando ampiamente di esserlo.


per Senza Soste, Bill Shankly

19 dicembre 2009

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