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Rigassificatore: 10 domande "scomode" per le istituzioni

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offshore-grande-bugiaDIECI DOMANDE SCOMODE AI NOSTRI AMMINISTRATORI E RAPPRESENTANTI A CUI PRETENDIAMO RISPOSTA

Ad oggi, anno 2010, a distanza di ben 8 otto anni dalla presentazione del progetto, il terminale gas offshore, con la scandalosa sentenza del consiglio di Stato, sembra avviarsi al suo compimento.
A questo punto se davvero il buonsenso andrà a perdere e la realizzazione del progetto si fa così vicina, è giusto che ai cittadini venga data notizia di tutta una serie di informazioni:

Questo e molto altro i cittadini livornesi hanno il diritto di sapere in particolare da Lamberti, ex sindaco di Livorno, da Cosimi, sindaco di Livorno, da Cinuzzi, ex dirigente ASA, da Manacorda, ex presidente ASA, da Filippi, senatore della Repubblica, da Nocchi, ex segretario CGIL, da Strazzullo, attuale segretario della CGIL, da Bussotti, ex assessore all’ambiente del Comune di Livorno, da Kutufà, presidente della Provincia e da molti altri che in questi anni hanno architettato questa serie di menzogne.
Visto che non si vergognano almeno abbiano il coraggio e  la decenza di rispondere. O faranno come Berlusconi?.

I cittadini livornesi hanno il diritto di sapere:

1) Che fine hanno fatto i 200/300 nuovi posti di lavoro, fra occupazione diretta e indotto, che dovevano essere creati dall’impianto OLT?

2) Che fine hanno fatto i risparmi fino al 10% sulle bollette del gas per i livornesi e per gli altri utenti di ASA?

3) Che fine hanno fatto i benefici per l’ambiente dovuti alla riconversione a metano della centrale ENEL del Marzocco?

4) Che fine hanno fatto le promesse di riconvertire al Cantiere di Livorno la gasiera-terminale?

5) Che fine hanno fatto gli altri progetti di rigassificatori offshore che si diceva erano in fase realizzativa in tutto il mondo visto che oggi in Dubai si vantano di essere il primo cantiere a trasformare una gasiera in nave terminale galleggiante per la rigassificazione del GNL e la SAIPEM parla di Livorno come di una grande sfida per una tecnologia innovativa e quindi mai provata?

6) Che fine hanno fatto i timori di incidente catastrofico che nel 2001 avevano fatto negare l’autorizzazione ad una boa per navi gasiere destinate al Costiero Gas di Livorno: perché per la Provincia e il Comune di Livorno una boa per scaricare GPL era rischiosa mentre non lo era un terminale che vede due enormi gasiere affiancate per una settimana a scaricare milioni di litri di GNL con una tecnologia del tutto sperimentale con gravi rischi aggiuntivi?

7) Che fine hanno fatto le necessità di tutela del santuario dei cetacei che nel 1999 spinsero il Ministero dell’ambiente a stoppare la discarica in mare dei fanghi di dragaggio del porto di Livorno se ora esattamente nello stesso sito la SAIPEM sta posando le tubazioni destinate a portare il gas dal terminale a terra con la conseguente rimessa in circolo di tutte quelle porcherie?

8) Che effetto hanno avuto i rilievi dell’ARPAT che nel 2003 giudicava superficiali le relazioni tecniche sulla sicurezza presentate da OLT?

9) Che fine hanno fatto gli accordi fra il sindaco di Livorno Lamberti e quello di Genova Pericu, con i quali Genova scaricava su Livorno il progetto di rigassificatore presentato dal pluricondannato Belleli, progetto giudicato a ragione pericoloso e inquinante, e in cambio si accollava gli oneri dei debiti fallimentari di ASA?

10) Che fine ha fatto la commissione internazionale voluta nel gennaio 2007 dalla Regione Toscana con una spesa di 120.000 euro: i lavori stanno andando avanti ma coloro che avrebbero dovuto certificare la sicurezza dell’impianto non sono stati messi in condizione di operare perche la OLT non ha ancora presentato il rapporto sulla sicurezza e quindi nessuno è oggi in grado di sapere come funzionerà il rigassificatore, quale impatto avrà sul mare e sull’aria, quale saranno i rischi di incidente cui si va incontro, quali i piani di emergenza da predisporre.

Il Comitato contro il Rigassificatore Offshore di Livorno

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