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Senti chi sparla. Piccola inchiesta sugli strafalcioni della stampa locale

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squola.jpegNei giorni scorsi Il Tirreno ha dedicato molto spazio alla vicenda di due concorsi tenutisi in Maremma nei quali i candidati sono stati tutti bocciati per gli errori ortografici commessi nella prova scritta.

Il quotidiano locale ci informa che i partecipanti ai concorsi pubblici seminano i loro temi di svarioni clamorosi, tipo "La Corte Internazionale di Giustizia dell'Ajax", e mette in discussione la qualità della scuola pubblica.

Nel dibattito interviene anche un opinionista di spessore, quel Maurizio Costanzo che per la verità a sentirlo parlare in televisione non ci sembra uscito dall'Accademia della Crusca, per non parlare del livello grammaticale e culturale delle trasmissioni di sua moglie Maria De Filippi. 

Dovremmo chiederci come mai sulle pagine del quotidiano di Viale Alfieri i giovani sono sempre descritti come ignoranti, vagabondi e teppisti che si drogano e fanno le scritte sui monumenti, ma per una volta tralasciamo i commenti seriosi per fare una piccola ricerca sul tema "Senti chi sparla", ovvero gli strafalcioni del Tirreno dal 1997 ad oggi. Come vedremo ce ne sono alcuni veramente spassosi. 

Abbasso la squola

A Grosseto, ci informa indignato il corrispondente dalla cittadina maremmana, di recente sono comparse sui muri scritte "contro l'autorità di «sbirri» e «squola»".

Ma mentre per gli autori delle scritte si è trattato di una trasgressione voluta, per i giornalisti del Tirreno la lettera "q" è invece un problema reale, visto che nel periodo considerato si possono rintracciare 4 "profiquo", 7 "cospiquo" e -rullo di tamburi- ben 19 "innoquo". Parole, sarà meglio precisarlo per i nostri lettori più giovani e quindi più ignoranti, che si scrivono con la "C".

L'oscar di questa categoria va al corrispondente da Pontedera che il 26 settembre 1997 augurava "a tutta la provincia di Pisa che possa conoscere un anno profiquo nel settore scolastico". Ce n'era proprio bisogno...

Merita una citazione anche il commentatore di un Lucchese-Pro Patria del 2004 che raccontava un quasi autogol della Lucchese "su un innoquo cross dalla sinistra". Innocuo per il portiere della Lucchese ma micidiale per il giornalista.

Eccezziunale veramente

Il bellissimo film "Z" di Costa Gavras raccontava che il regime dei colonnelli greci, oltre alle minigonne, alla sociologia e a molte altre cose, aveva messo fuorilegge la lettera "Z". Purtroppo i colonnelli greci sono caduti negli anni '70 e oggi è necessario utilizzare la lettera "Z". Ma è meglio non abusarne. Sul Tirreno invece troviamo 45 volte la parola "eccezzione", 34 volte "eccezzionale", e 28 volte la parola "correzzione". Che siano gli effetti del famoso "rumme da correzione"?

Grande conoscienza della lingua

Il 1° novembre 2008 occorre un increscioso incidente in un noto negozio della città, che Il Tirreno così descrive: "I coniugi sono rotolati lungo la scala e la peggio è toccata alla donna: mentre il marito si rialzava dolorante, la signora perdeva conoscienza". Non è dato di sapere se in seguito la sfortunata signora abbia ripreso conoscenza né se l'autore dell'articolo abbia acquistato una conoscenza sufficiente dell'italiano. Ci limitiamo a registrare che la parola "conoscienza", scritta erroneamente con la "I",  compare sul Tirreno 146 volte.

Ma come si dice da noi "poggio e bua fa pari": in compenso abbiamo infatti 39 volte la parola "incoscenza", come nella descrizione di un altro incidente, accaduto a Lucca: "Respiro affannoso e stato d'incoscenza".

Scrivere così non è legittimo

Eh no, non si può scrivere "leggittimo" con due "G", eppure lo troviamo 28 volte. "Leggittimità" invece ben 32.

Do you speak English?

No, I Can't. "Gli schock -è la tesi del presidente della Bce- ci hanno insegnato che far crescere i salari per combattere la caduta del potere di acquisto alla lunga provoca «effetti di secondo round»". La parola schock scritta con quella inutile "C" compare ben 163 volte. Ci vorrebbe un elettroshock. Passiamo allo sport, derby Ponsacco-Cecina: "Stop dell'esterno, dribling su Fioretti che lo stende per un rigore solare". E qui cartellino giallo perché non si può scrivere dribbling con una sola "B" per ben 151 volte. E Lasciamo perdere "imput", orrendo neologismo aziendalistico, con la "M" invece che con la "N" (455 volte). 

Geografia? Tornate a settembre

Negli scontri di Rosarno sembra sia stato gambizzato "un ragazzo del Burkina Fasu", che forse era un oriundo sardo visto che il suo Paese in realtà si chiama "Burkina FASO".

Ora si va nel difficile

Di tutti gli errori che abbiamo trovato, quello che ricorre più volte (ben 789) è la parola "propio" anziché "proprio". Seguendo lo stesso filone troviamo 94 volte "propietario" anziché "proprietario", 89 volte "propietà" invece che "proprietà" e mettiamoci anche i 23 "interpetrare" anziché "interpretare".

Ma ottimo piazzamento anche per "aereoporto" invece che "aeroporto" (748 volte).

E non dimentichiamoci del già citato corrispondente dalla Provincia di Grosseto, che lamenta l'assenza di "servizi igenici" nella stazione di Follonica. Noi invece lamentiamo la mancanza di una "I". Errore commesso 128 volte.

Primo posto assoluto con lode

Ma il primo premio se lo aggiudica un purtroppo anonimo ma geniale giornalista che il 20 marzo 2009, in una corrispondenza da Dubai, scriveva che "Obama Bin Laden torna a far sentire la sua voce".

L'avevo sempre detto io che la versione ufficiale dell'11 settembre non era per niente convincente!! Ora sappiamo la verità.

Per Senzasoste Nello Gradirà

18 gennaio 2010

 

 

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