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People Care: quello che non si vuole capire per trovare una soluzione. Venerdì sciopero e presidio

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people-care-stadioSiamo arrivati al terzo tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico. Quello di domani (giovedì 12 marzo, ndr), a differenza dei primi due, non vedrà presenti i sindacati, fatto molto singolare, ed è stato messo in programma in questa giornata perchè le istituzioni livornesi e regionali erano già a Roma per parlare dell'accordo di programma.

In questi mesi il Ministero non ha capito (o ha fatto finta di non capire) che la dichiarazione di Seat Pagine Gialle circa la necessità di reinternalizzare i servizi per motivi di dissesto finanziario, non corrisponde alla realtà. Seat ha 400 esuberi ma non si tratta di 400 operatori o simili, ma di manager, amministrativi ed un po' di Pronto Seat al quale, secondo noi, potrebbe affidare una piccola parte della gestione dei servizi.

Il nodo invece è un altro: Seat vuole delocalizzare. Anzi, ha già iniziato. La decisione è già stata presa utilizzando anche la scusa del concordato e della revisione dei costi. Basta andare su Google e digitare "Future Generation" per vedere quanti partner ha questo call center albanese. C'è anche Seat e frugando nel sito si scopre che si parla anche dell'apertura di una nuova sede.  Inoltre, parte del lavoro e dei servizi che gestiamo noi sono SEMPRE andati in offshore (cioè in call center ubicati all'estero), prima ci dicevano per “gestire i picchi di chiamata”, adesso invece tutti gli operatori hanno capito che nessuno gli impedisce di spostare tutto il giro d'affari altrove e quindi colgono l'occasione.

E allora come si risolve la questione dei 450 lavoratori e lavoratrici People Care? Fino ad oggi hanno lavorato sulla proroga di 6 mesi della commessa con un accordo fra Seat e People Care ma come abbiamo sentito dai diretti interessati, la trattativa nemmeno c'è stata perchè lo sconto chiesto da Seat è troppo alto. People Care, invece, non ha intenzione nè di investire a Livorno nè di cercare nuove commesse, anzi le poche che c'erano non di Seat (vedi Findomestic) se le è già fatte saccheggiare dalla casa madre, cioè Contacta di Torino. Quindi, al di là che questa soluzione alimenterebbe solo l'agonia di 6 mesi senza una reale prospettiva, l'unica altra soluzione è che arrivasse un nuovo imprenditore che potrebbe venire a Guasticcei attirato dal fatto che Seat lascia il lavoro per un altro po' e magari dagli sgravi fiscali previsti dalla Regione. Le istituzioni, da parte loro, dovrebbero contattare almeno Findomestic, che è un'azienda toscana, che ha già lavorato con noi ed era contenta del nostro servizio. Qualche tentativo in questa direzione andrebbe fatto, inutile parlare di cooperative. E se vogliono dare una mano direttamente allora perchè le istituzioni locali o le società partecipate non danno a noi tutti i vari call center che hanno sparpagliati su diversi incarichi e operatori?

Infine, bisogna mettere l'accento su una cosa scandalosa: il 12.40 E' NATO a Livorno. Lo abbiamo creato noi, negli anni l'esclusiva ci è stata tolta, specie da quando è subentrata Contacta che si è sempre presa parte del lavoro (anche se adesso dice che non fa più il 12.40 dalla chiusura di Voice Care). Quello che va sottolineato è che sono 5 anni che ci dicono che i servizi sono in calo ecc... Questo è sicuraente vero, però i servizi in questione non vanno a morire e Seat gestisce anche tante altre commesse outbound che non sono soggette a questi cali (tipo recupero crediti, categorizzazione etc). Li abbiamo gestiti anche noi durante questo ultimo anno e parte di questi è stato affidato a co.co.pro, proprio in quanto servizi outbound. Adesso ci stanno piano piano togliendo di mano pure quelli. Non credo che questa parte di lavoro vada in Albania. Fino ad oggi non si è nemmeno sentito ipotesi pazze tipo "Si fa fare a Livorno e si rimette tutti a progetto". Probabilmente c'è proprio volontà di venire via da Livorno, ma non non molliamo.

Venerdi 13 marzo sciopero per tutta la giornata al call center e presidio dalle ore 10 sotto Palazzo Granducale in piazza del Municipio dove alle 11 si terrà l'incontro fra azienda, istituzioni e sindacato per la probabile chiusura della procedura 223 (licenziamenti). Ci raduneremo prima per dare una calorosa accoglienza a chi arriverà con le nostre lettere di licenziamento, pronte per essere spedite. Chiediamo la partecipazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, della cittadinanza e la disponbilità di presidiare fino alla fine dell'incontro.

Inviato a Senza Soste da Margherita Luperini (RSU COBAS People Care)

11 marzo 2015

vedi anche

Il far west dei call center

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