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Sala comunale gremita per la conferenza stampa sui fatti di Pistoia. Parlano gli imputati e l'avvocato difensore

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Link: il video della Conferenza Stampa

Altri video: Ale, Eli, Vitto, Selva

Si è svolta nella mattina di venerdì presso la sala sindacale del Comune un'affollata conferenza stampa indetta dal Comitato parenti e amici degli imputati livornesi per i fatti di Pistoia. Per la prima volta sono comparsi in un'iniziativa pubblica i quattro imputati livornesi accompagnati dal loro avvocato difensore, Silvia Davini. La conferenza ha permesso un aggiornamento complessivo sulla vicenda processuale che dopo l'udienza del 28 aprile scorso avrà il suo ultimo passaggio il 17 settembre, data in cui dovrebbe essere espressa la sentenza di primo grado da parte del collegio pistoiese. Fino a quella data le misure di sorveglianza a cui sono sottoposti gli imputati dal 1 febbraio scorso (obbligo di dimora nella Provincia di residenza e all’obbligo di permanenza notturna dalle ore 21 alle ore 7) restano invariate. Una decisione verso la quale il comitato durante la conferenza stampa, pur ribadendo la fiducia verso l'operato del collegio giudicante,  ha espresso tutto il suo disappunto, in quanto il reato di "devastazione" che "giustifica" le misure restrittive, è già caduto da tempo. Inoltre nelle fasi processuali in ogni caso, l’accusa non è riuscita a dimostrare in nessuna udienza il coinvolgimento degli accusati nei reati contestati. Tra le novità è stata segnalata la vittoria in Cassazione che in questi ultimi giorni ha accolto il ricorso presentato dalla difesa affermando che le tesi della difesa non ha trovato adeguato ascolto e che il reato di devastazione non fu motivato dagli inquirenti. Al momento si è poi in attesa del nuovo appello al Riesame di Firenze, che deve decidere sulle misure restrittive.

Dopo una breve introduzione la parola è passata all'avvocato Davini, che seppur mantenendo grande equilibrio nell'analisi delle dinamiche processuali, ha ribadito ciò che le udienze stanno facendo emergere, su tutti l'illegittimità degli arresti e l'inconsistenza dei test dell'accusa. Sono poi passati in rassegna gli interventi dei quattro imputati, ancora "increduli" e "indignati" per come sia possibile affrontare una detenzione di tali proporzioni per la sola partecipazione ad un'assemblea pubblica sul tema della sicurezza urbana. Sono state ascoltate le esperienze di vita dei singoli imputati, le loro difficoltà lavorative, di studio, di movimento. I quattro hanno comunque messo in luce la grande mobilitazione solidale che si è mossa fin dal primo giorno, segno di una città ancora capace di reagire a simili macchinazioni e che dà un segnale preciso di vicinanza verso soggetti che pubblicamente spendono parte della loro vita in attività di impegno sociale a fianco delle fasce più deboli del territorio.

La conferenza si è conclusa con una notevole sfilza di interventi di solidarietà e riflessioni sulla vicenda da parte delle forze politiche intervenute, dei consiglieri comunali, dei sindacati, e dei singoli cittadini: Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani), Sinistra Ecologia e Libertà, Città diversa, Sinistra Critica, Pcl, Arci di Livorno, Anpi di Livorno, Rete 28 aprile della CGIL, Unione Sindacale di Base, Confederazione COBAS, UniCOBAS, Movimento Antagonista Livornese.
(red.)
11 giugno 2010
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