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Pistoia, gli arrestati estranei ai fatti. I comunicati di solidarietà

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 I danneggiamenti del circolo fascista Agogé-Casa Pound di Pistoia, avvenuti ieri pomeriggio, hanno portato all'arresto di tre compagni militanti, due dei quali appartenenti al Movimento Antagonista Livornese. Tra le molteplici accuse contestate, totalmente infondate per i motivi  che spiegheremo di seguito, quelle di lesioni, devastazione, saccheggio e violenza privata. La polizia ha valutato anche la posizione di altre persone: otto sono state denunciate per gli stessi reati contestati agli arrestati. Per tutta la notte compagni e compagne provenienti da Livorno e da molte altre città della Toscana hanno sostato davanti alla questura dove si sono radunate fino a un centinaio di persone.

I fatti

Agenti della Digos e della Polizia di Pistoia, dopo circa 40 minuti dai fatti, si sono introdotti nella sede di un circolo Arci del centro cittadino che si trova a poche centinaia di metri dalla sede fascista. Dapprima hanno chiesto le generalità agli oltre venti militanti che si trovavano all'interno mentre si stava svolgendo un’assemblea regionale sul tema ronde. Poi, circa due ore e mezza più tardi, gli agenti sono tornati e hanno prelevato e portato in questura gli stessi militanti già identificati.
Appare francamente inverosimile che persone che avrebbero compiuto un’irruzione all’interno di una sede fascista a un tiro di schioppo dal circolo Arci si ritrovino poi tranquillamente in assemblea senza preoccuparsi minimamente di eventuali rappresaglie o di interventi delle forze dell’ordine. Inoltre dalle testimonianze riportate dai giornali si parla di un gruppo di persone che risulterebbero essere completamente differenti dai profili attribuiti ai presunti autori del fatto.

Arresti imposti dall’alto

A parte questa incongruenza, non si capisce poi su quali basi siano stati comminati i tre arresti che rimangono in ogni caso una misura ingiustificabile per quel tipo di capi d'accusa. Probabilmente la presenza di un esponente del PdL all’interno della struttura al momento dell’irruzione (tanto per evidenziare una volta di più la totale contiguità tra i movimenti dichiaratamente neofascisti come Casa Pound e quelli presunti “post-fascisti” istituzionali come Alleanza Nazionale, di cui il consigliere pistoiese fa parte) ha fatto sì che ci fossero pressioni politiche sulla questura stessa che per fare venti identificazioni ha impiegato 12 ore durante le quali non è stato possibile comunicare con chi si trovava in questura e attendere svariate ore per fornire assistenza medica ad una ragazza che necessita di una terapia farmacologia particolare per gravi problemi di salute.
Un atteggiamento di rappresaglia che la questura di Pistoia non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte nel giro di un paio d’anni nella città: quelle di Casa Pound e di Forza Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano anche in molte altre città della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni e forze dell’ordine, come la presenza del consigliere del PdL all'interno della struttura dimostra ampiamente. (red.)

12 ottobre 2009

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Il Movimento Antagonista Livornese prende posizione sui fatti di Pistoia che hanno portato all'arresto di tre persone, tra le quali due appartenenti al movimento livornese. Nel comunicato inviato agli organi di stampa si afferma con forza l'estraneità dei compagni arrestati e si denuncia l'azione priva di logica della questura pistoiese, che ha agito in mancanza di prove e spinta dalle pressioni di un consigliere del PDL locale, inspiegabilmente all'interno del circolo neofascista. Ecco il comunicato:
 
Fuori tutt* subito!

Nella giornata di domenica a Pistoia sono stati arrestati due nostri compagni (tre in tutto) con l'accusa di lesioni e devastazione di un circolo fascista di Casa Pound.
Innanzitutto ribadiamo la totale estraneità degli arrestati a quei fatti visto che sono stati condotti in questura dopo oltre tre ore dagli stessi, prelevati da un circolo Arci a poche centinaia di metri da Casa Pound mentre stavano facendo un'assemblea regionale sul tema delle ronde.
E' quantomeno strano che persone che avrebbero compiuto un'irruzione all'interno di una sede fascista si ritrovino poi tranquillamente a poche centinaia di metri in assemblea senza preoccuparsi minimamente di eventuali rappresaglie o interventi delle forze dell'ordine. Esistono inoltre palesi contraddizioni, riportate anche dalla stampa, circa i partecipanti all’assemblea, che risultano completamente differenti dai profili attribuiti ai presunti autori del fatto.
A parte questa evidenza che smonta a priori la tesi degli inquirenti, non si capisce poi su quali basi siano stati comminati i tre arresti che rimangono in ogni caso una misura ingiustificabile per quel tipo di capi d'accusa. Probabilmente la presenza di un esponente del PdL all'interno della struttura al momento dell'irruzione ha fatto si che ci fossero pressioni politiche sulla questura stessa che per fare venti identificazioni ha impiegato 12 ore in cui non era nemmeno possibile parlare con chi stava dentro e nemmeno fornire assistenza medica ad una ragazza che necessita di una terapia particolare per problemi di salute.
Un atteggiamento di rappresaglia da parte della questura di Pistoia che non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte nel giro di un paio d'anni in città: quella di Casa Pound e quella di Forza Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano anche in molte altre città della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni e forze dell'ordine. La presenza di un consigliere del PdL all'interno della struttura ne è un esempio lampante. Alla luce dei fatti espost, chiediamo l'immediata scarcerazione dei compagni ingiustamente detenuti.
Al fianco dei tre compagni e di tutti gli antifascisti.

Movimento Antagonista Livornese

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Esprimiamo massima solidarietà ai compagni/e arrestati/e e a tutto il Movimento Antagonista Livornese ridabiamo con forza la richiesta di tutti i Comunisti Labronici affinché gli arrestati siano immediatamente rilasciati.
L'azione poliziesca di domenica pomeriggio che prima ha perquisito il circolo "Primo Maggio" di Pistoia, poi ha portato al sequestro di 25 persone che partecipavano a una assemblea, e infine all'arresto (senza motivazioni) di due compagni del Movimento Antagonista Livornese e un
militante di Massa, si inserisce nel clima di attacco da parte delle istituzioni nei confronti degli antifascisti.
Si è voluto chiaramente colpire una riunione regionale sul tema delle ronde e la presenza di un noto esponente locale del PDL dentro il circolino fascista di Casa Pound, ci pone più di un dubbio su chi abbia imboccato la questura pistoiese a intervenire in maniera così spropositata nei confronti di persone ESTRANEE ai fatti accaduti nel circolino denominato Casa Pound.
Ci schifa costatare, ancora una volta, come la stampa in queste ore continui a dare voce a chi ogni giorno accoltella gay, aggredisce militanti di sinistra e professa una chiara ideologia fascista e di come si continui a sbattere il "mostro" in prima pagina con tanto di nomi e cognomi quando si tratta di antifascisti.
Non ci stupiscono invece le prese di posizioni di esponenti del PD a livello regionale, da chi ha creato i presupposti per una ripresa dei gruppi neofascisti in Toscana ( e non solo ) non ci si poteva aspettare
altro.
Siamo sicuri che la risposta a questo innalzamento dello scontro da parte dello Stato sia l'antifascismo militante e la continua lotta contro lo stato di polizia creato dal governo e dai suoi servi.

CP1921
Figli di Dario 

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Come articolazione provinciale livornese del Sindacato dei Lavoratori intercategoriale esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per gli arresti avvenuti nella serata di domenica nei confronti di tre antifascisti toscani, di cui due nostri concittadini. 

Un fatto grave e che certamente deve far riflettere sul clima che si sta venendo a creare nelle città a causa di atteggiamenti discutibili da parte delle forze dell’ordine e di alcuni schieramenti politici che danno sponda all’avanzare di movimenti dichiaramente neofascisti che praticano e istigano all’odio razziale. 

Manifestiamo la nostra piena solidarietà ai due antifascisti livornesi arrestati e a tutti i compagni trattenuti domenica per ore nella Questura pistoiese sulla base di un teorema accusatorio quantomeno fragile, visto che appare improbabile che chi sta partecipando pacificamente a un’assemblea pubblica abbia pochi minuti prima devastato una sede di Casa Pound senza poi preoccuparsi di eventuali vendette o ricerche delle forze dell’ordine. 

SdL si fa sostenitore come sempre della difesa dei valori dell’antifascismo e si schiera al fianco di chi lotta quotidianamente contro l’avanzare e il proliferarsi di pericolose idee basate sull’odio e sulla discriminazione.

SdL intercategoriale Livorno

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Rabbia, sconcerto, preoccupazione, sono questi i sentimenti che ci sentiamo addosso, dopo la notizia dell’arresto delle compagne e dei compagni dell’Officina “Il Refugio” a Pistoia, anche per le modalità con cui è stato eseguito.

Per noi che li conosciamo bene, per avere spesso condiviso con loro molte battaglie, è come avessero arrestato due appartenenti al nostro Partito: la stessa rabbia, lo stesso sconcerto, la stessa preoccupazione.

E proprio perché li conosciamo, perché risulta evidente l’assoluta mancanza di elementi a loro carico e perché certi della loro estraneità ai fatti accaduti alla sede di Casapound, non possiamo che sentire puzza di un’operazione politica, volta ad allargare la strategia repressiva nei confronti delle forze antifasciste, antagoniste e comuniste che già troppo ha colpito nel nostro paese in questi anni.

Per questo chiediamo il rilascio immediato degli arrestati e manifestiamo la nostra piena solidarietà ai compagni e alle compagne del Movimento Antagonista Livornese e la nostra totale disponibilità a sostenere la loro lotta perché venga fatta luce sui fatti e si ottenga giustizia. 

Alessandro Trotta (Segretario PRC- Fed. di Livorno)

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Con gli antifascisti

Quello che è avvenuto l'altra notte ha Pistoia ha dell'incredibile.

Compagni "sequestrati" per ore , portati in questura dopo l'identificazione e la perquisizione che non ha prodotto risultati, poi due compagni e una compagna agli arresti gli altri denunciati.

Un ragazzo e una ragazza , due compagni e amici sono di Livorno, attivi nel movimento antagonista Livornese.

I compagni stavano partecipando ,insieme ad altre decine di persone ad una assemblea pubblica in un circolo Arci contro le ronde, quando ha fatto irruzione la polizia.

L'accusa è quella di aver partecipato all'assalto contro un circolo fascista di casa Paund, posto a poche centinaia di metri dal luogo dell'assemblea.

L'estraneità dei compagni è chiara, erano in riunione quando sono avvenuti i fatti a loro imputati, ed è chiaro il loro comportamento politico negli anni svolto nei movimenti , nelle lotte, alla luce del sole.

La montatura della questura deve essere smontata immediatamente, i compagni devono essere liberati, la compagna ha anche dei problemi di salute gravi, tutte le denunce devono essere ritirate.

Sinistra Critica invita tutta la sinistra, tutti gli antifascisti a mobilitarsi a sostegno degli arrestati e contro il pericolo fascista e razzista. In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una crescita di presenza di strutture neofasciste,  sostenute dal clima politico prodotto dal centro destra, quando non appoggiate direttamente.

Per questo partecipiamo al presidio di oggi davanti alla Prefettura e a tutte le iniziative a sostegno e in solidarietà dei compagni.

Sinistra Critica Livorno

 

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La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Livornese (FAI) esprime la propria solidarietà nei confronti degli antifascisti arrestati a Pistoia dopo i fatti di domenica 11 ottobre;

chiede l'immediato rilascio degli arrestati;

aderisce al presidio indetto dal Movimento Antagonista Livornese di fronte alla prefettura di Livorno per oggi 12 ottobre alle ore 18.00;

invita i cittadini, gli antifascisti, i lavoratori, le organizzazioni antifasciste e del movimento operaio ad aderire e a partecipare alla manifestazione di oggi e alle successive che saranno concordate.

Libertà  per gli antifascisti.

Per la Commissione di Corrispondenza

della Federazione Anarchica Livornese - FAI

Tiziano Antonelli

 

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La Sez. A.N.P.I. Bussoleno - Foresto - Chianocco esprime grande preoccupazione per la crescente tolleranza politico-sociale alle forme di aggregazione neofascista sul territorio italiano.
Appresa oggi la notizia dei fermi di venti militanti antifascisti/e e del conseguente arresto di tre di loro, codesta sezione desidera portare la propria solidarietà a chi in questo momento è privato della libertà personale per la sola colpa di difendere e diffondere i Valori della Resistenza antifascista. Altresì prova sdegno per le modalità con le quali tali fermi sono stati effettuati, considerando incivile un’idendificazione con fermo di polizia di dodici ore.
L’ A.N.P.I. Bussoleno - Foresto – Chianocco chiede a tal proposito, l’immediato rilascio dei compagni arrestati e maggiore trasparenza nello svolgersi delle operazioni di pubblica sicurezza, degne di un paese libero e civile.
 
Ora e Sempre Resistenza!!!
A.N.P.I. Foresto-Bussoleno-Chianocco
 
 
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La politica fascista e repressiva sta avanzando ormai da tempo,si è imposta ancora una volta domenica 11 ottobre a Pistoia con l'arresto ingiustificato di due compagni del MOVIMENTO ANTAGONISTA LIVORNESE e di un altro compagno.
Come giovani comuniste/i chiediamo l'immediata scarcerazione di coloro che sono soltanto le vittime di una repressione,che sia anche mirata.
SOLIDARIETA' LOTTA PER I COMPAGNI:ALESSANDRO,ELISABETTA,ALESSANDRO

LIBERI TUTTI E SUBITO!!
 
Giovani comuniste/i
 
 
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Alle 19 di domenica la digos ha fatto irruzione, senza mandato, presso il Circolo 1° Maggio di Pistoia dove si stava svolgendo un’assemblea regionale per organizzare le mobilitazioni contro le ronde fasciste.

Dopo l’identificazione dei 25 compagni/e presenti, hanno proceduto ad una minuziosa ma inconcludente perquisizione e portato tutti in questura per “accertamenti”.

La beffa dell’identificazione è durata otto ore! In questo tempo sono state compiute diverse illegalità dimostrando l'intenzione persecutoria e intimidatoria della PS contro quanti si organizzano e si mobilitano contro la riabilitazione del fascismo e il pacchetto sicurezza: hanno assunto un comportamento illegale (perquisizioni senza mandato, fermi pretestuosi) per intimidire, provocare e reprimere quanti si ribellano, si organizzano contro la mobilitazione reazionaria, lo sdoganamento del fascismo, il pacchetto sicurezza e le ronde e cercano di orchestrare una montatura politica per “pilotare” la sentenza del processo di Massa contro i compagni della Ronda Proletaria Antifascista del 25 luglio.

Alessandro della Malva, segretario della Federazione Toscana del Partito dei CARC  (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), già denunciato e imputato al processo di Massa e già sottoposto a obbligo di firma e la sua compagna, sono stati chiusi in una stanza al piano terreno mentre gli altri “fermati” sono stati portati tutti insieme in una stanza ai piani superiori.

A due minorenni presenti è stato negato il diritto di incontrare i genitori, alla compagna Elisabetta hanno negato il diritto di reperire un farmaco di cui aveva urgentemente bisogno oltre a ritardare ignobilmente l’arrivo dell’ambulanza.

Immediata la mobilitazione dei compagni della Toscana di varie forze e organismi, singoli e associazioni che per tutta la notte hanno presidiato la questura lanciando slogan e pretendendo la liberazione dei compagni fermati. Il presidio è durato fino all’alba quando la questura ha provato a salvarsi la faccia compiendo tre arresti per il solo motivo di giustificare un’operazione di vera e propria rappresaglia.

La Federazione Toscana del Partito dei CARC esprime la piena solidarietà ai compagni arrestati e a tutti i compagni vittime della repressione e punta il dito contro quelle autorità, istituzioni e partiti che pur dichiarandosi antifascisti non hanno mai fatto nulla per impedire l’apertura di veri e propri covi fascisti dove si fomenta l’odio razziale e la violenza.

Ci appelliamo ai comunisti, ai sinceri democratici, agli antifascisti affinché si mobilitino contro gli arbitri e gli abusi della digos e della PS e in solidarietà dei compagni fermati e arrestati.

La mobilitazione delle ultime ore è stata una prima risposta che ha visto diverse componenti del movimento comunista e antifascista scendere in campo per la solidarietà di classe. Con più forza ci mobiliteremo nelle prossime ore: teniamo alta la mobilitazione per la liberazione dei compagni.

Libertà per Alessandro, Elisabetta e Alessandro!

Chiudere i covi fascisti!
 
CARC
 
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Il Comitato Antifascista Antirazzista Versiliese (CAAV) esprime piena solidarietà ai compagni e alle compagne fermate, ai compagni e alla compagna arrestati per i fatti accaduti a Pistoia nel pomeriggio di domenica 11 .
Consideriamo quanto avvenuto un chiaro segnale dell'inasprimento della repressione poliziesca nei confronti di tutt@ gli/le antifascist@ .
Un evidente episodio intimidatorio contro chi si incontra, si riunisce e discute preoccupato della deriva fascista della società. Si incarcerano gli antifascisti mentre  teppisti in camicia nera infestano le nostre città  spesso alla ricerca della rissa e dell'aggressione ( frequenti gli accoltellamenti)  a danno di stranieri, gay, militanti di sinistra. Teppisti che godono dell'avvallo politico e del finanziamento dei fascisti in doppio petto mimetizzati sugli scranni amministrativi di Comuni, Province, Regioni,  come dimostra la presenza del consigliere comunale di AN-PDL Tomasi nella sede di Casapound a Pistoia. Ritiene, con la stessa consapevolezza che ha motivato i propri aderenti a dare vita prima al comitato versiliese poi al coordinamento toscano (CAAT), che bisogna urgentemente lavorare per riunire le forze antifasciste-antirazziste della regione. Invita a ricercare l'organizzazione di una importante risposta regionale con una mobilitazione vasta, centralizzata o diffusa, che richieda l'immediata scarcerazione dei compagni arrestati ( oggi rinchiusi a Solliciano) e la chiusura, su tutto il territorio toscano, dei covi fascisti, comunque si presentino. Invita tutti a ritrovarsi a Roma , il 17 prossimo, dietro gli striscioni del Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano (CAAT) e della richiesta di scarcerazione degli arrestati.

Comitato Antifascista Antirazzista Versiliese (CAAV)
 
 
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In relazione a quanto avvenuto domenica 11 ottobre a Pistoia dopo l’assalto di un gruppo di persone non identificato nei confronti del circolo di estrema destra Casa Pound, ARCI Livorno con il presente esprime solidarietà ai 3 ragazzi arrestati durante una riunione presso il circolo Primo Maggio di Pistoia con l’accusa di aver fatto parte del gruppo di aggressori.
Di fatto, l’arresto alla luce dei fatti è avvenuto senza prove e sulla base di supposizioni tali da non giustificare un procedimento di tale portata, maturato inoltre dopo una lunga nottata trascorsa in Questura per le procedure di identificazione.
ARCI Livorno oltre ad esprimere solidarietà ai tre giovani arrestati ne chiede il rilascio sulla base di un’assenza di prove oggettive e in riferimento alle contestuali dichiarazioni di estraneità ai fatti e di innocenza espresse dai ragazzi stessi.
Chiediamo inoltre che venga intrapreso un procedimento di indagine che restituisca verità a quanto accaduto.

Arci Livorno
RadioCage

 

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Il comitato contro il rigassificatore offshore di livorno si unisce a coloro che chiedono l'immediata scarcerazione di Alessandro ed Elisabetta, livornesi, e Alessandro, di massa. Con i primi due abbiamo condiviso alla luce del sole lotte per l'ambiente, contro il rigassificatore Off shore e per una vita migliore nel territorio e nella nostra città, e abbiamo imparato a conoscerli per la loro onestà e correttezza. A quanto e' possibile capire, non vi e' alcuna prova reale contro di loro, per cui l'attuale detenzione e' di fatto un abuso. Chiediamo pertanto la fine di questa farsa e il loro rilascio immediato.

Comitato contro il rigassificatore offshore di livorno

 

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Solidarietà agli arrestati zero tolleranza verso i fascisti

Gli arresti di ieri a Pistoia e i numerosi fermi avvenuti a Pistoia sono un grave atto di repressione che va a fare il paio con la provocazione fascista. Ai compagni arrestati e a quelli fermati va la nostra incondizionata solidarietà. Non si può passare sopra fatti di tale gravità. Gli antifascisti quelli veri, non il PD che sembrerebbe avere espresso solidarietà ai fascisti di CasaPound, devono mobilitarsi contro i rigurgiti fascisti, contro le menzogne demagogiche dell’informazione e contro la repressione.
 

Dada Viruz Project ( Viareggio )

 

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Domenica 11 ottobre 2009 nei locali del circolo Primo maggio di Pistoia si è svolta una riunione con la presenza di diverse realtà politiche e sociali della Toscana nell'ambito della proposta di costruzione di un coordinamento regionale contro le ronde introdotte dal pacchetto sicurezza.
La riunione era finalizzata ad organizzare un'assemblea regionale a Prato nei primi giorni di novembre per lanciare il coordinamento di cui si allega l'appello. Mentre la riunione si svolgeva, si sono presentati all'interno del circolo agenti della digos chiedendo di identificare tutti i presenti (come avremmo saputo solo molto dopo il motivo di ciò risiedeva negli accadimenti relativi alla sede di Casa Pound che si trova poco distante dal circolo).
Dopo l'identificazione, una massiccia presenza di polizia e carabinieri ha imposto la perquisizione dei locali del circolo Primo maggio e al termine della perquisizione, dalla quale non è risultato niente, tutte le oltre venti persone presenti sono state trasferite con le volanti in questura, senza avere nessuna spiegazione sulle accuse mosse. I partecipanti alla riunione sono stati trattenuti in stato di fermo fino alle cinque del mattino, per circa dieci ore al termine delle quali tre di loro sono stati arrestati con le accuse di devastazione, saccheggio, violenza e lesioni ed altri otto sono stati denunciati a piede libero per le stesse accuse. Vogliamo denunciare la gravità di quanto è successo: un'operazione di polizia, una vera retata contro una riunione pubblica, in una sede di quartiere e di movimento; dei provvedimenti giudiziari gravissimi senza nessun tipo di fondamento o di prova.
Chiediamo la liberazione immediata di tutti i compagn* arrestati e il ritiro delle denunce. Di fronte a questo tentativo di repressione e intimidazione affermiamo che continueremo a portare avanti il percorso e le iniziative programmati per la nascita di un coordinamento toscano contro le ronde.

Brigate di Solidarietà e per la Pace (brisop.noblogs.org)

 

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Il Lab Crash! esprieme solidarietà ai compagni e alle compagne coinvolti nell'ennesimo atto repressivo del governo Belusconi contro le situazioni antagoniste.
Ancora una volta dobbiamo indicare in casapound il pretesto per ritorsioni repressive contro chi da sempre è schierato dalla parte della vita, della dignità e della libertà.
Seppure nel terzo millennio i fascisti sono sempre gli stessi da un secolo: marionette in mano alla reazione e agli interessi del Capitale.
Ultimi rigurgiti delle fogne della storia nei tempi di crisi, casapound è l'altra faccia dei barbari al governo, è il solito manipolo di utili carogne da utilizzare per bloccare e contrastare le lotte sociali per i diritti e contro la crisi.

Fuori i compagni e le compagne dal carcere!
Liberi tutti e tutte!
Il futuro è nostro!

Laboratorio Crash! - Bologna

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Solidarietà agli antifascisti arrestati

Domenica 10 ottobre, una ventina di compagni del movimento toscano, riuniti in un'assemblea antifascista presso la sede 1° maggio di Pistoia sono stati fermati e trattenuti in questura in merito all'assalto avvenuto nelle ore precedenti ai danni della sede locale dell'organizzazione neofascista Casapound. Dopo un fermo di oltre dodici ore, tre persone sono state tratte in arresto.
Ribadiamo ancora una volta il nostro sdegno per il clima, creato grazie alle istituzioni ed ai partiti politici di entrambi gli schieramenti, di persecuzione nei confronti di tutti coloro che si battono per affermare e portare avanti i valori della Resistenza e dell'antifascismo.
Clima politico istituzionale che sta di fatto tollerando e legittimando le azioni dei neofascisti di Casapound, resisi protagonisti e venuti alla ribalta per le numerose aggressioni operate ai danni di immigrati, omosessuali ed antifascisti.
Nell'esprimere la nostra solidarietà ai compagn* colpiti dalla repressione, ci teniamo inoltre a ribadire che non intendiamo delegare le nostre pratiche antifasciste, e che continueremo a presidiare le nostre scuole, le nostre università e le strade delle nostre città per non lasciare nessuno spazio ai fascisti.

Ale, Eli, e Ale liberi subito!

Network Antagonista Torinese
CSOA Askatasuna, CSA Murazzi, Coll. Universitario Autono, Kollettivo Studenti Autorganizzati

 

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Arcigay Livorno esprime la propria solidarieta per i tre ragazzi trattenuti in stato di fermo giudiziario a seguito dell'attacco alla sede casapoud a Pistoia.

arcigay livorno
 
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LIBERTA' PER GLI  ANTIFASCISTI  ARRESTATI  A PISTOIA

Quello che è accaduto a Pistoia domenica  11 ottobre  è  di enorme gravità.

Lo strano ed  inquietante assalto alla sede neofascista Agogè-Casa Pound da parte di sconosciuti assalitori viene utilizzato come pretesto per una provocatoria operazione repressiva  di polizia contro gli antifascisti toscani.    C'  è da chiedersi dove fossero e cosa facessero le forze dell' ordine nel centro cittadino nello stesso momento, dato che gli  "sconosciuti assalitori" hanno avuto tutto il tempo per devastare i locali di Casa Pound uscire e dileguarsi del tutto indisturbati. 

Dopo però le stesse forze dell' ordine con grande solerzia ( a seguito di una fonte confidenziale imprecisata )si sono accanite contro l' assemblea  pacifica e già indetta da tempo dagli antifascisti toscani al circolo Primo Maggio contro le scelte del governo sulle così dette ronde e sul pacchetto "sicurezza".  Entrare  in un circolo politico, sapendo in anticipo non di trovare alcunché,  deportare negli uffici della questura una ventina di cittadini, fermarli,  arrestare tre di loro con l' accusa di essere tra i partecipanti all' assalto avvenuto nel pomeriggio a Casa Pound senza alcun elemento provante  è simile alle metodologie delle dittature sudamericane.  Bisogna considerare inoltre che tra gli arrestati, Elisabetta Cipolli necessita costantemente di particolari cure mediche.     Crediamo che tutta l' operazione sia stata manovrata dall' alto, per  accrescere la tensione in una regione dove la tradizione antifascista nata dalla resistenza è radicata nella popolazione.  Il tentativo della nuova destra estrema  di conquistarsi aree di consenso  è anche avvallata dalle scelte irresponsabili di partiti alla guida della Regione Toscana che solidarizzano con la destra piuttosto che verificare i fatti accaduti e difendere gli antifascisti. Nell' ultimo anno non si contano più le aggressioni  e gli assalti ai danni dei militanti di sinistra, migranti, ed omosessuali. 

Porteremo il 17 ottobre a Roma durante la manifestazione nazionale contro il razzismo, la stessa volontà politica degli arrestati di battersi contro le ronde e il pacchetto " sicurezza ".

 Chiediamo a tutti gli antifascisti toscani di mobilitarsi ovunque contro le nuove destre  e contro le ronde.

Tutte le sedi neofasciste devo essere chiuse e  considerate fuorilegge .

Chiediamo la scarcerazione immediata di Elisabetta Cipolli, Alessandro Orfano e Alessandro Della Malva, che hanno l' unica colpa agli occhi del prefetto e del questore di Pistoia di essere antifascisti.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI  

Coordinamento della Toscana

 

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Il Collettivo Anarchico Libertario esprime la propria solidarietà ai compagni arrestati in seguito ai fatti di domenica scorsa a Pistoia.
Una persona infatti è in carcere a Pistoia e due persone sono ai domiciliari, mentre altre sono denunciate per la sola colpa di aver partecipato ad una assemblea contro le ronde in un circolo ARCI.
Infatti domenica 11 ottobre a Pistoia la polizia ha fatto irruzione senza mandato in una assemblea alla quale stavano partecipando realtà da tutta la toscana. Questo è stato fatto con il pretesto di cercare prove per collegare i partecipanti all'assemblea all'aggressione a danno di una sede fascista, avvenuta poche ore prima nella stessa città. Nonostante nessuna prova sia stata trovata, nonostante i compagni siano completamente estranei  ai fatti, i partecipanti all'assemblea sono stati portati in Questura dove hanno trascorso l'intera notte. La mattina tre compagni sono stati trattenuti agli arresti. Già dalla sera di domenica è partita una forte mobilitazione di solidarietà attiva con un presidio sotto la Questura di Pistoia che è durato l'intera notte. Quanto è successo è gravissimo, è chiaro che si è voluto colpire chi cerca di costruire percorsi di lotta, che si è voluto colpire il movimento antifascista pistoiese e toscano. I compagni devono essere subito liberati. Il Collettivo Anarchico Libertario appoggia le mobilitazione che a Livorno come in altre città si stanno svolgendo per ottenere la libertà dei compagni arrestati.

LIBERI TUTTI LIBERI SUBITO!

Collettivo Anarchico Libertario
 
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I Verdi di Livorno - Livorno Libera esprimono solidarietà ai ragazzi arrestati domenica scorsa a Pistoia per le vicende relative a Casa Pound. Esprimiamo soddisfazione per la concessione degli arresti domiciliari ai due livornesi - Alessandro ed Elisabetta - del Movimento Antagonista Livornese: questo dimostra le incongruenze e l'evidente fragilità del castello accusatorio, e ovviamente ci auguriamo che prima possibile possa concludersi questa vicenda, con la completa estraneità  dei fatti da parte dei ragazzi coinvolti.
Al tempo stessi i Verdi di Livorno - Livorno Libera intendono mantenere costante l'attenzione sull'intera vicenda e dare il proprio contribuito alla necessaria sensibilizzazione.

Livorno, 15 ottobre Verdi di Livorno - Livorno Libera
 
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COMUNICATO DELLO SPAZIO LIBERATO EX BREDA EST. CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

CASA POUND E DINTORNI

E’ difficile trovare le parole per descrivere quanto è successo a Pistoia domenica 11 ottobre, quando un gruppo di soggetti affetti da cretinismo politico, venuto da chissà dove, ha devastato la sede di Casa Pound. Questa azione ha creato gravi problemi a chi da mesi o anni sta cercando di intervenire nel nostro territorio per ricostruire, pur con modalità diverse, un tessuto sociale sempre più disgregato e anche a chi, a livello regionale, si sta muovendo per attivare pratiche sociali contro l’orribile “pacchetto sicurezza” del governo Berlusconi (vedi i tre arresti e le nove denunce nei confronti di soggetti la cui unica colpa è stata quella di trovarsi in assemblea nello stesso momento in cui avveniva l’incursione contro Casa Pound).

Per quanto ci riguarda, noi dello Spazio Liberato non abbiamo mai pensato che il vero problema della nostra città fosse la presenza di Casa Pound o di Forza Nuova la cui pericolosità, dal punto di vista politico e sociale, è prossima allo zero. Questi soggetti sono soltanto le spie più visibili del progressivo imbarbarimento della nostra società. Una società che è il prodotto di un sistema politico che ha cercato, ad esempio, di risolvere un problema epocale come quello dei migranti, prima attivando i Centri di Permanenza Temporanea (ora Centri di Identificazione e Espulsione) e poi procedendo ai respingimenti di una massa di diseredati che cerca di approdare nel nostro Paese fuggendo dalla fame e dalle guerre. Un sistema politico che per risolvere la propria crisi scatena guerre e crea disoccupazione e precarietà, contribuendo così a distruggere legami sociali, solidarietà e saperi sui quali anche la nostra città, pur con molte contraddizioni, aveva fondato il proprio divenire.

Come Spazio Liberato abbiamo cercato, con molta modestia, di dare alcune risposte al disagio che attraversa la nostra città, coniugando attività legate alla sperimentazione teatrale e musicale con percorsi immediatamente politici e/o sociali come la solidarietà concreta ai lavoratori della Radicifil, la raccolta di fondi per curare i bambini di Gaza e per i terremotati dell’Abruzzo, l’attivazione di percorsi non emarginanti nei confronti dei tanti migranti presenti nella nostra provincia. E ancora: il Gruppo di Acquisto Solidale, gli interventi sui temi dell’ambiente e della salute, le mostre di pittura e di fotografia, i cicli di film, i corsi di musica e di teatro e le tante cene conviviali per autofinanziarci. Il tutto nella ricerca costante del coinvolgimento dei soggetti interessati, con un esercizio continuo della democrazia mediante assemblee settimanali aperte a tutti coloro che hanno proposte da fare. Assemblee difficilissime e faticose perché composte da tanti soggetti diversi fra loro per storie, culture ed esperienze, con in comune solo una pratica concreta e costante contro le culture fasciste e razziste (che non sono certo esclusive di Casa Pound) diffuse a piene mani dalla gran parte dei detentori della cosa pubblica.

Basta leggere i comunicati istituzionali che in questi giorni sono stati pubblicati, tutti molto simili fra loro, per capire come la non-violenza proclamata a gran voce sia priva di ogni contenuto e serva solo da paravento per nascondere la responsabilità politica di quanto è successo. Può sembrare paradossale, ma non lo è poi tanto, affermare che l’assalto a Casa Pound è il risultato di un sistema politico che, con diverse responsabilità, produce costantemente odio e violenza e dove la razionalità è sommersa dallo spettacolo osceno del potere, ben rappresentato dall’attuale presidente del Consiglio, grande organizzatore di orge a base di escort e cocaina.

Pistoia, 15 ottobre 2009

SPAZIO LIBERATO EX BREDA EST

 ***

Solidarietà da parte dei compagni e delle compagne dell'Aula R, vi siamo vicini nella rabbia e nella lotta.
Saremo presenti questa sera all'assemblea regionale.
 
Compagni e compagne del Collettivo Aula R e dell' Aula R
 
***
 
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – FEDERAZIONE DI PISTOIA

Il fatto accaduto alla sede del movimento neofascista Casa Pound è radicalmente estraneo alla nostra cultura e al nostro modo di intedere le battaglie culturali e politiche. Simili eventi alimentano un clima deletereo per la nostra città, con il solo risultato di regalare visibilità ad un movimento, Casa Pound, che per quello che ci riguarda esprime una cultura e un progetto politico antidemocratici e autoritari che rigettiamo senza mezze misure.

Aspettiamo che vengano chiarite le dinamiche di un gesto sconsiderato quanto oscuro per svolgimento e tempistica. Prendiamo atto con preoccupazione delle perquisizioni al circolo Primo Maggio durante una riunione, nelle quali niente è stato trovato, sottolineando così l'estraneità del circolo stesso a tale aggressione; speriamo vengano anche chiarite le circostanze del contestuale trasporto in massa in questura di tutti i presenti e all'arresto di tre di essi. In attesa di accertare le eventuali reali responsabilità di singoli, al circolo va la nostra solidarietà unita all'adesione all'assemblea indetta per discutere di ciò che è accaduto, per la quale vogliamo rilanciare invitando da tutte le città italiane le persone colpite in questi anni dalle aggressioni squadristiche dei fascisti di Casa Pound.

Qui sta secondo noi il paradosso incredibile che illumina l'idiozia di gesti quali l'aggressione: esso ha spinto in questi giorni tanta parte della politica cittadina e nazionale non tanto a stigmatizzare l'aggressione in sè, quanto a dare solidarietà incondizionata ad un movimento che fa proprio della violenza, del razzismo e del più bieco squadrismo una sua ragione d'essere. Sono decine i casi di violenze subite da giovani di sinistra, studenti, manifestanti, militanti antifascisti picchiati, manganellati, aggrediti in questi anni dai signori di Casa Pound un po' ovunque in Italia (ricordiamo, su tutte, l'aggressione, spranghe alla mano, agli studenti di piazza Navona con seguente aggressione negli studi Rai di "Chi l'ha visto", programma colpevole di aver mandato in onda le immagini delle violenze).

Da tempo denunciamo un clima pesante nella nostra città, curiosamente concomitante con la "calata" di sedi neofasciste installatesi nelle zone storicamente più popolari di Pistoia. Sono già molti gli episodi di violenza (più o meno organizzata) contro attivisti di sinistra o semplici giovani nella nostra città, rei magari di indossare la maglietta sbagliata; quotidiani gli episodi di intolleranza contro gay e lesbiche; tante le scritte fasciste ed i simboli nazisti apparse su muri e su monumenti posati al ricordo delle vittime innocenti del nazifascismo.

Il Partito della Rifondazione Comunista è interessato a discutere di tutto ciò, a impegnarsi con tutti coloro i quali, indisponibili a subire violenze ed intimidazioni ulteriori in una città che ha vissuto la pagina gloriosa della Resistenza antifascista, vogliano usare le armi della politica, dell'intelligenza e della cultura contro quelle del razzismo e della prevaricazione, unendoci in una battaglia contro l'intolleranza e lo squadrismo affacciatosi nella nostra città e spesso troppo taciuto da chi oggi inorridisce di fronte al solo ultimo evento, e a ristabilire un clima di reale democrazia e partecipazione a Pistoia.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Pistoia
 
***
 
Solidarietà dall'Ucraina
 
Dear comrades!

We, Coordination council of worker`s movement of Ukraine (KSRD) and edition of the newspaper "Workers` Action", expresses the solidarity with the comrades arrested in Pistoia. Your letter we, as always do, have in reduced form translated on Russian and we acquaint with it our comrades and readers in Ukraine and the countries of the former USSR. The information on a site is placed here:

http://proletar.org.ua/news/ 4027/15102009-italiya-svobodu- tovarishcham-iz-pistoii

Inform, please, to what addresses it is necessary to send letters of the protest.

Yours faithfully,

Coordination Council of worker`s movement of Ukraine (KSRD) Edition of the newspaper "Workers` Action", http://proletar.org.ua
iua  www.hostpro.ua

TRADUZIONE:

Cari compagni,

il Consiglio di Coordinamento del movimento operaio dell´Ucraina (KSRD) e la redazione del giornale "Azione Operaia", esprimono solidarietà ai compagni arrestati a Pistoia. Come facciamo sempre, abbiamo tradotto la vostra lettera in forma ridotta e metteremo al corrente i nostri compagni e lettori in Ucraina e nei paesi dell´ex-URSS. E´ pubblicata nel sito

http://proletar.org.ua/news/ 4027/15102009-italiya-svobodu- tovarishcham-iz-pistoii

Dateci informazione a quali indirizzi inviare lettere di protesta,

Sinceramente vostri
 
***
 
Solidarietà dalla Norvegia
 
Solidarity with the trialed antifascists in Massa, Italy
 
Serve the People – Communist League of Norway expresses its solidarity with the antifascists in Massa, Tuscany who are to be put on trial 9th October.
The harrasment antifascists in Berlusconi’s Italy is exposed to, is not widely known in Norway, but is anyway proving that Italy is not a democratic country.
 
Italy is still recognized by the rest of the world as one of the leading industry nations in Europe. As founding members of what’s now called the European Union and as members of the monopolies’ G8 coalition the country is regarded as one of the most successful countryes in the world after World War 2.
 
But the fascist heritage still lives on in Italy, and the country is greatly diversed between the workers’ movement and the fascist movement of all its grim faces.
 
A successful antifascist struggle is dependent on mobilizing all progressive forces – the broad masses – to fight fascism. The CARC party and the Solidarietà Proletaria are leading in this struggle in Italy. We express our support to your struggle.
 
Intensify the struggle for the people’s liberation!
Fight all racism and fascism!
Long live international solidarity!
 
Serve the People – Communist League
Norway
 
  ***
 

PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ CON GLI ANTIFASCISTI COLPITI DALLA REPRESSIONE!

LIBERTA’ PER I COMPAGNI ARRESTATI!

VENERDI’ 16 OTTOBRE 2009

ORE 17,00

PIAZZA MUNICIPIO



Alla luce degli ultimi aggiornamenti diffusi (riportati qui di seguito) sulla situazione dei tre compagni arrestati per antifascismo a Pistoia, promuoviamo una manifestazione di solidarietà per chiederne l’immediata liberazione in contemporanea con la mobilitazione che si terrà domani a Pistoia. Il disegno reazionario dietro agli arresti pretestuosi dei tre compagni toscani così come alle perquisizioni e ai fermi a danno dei compagni napoletani dei giorni scorsi, è sempre più palese: la destra istituzionale al governo che finanzia Casapound, promuove razzismo e omofobia, sta facendo pressione su polizia e forze dell’ordine varie per andare oltre le leggi esistenti e intimidire attraverso punizioni esemplari coloro che con determinazione intendono fermare la loro avanzata.

E’ necessario non abbassare la guardia, non far passare sotto silenzio ciò che con l’uso dell’arroganza e della violenza padronale vuol ottenere la destra clericale e camorrista! La Iervolino che ha sempre vantato antifascismo e richiamato alla medaglia d’oro alla Resistenza della città di Napoli, ha osato equiparare l’occupazione degli intrusi di Casapound alle occupazioni frutto della lotta di riappropriazione ed  emancipazione dei proletari dei movimenti napoletani: un tentativo per ridurre fascismo e antifascismo ad uno scontro di idee di opposte fazioni e di confondere le idee, buttare fumo negli occhi a chi si sta domandando cosa accade, chi sono i responsabili della violenza contro omosessuali, lavoratori stranieri, donne?…. Al servizio di chi lavorano coloro che si rendono responsabili di questi crimini (e che ne siano coscienti e consapevoli è secondario!) e quale scopo perseguono?

Il fascismo non è una questione di opinione, sono azioni concrete che spediscono all’ospedale omosessuali, immigrati, donne e persone di sinistra e quando peggio al cimitero. Non importa sentirsi o chiamarsi “fascisti”, “Casapound”, Forza Italia, MSI, La Destra, Topolino o Paperino…. sono i fatti quelli che contano. Fatti compiuti da persone usate come manovalanza da chi ha necessità di promuovere una mobilitazione popolare che metta masse popolari contro altre masse popolari (dividi e impera!) per agire indisturbato a compiere le manovre dolorose  necessarie per conservare lussi e privilegi nonostante la crisi generale acuta. Gli ispiratori di omofobia, sessismo e razzismo sono sotto gli occhi di tutti: il Vaticano predica e la banda di mafiosi raccolta attorno a Berlusconi mette in pratica.

La Iervolino è combattuta tra due fuochi e sta cercando di mantenersi a galla nonostante la tempesta che sta attraversando ormai da tempo le istituzioni della nostra regione, ma noi possiamo e dobbiamo farle “capire” da quale parte schierarsi! Così come qualche tempo fa firmò l’appello “contro la persecuzione dei comunisti”, ora è chiamata a rispettare la Costituzione Italiana Antifascista e quindi non solo a condannare Casapound allo sgombero ma anche a prendere posizione chiara contro i gravissimi episodi repressivi a danno degli antifascisti napoletani, toscani e non solo!

Tutti i comunisti, gli antifascisti, i progressisti e i sinceri democratici sono chiamati a fare il proprio dovere: togliere agibilità politica ai fascisti, unirsi per opporre una resistenza efficace al braccio violento della repressione solidarizzando con i compagni colpiti, mobilitarsi e mobilitare per impedire la svolta reazionaria dei padroni!

Partito dei Comitati di Appoggio alla resistenza per il Comunismo (CARC)

Federazione della regione Campania

***

Esprimiamo la massima solidarietà a tutt* i compagn* arrestati, perquisiti, indagati Domenica 11 ottobre a Pistoia.

I fatti:

Domenica 11, nel pomeriggio, si sta svolgendo nei locali del circolo " 1° Maggio" di Pistoia, una riunione tra diverse realtà della Toscana per la costruzione di un “coordinamento regionale contro le ronde” introdotte dal pacchetto sicurezza.

Mentre la riunione si svolge, al circolo arriva la Digos. Pretende prima, come al solito, di identificare tutt* i presenti. Poi, con “l'aiuto di polizia e carabinieri”, perquisiscono il circolo. Non trovano niente e, mai contenti, portano le oltre venti persone in questura caricandoli sulle volanti.

Nessuna spiegazione del “perchè dei fatti” viene data alle persone prima identificate, poi perquisite, poi trascinate in questura.

Solo qualche ora più avanti la polizia sosterrà di aver agito in conseguenza della rottura delle vetrine e di un'irruzione contro la sede di Casa Pound Pistoia che si trova nelle vicinanze del Circolo Primo Maggio ad opera di “ignoti travisati”.

Tutt* restano in stato di fermo in questura fino le 5.00 del mattino e interrogati, poi:

  • 3 persone vengono trattenute in arresto con le accuse di “devastazione e

  • saccheggio”, “lesioni” e “violenza”

- 8 denunciati e sotto indagine per le stesse accuse

 

Alla gravità di un' operazione di polizia condotta con arbitrarietà e numerose scorrettezze procedurali. Alla gravità di una retata, di fatto, contro persone estranee ai fatti e riunite in assemblea dentro un circolo Arci. Alla gravità del modo pretestuoso di “colpire nel mucchio” compagn* not* e “colpevoli” solo del proprio impegno sociale e politico.

Si aggiunge la gravità delle accuse e dei reati contestati.

 

Devastazione e Saccheggio, da 8 a 15 anni di carcere:

le lotte si colpiscono così!

 

Polizia e Giudici hanno scelto, per punire i “supposti” ( e ribadiamo “supposti”) , colpevoli dell'attacco alla sede di Casa Pound Pistoia, di utilizzare il reato di Devastazione e Saccheggio.

Lo stesso reato contestato ai responsabili della Strage del Vajont di 40

anni fa (3.500 morti e 3 paesi spazzati via) e, con disinvoltura, ai 10 manifestanti condannati per le proteste al G8 di Genova 2001. Un reato che, da tempo ormai, magistratura e forze dell'ordine sostituiscono a quello di “danneggiamento”, considerato “troppo leggero” in termini di pena prevista, laddove i fatti siano riconducibili o collegabili a dinamiche di lotta sociale e politica e/o ci sia il sentore di una “matrice ideologica”.

La giustizia italiana tenta, e sta riuscendo spesso, a “regalare” decine di anni di carcere equiparando, in termini di pena e gravità morale, la rottura di una vetrina ad un omicidio colposo.

Nel caso dei manifestanti di Genova la pena e' stata addirittura aumentata in appello per farne un caso esemplare.

Non va dimenticato come queste operazioni siano sempre seguite dal can can mediatico teso a stigmatizzare i singoli episodi.

Appare evidente il tentativo di accreditare una prassi giudiziaria da poter utilizzare, abbinata al manganello in questi anni di crisi ed incertezze, contro lotte e resistenze sociali potenzialmente in crescita.

L'uso del reato di devastazione e saccheggio è cucito sull'esigenza di accreditarlo agli occhi dell'opinione pubblica come il meccanismo con il quale si puniscono i conflitti sociali senza “esporsi”, senza dover riconoscere il merito delle questioni, senza leggittimare politicamente l'avversario. Devastazione e Sacchegio per trattare le lotte come meri problemi di ordine pubblico, ma con pene elevate al quadrato.

Tutto questo non deve accadere.

Liber* tutt* / Prosciolt* tutt*

Da Firenze:

-CSA nEXt Emerson

-Movimento di Lotta per la Casa

-Rete Insicuri
 
***
 
La solidarietà del CPAFiSud per gli arrestati a Pistoia

Domenica 11 ottobre, durante una riunione per la costruzione di un coordinamento regionale contro le ronde, decine di poliziotti hanno fatto irruzione nella sede del circolo I Maggio a Pistoia, perquisendo locali e macchine dei presenti e sequestrando oltre 20 persone.
Motivazione ufficiale dell'irruzione il danneggiamento - avvenuto nel primo pomeriggio - della sede dei fascisti di Casapound. Nella sede era presente anche, come a voler confermare quanto filogovernativi siano in realtà questi fascistelli "non conformi", un consigliere comunale del PDL.
Riteniamo gravissima l'irruzione della polizia nel circolo politico I Maggio, durante una assemblea pubblica. Nei mesi scorsi diversi compagni e realtà antifasciste pistoiesi hanno ripetutamente subito attacchi fisici di tipo squadrista e mai la questura è intervenuta perquisendo le sedi dei fascisti. Questa volta si è voluto invece dare ulteriore dimostrazione del clima repressivo e della collusione sia politica che "personale" dei fascisti di Casapound, come Forza Nuova del resto, con questura e forze governative.
Riteniamo gravissimo l'aver portato oltre 20 compagni in questura, trattenendoli fino a notte fonda, arrestando tre persone e denunciandone altre 8. Una prima importante risposta si è già avuta nella sera stessa di domenica con 100 compagni provenienti da diverse città in presidio sotto la Questura di Pistoia, principale responsabile di quanto avvenuto. Da parte nostra saremo presenti nelle mobilitazioni che si riterranno di organizzare fin da stasera a Livorno, ed in sostegno materiale ai compagni rinchiusi nel carcere fiorentino di Sollicciano
 
***
 
Il circolo comunista "che" guevara di ponsacco esprime totale solidarietà ai compagni arrestati per i fatti di pistoia e comunica che sabato sarà alla manifestazione, contro ogni tipo di revisionismo interno alle associazioni e partiti di "sinistra" che esprimono una vergognosa solidarietà ai fascisti di casapound. nessuna solidarietà ai fascisti !!
il circolo invita tutti a partrecipare domenica 25 alla giornata multietnica e antifascista che si terrà in piazza della repubblica a ponsacco.

Circolo comunista "Che" Guevara - Ponsacco

 

 

 

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