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Salviamo Il Villano: parte la raccolta fondi per ristrutturare la statua simbolo della storia di Livorno

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Villano5Non eravamo assenti, abbiamo compiuto un lavoro minuzioso per la costruzione dell'iniziativa che abbiamo promesso e messo in piedi a puntino. C'è un conto paypal ed uno bancario per far confluire tutte le offerte direttamente nella pagina dedicata del sito Buona Causa, per il Crowdfunding senza fini di lucro. La soprintendenza è già stata allertata ed i preventivi sono stati effettuati da ditte preposte da essa. Tutto è pronto insomma...Finalmente!

Come abbiamo sempre detto, vogliamo partire dalla nostra storia e quindi dal nostro simbolo. Si apre da oggi una campagna di azionariato popolare per ristrutturare il Villano, e speriamo per tornare così a festeggiare la difesa di Livorno. Poi chiederemo sponda al comune ed al sindaco in persona per vedere se è possibile mettere questa statua in una posizione migliore, degna di ciò che rappresenta per tutti i livornesi.

Vorremmo coinvolgere in questa iniziativa tutti quelli che amano Livorno e la sua storia. Un qualcosa di unico al mondo, che è messaggio attuale.

Nella lista delle donazioni, ci sono anche i riconoscimenti che come associazione faremo ai donatori. Preghiamo quindi tutti quelli che amano la città di aiutarci a compiere un gesto importante "dal basso". Niente è meglio della foto di "dedo" Modigliani con il Villano per far capire ai livornesi quanto importante sia il Nostro Vero simbolo.

Per le donazioni potete consultare
http://buonacausa.org/cause/ilvillanolivorno

Associazione Culturale La Repubblica dei Villani

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Pochi livornesi sono realmente coscienti che la statua che rappresenta "il villano" è forse il simbolo più reale ed autentico della nostra città. Infatti la storia di Livorno nasce e si sviluppa a seguito della "difesa dei villani" del 1496, quando Guerrino della fonte di santo Stefano o da Montenero, a capo di un manipolo di eroici villici - nel senso di abitanti del villaggio - arruolati volontariamente ed equipaggiati con armi fortuite, difesero le mura labroniche dall'attacco di una superlega guidata dall'imperatore Massimiliano I di Germania.

Sprezzanti del pericolo, andando incontro a morte sicura pur di ottenere la libertà dall'aggressione di una coalizione impari da fronteggiare, formata dalle famiglie potenti di Pisa, Genova, Lucca, Siena, Ludovico Sforza e capitanata da Massimiliano I di Germania, volta ad impossessarsi dello sbocco a mare labronico, i villani affrontarono il nemico nell'assedio che iniziò il 2 novembre del 1496.

Villano linkDopo giorni di battaglia, però, complice il forte vento "garbino" (libeccio) il quale distrusse buona parte delle navi in rada dei nemici, i villani capitanati da Guerrino riuscirono a difendere le mura del castello labronico dagli attacchi di terra e conquistarono la libertà.Con quell'eroico gesto, la città rimase così sotto il dominio dei Medici, seppur va detto che questo "dominio" veniva in realtà apprezzato e difeso proprio perché non costituiva un dominio vero e proprio. Ben presto infatti, grazie alla costituzione livornina, la città divenne un centro di commercio a statuto speciale, dove esuli di varie provenienze vi si stabilirono ottenendo libertà di culto religioso, oltreché da varie condanne penali, per sposare insieme un progetto chiamato Livorno.

Nacque così all'interno di un progetto disegnato dall'architetto Buontalenti a forma di pentagono, una città "multilingue e multisangue", antitetica al dominio delle famiglie potenti e fortemente radicata nella sua cultura popolare.

Villano2Grazie alla difesa del 1496 Livorno ricevette sullo stemma della città la scritta "fides" (fedeltà) che primeggia sulla fortezza, e venne eretta la prima statua che commemorava "il Villano", figurativamente impersonificata dal loro condottiero. Il Guerrino, venne scolpito con una spada in mano ed un cane al fianco, simbolo di fedeltà, un palo ad indicare le palizzate difese, un sacco ed un barile che simboleggiano il pane e l'acqua di cui si dovettero contentarsi i livornesi durante l'assedio.

A seguito dei duri bombardamenti della seconda guerra mondiale però questa prima copia venne distrutta e fu ricostruita in una diversa versione dall'artista Vitaliano De angelis. La quale ritrae sempre il Guerrino che brandisce una spada e con il cane al suo fianco, un accetta i piedi ed una botte di acqua.

Tuttavia, l’incuria, le intemperie, qualche atto di vandalismo e soprattutto l’abbandono, hanno fatto si che questa statua, simbolo reale della città ancor più dei Quattro Mori, posta in un anonimo Largo Fratelli Rosselli, venisse abbandonata dai livornesi con la sua storia.

La difesa dei villani, come la statua che la ricordava, era invece considerata per i livornesi di importanza assoluta come testimoniano diverse foto. Nel 400° anno di commemorazione venne anche posta una lapide commemorativa, della quale attualmente si hanno poche notizie.Con l'avvento del risorgimento e dell'idea di unità d'Italia, quindi, è probabile che tutti i riferimenti che richiamavano in qualsiasi modo al Granducato siano volutamente stati messi da parte, per non dire cancellati, per favorire l'idea di nazione e quindi esaltando solo l'altra commemorazione della difesa della città, appunto avvenuta in epoca risorgimentale contro l'invasione austriaca.

L'idea dell'Associazione "Repubblica dei Villani" è appunto favorire un'iniziativa di azionariato popolare per ristrutturare il vero simbolo della città di Livorno e possibilmente rivalorizzare il significato e la storia che rappresenta. Quindi, possibilmente, tornare anche a vedere la città che festeggia il giorno più importante della sua storia magari con una bella festa popolare.

Dopo un'iniziativa di pulizia della statua avvenuta dai volontari dell'associazione RdV durante questa primavera, siamo riusciti a contattare la soprintendenza ed avere da ditte preposte e quindi qualificate dei preventivi per effettuare il restauro della statua.

Ora manca solo l'amore per la propria storia di tutti i Livornesi per realizzare quello che vorremmo sia solo un punto di partenza determinante, per riappropriarsi della storia della nostra città, rivalorizzarla e farla conoscere a tutti i giovani. Una storia unica e popolare, dove non ci sono famiglie bene o potenti a scriverla, ma semplicemente un popolo formato da un crogiolo di culture unite dalla voglia di costruire un futuro in libertà.

ottobre 2015

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