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Tagli alle case famiglia: "Assessore Dhimgjini inadeguata"

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Dopo due giorni di polemiche, prima in consiglio comunale e poi in commissione, sui tagli che l'amministrazione prevede sul sistema delle case famiglia, pubblichiamo due interventi: il primo dei lavoratori e delle lavoratrici delle case famiglia che parlano di 10 posti di lavoro a rischio e di un taglio al servizio ingiustificabile. Il secondo del consigliere di Buongiorno Livorno Marco Bruciati che stigmatizza il comportamento dell'assessore Dhimgjini che prima si è sottratta al dibattito andandosene e poi non ha fatto chiarezza sui dati a sua disposizione che sosterrebbero la decisione dell'amministrazione. redazione, 21 ottobre 2016

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Lavoratori Case Famiglia Livorno: "IL SINDACO NOGARIN NEGA L’ACCOGLIENZA A MADRI E BAMBINI IN DIFFICOLTA’"
 
Dhimgjini InaNella riunione in Consiglio Comunale di ieri, 20 ottobre è venuta fuori tutta la preoccupante e dannosa inadeguatezza in materia, dell’Assessore al Sociale Ina Dhimgjini. Il Sindaco Filippo Nogarin ha scelto questo assessore e va bene. Ci siamo dovuti quindi confrontare con una persona che durante una riunione UFFICIALE si alza più volte e se ne va, snobbando i relatori con un arroganza figlia della peggior politica degl’ultimi anni. Insieme a questa umiliante presenza per la città di Livorno, c’erano i tecnici del Comune, Sig.ra e Carletti e Sig.ra Bacci, pagata dai contribuenti 80000 euro http://www.comune.livorno.it/…/uplo…/2016_04_15_09_45_20.pdf compreso premio di produzione, per compilare Bandi di Gara che creano disoccupazione e mortificano l’accoglienza sociale.
 
Nell’assordante assenza del Sindaco Nogarin è stato chiesto per l’ennesima volta di motivare la scelta di CHIUDERE LA STRUTTURA PER MADRI E BAMBINI, malgrado continue richieste di accoglienza da parte dei Servizi di tutta la Regione. In un momento in cui le violenze domestiche sulle donne occupano sempre di più le cronache dei giornali, questo ci sembra un vero e proprio delitto verso il buon senso e l’accoglienza; questo stupisce e rattrista perché Livorno si è sempre distinta in tal senso!
 
Ci hanno risposto che madri con bambini in difficoltà non ce ne sono più…ma noi operatori riceviamo costantemente telefonate di richiesta di inserimento!!!...Questa realtà viene completamente ignorata, salvo poi affermare che tra gli utenti spediti fuori Livorno a spese dei cittadini livornesi…ci sono pure madri con i loro figli!!!!
Abbiamo chiesto di motivare l’attuale presenza pagata fuori Comune di 41 minori..i contribuenti, per questo servizio, spendono la bellezza di 1.476.000 euro. E tenerli qui a Livorno costerebbe di più? ( a noi non risulta…) A questa domanda l’amministrazione comunale ha prima risposto di no, poi di si, poi, ovviamente, non è stata in grado di dimostrarlo con le cifre (siamo ancora in attesa) . In evidente difficoltà, ci hanno poi riferito che questi minori sono si fuori Livorno, ma vicino, cosi da poterli comunque seguire… l’illogicità di questa affermazione porta al preoccupante sospetto che queste scelte abbiano ragioni politiche e ciò, sulla pelle dei bambini, sarebbe vergognoso!!!
Come operatori sul campo, con esperienza almeno ventennale, abbiamo fatto presente l’impossibilità di una gestione come quella proposta dall’attuale Bando di Gara: secondo voi accudire per un solo educatore 6 minori dai 3 ai 18 anni, bambini e bambine, vigilando contemporaneamente i 6 ragazzi del Gruppo Appartamento per l’Autonomia, lasciati soli per gran parte del giorno e la notte, posto nella stessa struttura…è possibile?
 
E ancora…perché la proposta di un Centro Diurno per minori dai 6 ai 18 anni (che li accoglie cioè solo nei pomeriggi dal lunedì al venerdì e il sabato mattina..ma non i festivi e non in agosto!) deve SOSTITUIRE due Case Famiglia residenziali(cioè che accudiscono minori per 24 ore al giorno) ANZICHE’ AFFIANCARLE e dunque ARRICCHIRE l’offerta sociale di Livorno??
In definitiva: Il fatto che questa inspiegabile, ingiustificata e nociva dismissione di Servizi Sociali comporti oltretutto dei licenziamenti (10 o più posti di lavoro) dispiace molto a tutti, ci dicono, ma a quanto pare..non interessa o non compete a chi ha fatto il bando. Tutti noi siamo molto molto molto delusi dal comportamento di questa Amministrazione, in particolare della totale assenza del Sindaco Nogarin che sulla sua pagina FB si vanta costantemente di avere a cuore la vita dei livornesi tutti, e scrive frasi tipo “ rimboccarsi le maniche per non lasciarsi nessuno indietro”…..
 
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Bruciati: "Livorno e il Sociale. Essere (Ina)deguati a un ruolo"
 
Livorno e il Sociale. Essere (Ina)deguati a un ruolo. In un clima a dir poco surreale giovedì pomeriggio si è riunita la V commissione consiliare dedicata al bando per l'affidamento dei servizi relativi alle casa famiglia. Un bando generato intorno...
 
In un clima a dir poco surreale giovedì pomeriggio si è riunita la V commissione consiliare dedicata al bando per l'affidamento dei servizi relativi alle casa famiglia. Un bando generato intorno ad un rapporto tecnico degli uffici approvato dalla giunta a marzo 2016 che abbiamo avuto modo di criticare soprattutto per la poca chiarezza in merito alle scelte economiche e gestionali, elementi che inevitabilmente influiranno sulla qualità del servizio (http://buongiornolivorno.it/2016/10/05/case-famiglia-un-bando-calato-dallalto-e-nel-vuoto/).
 
Un bando con molti punti interrogativi che anche le parti sindacali e gli stessi lavoratori del settore hanno duramente criticato in queste settimane. La seduta di giovedì, quindi, era stata sollecitata, soprattutto da parte delle opposizioni, per verificare, dati alla mano, i presupposti politici che hanno guidato l'amministrazione verso questa scelta che, ricordiamo, modificherà radicalmente l'assetto dei servizi sociali. L'ausilio e la presenza in commissione della parte tecnica e dirigenziale, inoltre, avrebbe potuto fornire le analisi sulle quasi sono state costruite le fondamenta di tutta la manovra di ristrutturazione. Usiamo il condizionale perché, a posteriori, constatiamo con amarezza che l'occasione è andata persa e che i presupposti iniziali di approfondimento e discussione sono stati elusi dalla chiusura dell'amministrazione, in particolare dell'assessore Dhimgjini che, con un atteggiamento a dir poco irrispettoso nei confronti della commissione ha più volte abbandonato l'aula in polemica con le parti sindacali, contribuendo a spostare parte della discussione sui binari di una sterile polemica (generata in parte anche da alcuni interventi provocatori).
 
In tal senso, per quanto ci riguarda, dopo questo ennesimo atteggiamento, l'assessore dovrebbe immediatamente dimettersi per manifesta inadeguatezza al ruolo. Se non si riesce a reggere la pressione e a rispondere politicamente alle eventuali critiche e provocazioni, soprattutto in un ambito delicato e potenzialmente esplosivo come quello del sociale, è bene chiedersi se non sia il caso di occuparsi d'altro.
 
Trincerandosi dietro la sensibilità di alcuni dati (sacrosanta, sia chiaro, e da tutelare considerando il delicato ambito di riferimento) le nostre domande sono cadute nel vuoto. Nessuna informazione riguardo agli studi e alle analisi di settore sul saldo occupazionale negativo che il bando prevederebbe, alla qualità del servizio e alle stime sul fabbisogno in rapporto alla modifica di strutture residenziali e diurne e sulla tipologia di utenza che attualmente l'A.C. colloca fuori dal territorio livornese (con una spesa di circa 1.281.000,00 euro).
 
Di fronte a questa mancanza di risposte rinnoviamo la richiesta di fare un passo indietro e di sospendere in autotutela il bando in questione ( procedura che non imporrebbe vincoli di indennizzo) con la contestuale apertura di una fase di studio e confronto reale su tutto il settore dell'assistenza sociale e dell'accoglienza. Fare politica non può essere un atto di fede (quantomeno per chi siede sui banchi dell'opposizione) e per operare al meglio la buona parola dei tecnici e degli amministratori non può bastare.
 
In assenza di strumenti concreti di analisi chiediamo anche ai colleghi in consiglio della maggioranza se siano concordi con questi metodi e se abbiano voglia di accettare così passivamente un provvedimento annunciato dall'assessore solo con la laconica e anche tanto renziana affermazione “riformiamo il servizio”. Come dice il vecchio saggio, fidarsi è bene, non fidarsi (spesso) è meglio. Iniziate a pensarci.
 
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