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Riflessioni natalizie su città e partecipazione: le riflessioni di due lettori

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Il canto delle Sirene (requiem per la partecipazione)

livorno_palazzo_comunale.jpgC'è un Sindaco che si accredita piuttosto platelamente come innovatore (lo ha fatto in questi giorni sparando a zero su coloro che guardano al passato, definendoli partecipatori di professione), ma in realtà si inserisce nella tradizione locale del "finanziamento mordi e fuggi" che tutto giustifica e modella. E ovviamente legittima.

In questa circostanza Cosimi ha colto il bersaglio grosso, architettando una poderosa finzione intorno ad un obiettivo teoricamente benemerito (il nuovo Ospedale). Per questo ha reclutato professionisti e intellettuali, dopo essersi guadagnato il consenso militante di Nazione e Tirreno (forse non a caso). Qualsiasi altra valutazione di merito, basata sulla valutazione comparativa dei fatti e delle circostanze, in questo contesto non puo' avere cittadinanza. Anche questa storia della fiscalità invariata (rivendicata con l'ultimo bilancio preventivo assurdamente schiacciato sulle festività natalizie), alla luce di uno dei sistemi tariffari più elevati del Paese, comincia ad assumere i contorni di una barzelletta.

Se il patrimonio venisse gestito correttamente, l'evasione tributaria venisse recuperata, le caste inamovibili si riducessero gli onorari e le indennità di servizio e le aziende producessero risorse per la Comunità (invece di spennare le utenze domestiche di coloro che hanno sempre pagato), anche un ritocco delle addizionali Irpef sarebbe ben accetta se tutto questo dovesse determinare una più equa distribuzione del reddito e delle opportunità sociali, oltre che favorire la riemersione dell'economia sommersa su cui si regge in gran parte il sistema Livorno. Da parte sua Ciro Bilardi su questo sito fa un'analisi impeccabile, riprendendo l'analisi su commissione fatta dal Prof.Paoli. Non di nuovo ospedale si tratta, ma di presidio specialistico, e tutto il resto? Da quale cilindro spuntano fuori quei 160 milioni della Regione, forse dalla constatazione più realistica che il piano finanziario elaborato dalla Asl, e in buona parte centrato su operazioni transattive con il Comune, non è attuabile se non nel lungo termine e poi si scaricherebbe pericolosamente sul mercato immobiliare svuotando ogni tentativo di seria e ordinata pianificazione?

Insomma, siamo di fronte (con buona pace dei consiglieri del Principe che si dilettano sui giornali e che giocano con i capo redattori dei giornali) ad una deriva molto esclusiva e vecchia di quarant'anni. Un vecchio giochetto che ha fatto costruire il cavalcavia del Corallo (con l'alibi del "sostegno all'occupazione locale"), demolire il Cantiere e poi sostituirlo con una immobiliare che ora la Lega delle Coop non riesce a far decollare, immaginare la riqualificazione dei quartieri Nord senza alcun serio riscontro di fattibilità in termini di opere cantierabili, affidare le opere di urbanizzazione di una zona strategica come Nuovo Centro ("a scomputo") ad un Consorzio che ha utilizzato le prenotazioni onerose degli aventi diritto per lottizzare e contestualmente coprire i propri sconfinamenti bancari (stessa operazione di Berlusconi con Milano 2, andatevi a leggere IL Dossier Berlusconi anni 70 edito dalla Kaos).

Tuttavia questa volta siamo al salto di qualità. Perchè è in ballo il sistema socio sanitario dell'Area, il rischio sociale legato alla tutela di una popolazione (lo dicono i dati del Sole 24 H) tendente a un progressivo invecchiamento. E dunque, con uno spettro di patologie molto specifiche. E' in ballo dunque una questione di civiltà giuridica e sociale, prima che il prestigio di un Sindaco molto sensibile ai temi dell''eccellenza e  del prestigio territoriale (si veda anche l'operazione Scoglio della Regina), ma dimentico di interventi fondamentali (anche nella rete dei servizi) per un funzionamento davvero sostenibile dell'intera città. Paoli bypassa tutto questo perchè nella sua cultura pragmatica (si occupa e bene di contenitori, non di sistemi sanitari) non c'è spazio per il principio di responsabilità. E alla fine del suo urlo d'amore per Cosimi (non per la Giunta, si badi bene) sul filo di un sorprendente paradosso associa la figura di Cosimi a quella  di Ulisse, legato al palo per contrastare i sussurri delle sirene.

A questo siamo arrivati. A un Sindaco Ulisse che trascina i cittadini nella sua avventura megalomane. Ai cittadini lamentosi che quando chiedono il riconoscimento di un diritto sostanziale e il rispetto di garanzie sociali e ambientali diventano petulanti e vanamente seduttivi quanto le sirene omeriche. Insomma, qualcosa di simile a quel fenomeno eversivo chiamato partecipazione che spesso e volentieri è anche fabbrica di cultura e di etica politica.

Sergio Nieri

***

Diritto al sogno

1°scena-
Natale a Beverly Hills sarà giudicato dal Ministero per i beni Culturali film di interesse culturale e nazionale. Ciò comporterà che il film sarà considerato film d'essai con i relativi benefici di carattere fiscale. Intanto il film è già campione d'incassi nei luoghi dove è stato proiettato. Il film raccoglie, senza nessun garbo artistico, un mare di cazzate e di volgarità in chiave maschilista. Un film vuoto in cui si può assaporare il gusto del nulla.

2° Scena-
Il Duca, e la sua cricca di Vassalli telecomdandati dal Decoder DS, ha tenuto la conferenza di fine anno. Nella conferenza, affollatissima di sudditi e fedeli, il Duca ha esposto il verbo della sua partecipazione e ha coniato come eretiche le altre partecipazioni. Il Duca, in un aflato mistico, si è incarnato nel sindaco di Parigi e poco è mancato che si reicarnasse in Giovanna D'Arco come paladina della partecipazione partecipata. Dopo di che il duca si è autobeatificato snoccilando la opere buone fatte quest'anno, alla fine della liturgia il senso di vuoto era al massimo tant'è che alcuni spettatori sono stati soccorsi in crisi di overdose di ipocrisia da nichilismo.

3° Scena-
Termini Imerese chiude! La Fiat ringrazia gli operai e i finanziamenti pubblici e continua la sua opera di delocalizzazione industriale in asia. Il movimento operaio continua la sua evaporazione scaldato dalla decostituzionalizzazione del lavoro, dal capitalismo etico di santa romana chiesa, dal sindacalismo di parrocchia e dagli estremismi infatili senza progetto. Il nulla avanza sul corpo della povera gente.

4°Scena-
"Nichilista dal latino nihil, nulla (...). Il nichilista è un uomo che non si inchina davanti a nessuna autorità, che non accetta neppure un principio sulla fiducia, qualunque rispetto sia circodato questo principio." -tratto da Padri e Figli I.S.Turgenev-
Purtroppo la letterina di natale di Di Pietro non appartiene a questo ma segue scopi da cane pastore opportunista che fanno più male che bene a sinistra. I cani pastori sono sempre in cerca di feudi e greggi da condurre in barba al socialismo.
 
Conclusione: in queste 4 scene il senso del non senso tinge la carta insieme al bieco individualismo e all'opportunismo senza principi che non siano il dio danaro o il potere. Il nulla che risulta come negazione di ogni cosa ci stringe alla gola e segna il nostro tempo. Il futuro che si intravede è privo di orizzonti e si preannuncia gravido di precarietà. Questo uccide qualsiasi energia vitale. Come conseguenza di questo stato di cose prende piede il sentimento del nulla che sviluppa l'atteggiamento nichilista che travolge identità, libertà, verità, sensi e scopi e sulle cui macerie sorgeranno nuove individualità e tirrannie. Ecco la ragione per cui occorre opporsi e partecipare alla  fornazione delle scelte. Ecco la ragione per cui abbiamo il diritto di sognare anche se per qualcuno siamo solo dei pazzi. Buon natale sognatori.

Dattero

24 dicembre 2009 

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