Thursday, Oct 22nd

Last update:03:43:25 PM GMT

You are here:

Aamps, ecco il piano industriale. Fra novità e polemiche

E-mail
Valutazione attuale: / 7
ScarsoOttimo 

Il Tribunale di Livorno ha accolto il piano di concordato di Aamps. Ecco le novità sul ciclo de rifiuti livornese secondo le 50 pagine di piano industriale

aamps comuneNon è semplice scrivere un articolo che commenta il piano industriale di Aamps che ha passato il vaglio del giudice nell'ambito del Concordato a cui si era sottoposta l'azienda 100% pubblica dei rifiuti. Non è semplice perchè bisogna per forza delineare in partenza l'angolo di lettura che si sceglie, altrimenti si truffa il lettore o si rischia di non far capire ciò che si vuole dire.

Questo articolo si può scrivere in tanti modi. Dal punto di vista del militante 5 stelle fedelissimo agli slogan sui rifiuti del proprio movimento e che pensa che tutto vada male perchè tutti rubano o che tutto si può fare basta essere onesti. Ecco, da questo punto vista si dovrebbe scrivere che è un brutto piano industriale che tradisce il movimento e i suoi slogan.

Oppure si potrebbe scrivere dal punto di vista di tutti coloro che vedono questa giunta come la peggiore che ci potesse essere e che in questi mesi hanno strumentalizzato ogni commento o protesta. In questo caso bisognerebbe scrivere che in fin dei conti le previsioni catastrofiche sul concordato non si sono realizzate e che il piano industriale non è così diverso da quello che prevede il Piano Straordinario di Ambito (Reti Ambiente per semplificare e capirsi). Probabilmente un po' diverso lo è ma non si potrebbe scrivere per non dare troppi meriti all'avversario.

Insomma, volendo ogni fazione politica può trovare buchi neri in questo piano industriale. Ma servirebbe a poco e rimarrebbero posizioni di bandiera fini a sè stesse.

Noi proviamo a scrivere da un punto di vista diverso. Quello di chi da anni vuole un ciclo dei rifiuti diverso per questa città e che ha cercato di impedire che Livorno fosse riproposta per l'ennesima volta come il centro della nocività della Toscana e della costa, come avvenne negli anni scorsi quando Livorno fu designata prima a raddoppiare l'inceneritore esistente e dopo ad ospitare un megainceneritore da 450.000 tonnellate. Il nostro punto di vista è anche quello di chi per anni ha sempre detto che il mondo era cambiato già da tempo e i rifiuti andavano differenziati in modo spinto per trasformarli da costo a risorsa e più che altro in ricavo per l'azienda pubblica e non in profitto per i privati (come è sempre avvenuto a Livorno).

E' quindi chiaro che il breve riassunto che facciamo di seguito sul piano industriale non può far a meno di un elemento soggettivo (il nostro punto di vista) e uno oggettivo (un'azienda con i debiti in regime di concordato e quindi con il piano sottoposto al vaglio di un giudice).

Estensione del Porta a Porta a tutta la città. E' la misura base per poter invertire il ciclo dei rifiuti. A Livorno il ciclo dei rifiuti ha sempre significato: cassonetti, discarica/inceneritore e piattaforme di stoccaggio e lavorazione private. Quindi una raccolta non differenziata o differenziata male (siamo fra i pochi che avevano il cassonetto giallo del multimateriale mentre quasi ovunque per il vetro ci sono le campane a parte) e la mancanza di piattaforme proprie faceva si che raccogliere e smaltire indifferenziato, organico, plastica e carta fosse un costo e non un ricavo. Quindi bene che si preveda il 100% di porta a porta entro la fine 2017 (come ha confermato la Petrone del cda Aamps questa mattina in commissione consiliare) ma il giudizio dipenderà anche sul modo in cui si farà il porta a porta: sia per la qualità di quello che si raccoglierà per poi stoccarlo e rivenderlo, sia per i possibili disagi ai cittadini e sia per le condizioni di lavoro dei lavoratori. Alla fine le cose vengono bene se vengono fatte bene. Quindi al momento diciamo che di principio il porta a porta esteso è giusto ed è una precondizione di tutto il resto. Ma non va dimenticato che fare il porta a porta in via Grande comporta molte più difficoltà e disagi che farlo ad esempio alla Leccia o alle Sorgenti. Nel piano straordinario di Ato infatti si prevedeva solo il 70% del porta a porta proprio per le condizioni urbanistiche della città. Vedremo quali saranno i risultati. C'è da rimarcare infine come un porta a porta che funziona dovrebbe presupporre la tariffa puntuale, cioè un sistema che registra quanta spazzatura indifferenziata viene prodotta e in base a quella premiare con sconti in tariffa chi ne produce meno. Dove il porta a porta funziona bene e la raccolta è di qualità fanno così. Non prevedendolo in questo piano ci si affida più che altro al senso civico dei cittadini. Nel piano non è previsto perchè è stato valutato che costa troppo, come ribadito dalla Petrone del cda di Aamps questa mattina in commissione consiliare.

Piattaforme per selezione carta e preselezione organico. Qui non possiamo che dire: finalmente! Per anni in questa città si sono spesi soldi per raccogliere la carta per poi portarla in piattaforme private (Lonzi) e far guadagnare loro. Mentre l'organico lo portavamo a giro per la Toscana con un costo di trasporto e smaltimento alto. In questo piano sono previste queste due piattaforme. Quella della carta che è la più redditizia e quella che porterà anche maggiori benefici di impatto ambientale. Per quanto riguarda l'organico invece sarà utilizzato l'impianto di trattamento dei fanghi di Asa (dentro al perimetro dell'inceneritore) per trattare il materiale e prepararlo per diventare successivamente compost agricolo. La questione delle piattaforme la abbiamo sempre ritenuta centrale per togliere il business di mano ai privati e per valorizzare dentro l'azienda i rifiuti differenziati raccolti. Un punto debole del piano è invece il fatto che non si prevedano impianti veri e propri per il riciclo. Per questo una delle maggiori critiche mosse, come quella pubblicata sul sito GreenReport accusa questo piano di essere più un piano logistico che uno industriale.

Eliminazione del preselezionatore. Qui è scoppiata la prima polemica. Il preselezionatore è quell'impianto che preseleziona il rifiuto indifferenziato che va nell'inceneritore. Ci sarebbero voluti 2,5 milioni di intervento per rimetterlo a regime e nel piano industriale di Aaamps si sceglie quindi di eliminarlo visto che con la raccolta differenziata al 100% presuppone che nell'indifferenziata non ci sarà (o ci sarà in minima parte) organico e plastica. Nei giorni scorsi qualcuno ha avanzato preoccupazioni circa cosa verrà buttato nell'inceneritore senza il preselezionatore visto che continueranno ad arrivare rifiuti da territori che non fanno la differenziata estesa. La Petrone, a nome del cda di Aamps, ha risposto in commissione consiliare che da fuori arriverà solo frazione secca quindi non c'è da preoccuparsi. Sul ruolo del preselezionatore approfondiremo.

Il ruolo dell'inceneritore. Qui arriva la nota dolente del piano che sta creando malumore anche dentro il M5S. Ma cerchiamo di andare per gradi. Con l'estensione del porta a porta in tutta la città i rifiuti “livornesi” che andranno a bruciare nell'inceneritore dimezzeranno da 50.000 tonnellate annue a 25.000. Visto che l'inceneritore ne può bruciare circa 78.000 annue, i rifiuti “importati” da altre province della toscana costiera aumenteranno da 28.000 tonnellate a 53.000. Le critiche a questa decisione sono molto forti perchè molti dicono che è inutile fare il porta a porta e dimezzare i rifiuti se poi si importano dall'esterno. In termini assoluti è una critica giusta e legittima perchè se anche le altre città facessero una differenziata spinta non importerebbe inviarli a noi. Ma c'è un grosso ma, e bisogna tornare all'inizio. Che questo piano oltre che ad avere una logica di ciclo dei rifiuti deve anche avere una logica finanziaria per passare il vaglio del giudice e quindi lo “scambio” attuato dal piano è quello per cui si spende di più per la raccolta (comprese oltre 50 assunzioni) e ciò si compensa con nessun conferimento in discarica, vendita o risparmio nello stoccaggio del rifiuto differenziato e importazione di rifiuti per l'inceneritore. Abbiamo semplificato ma il sistema è questo. Molti ci chiedono: vi pare giusto? A noi pare razionale per raggiungere l'obiettivo del concordato ma ingiusto dal punto di vista ambientale e politico. E allora? Questo scambio ha senso solo se si delinea una strada certa per portare questo inceneritore a morte naturale ed in contemporanea in 5 anni aver raggiunto un livello di organizzazione del ciclo e di impianti alternativi tali da permettere di dire a tutti che Livorno è pronta per non essere più l'inceneritore della costa. C'è un problema politico però. Che nel 2019 il mandato dei 5 stelle finisce e questa politica dei due tempi rischia di morire nel primo tempo. A nostro avviso questo piano fa un'inversione di tendenza positivo sul ciclo dei rifiuti ma non blinda la questione inceneritore, lasciandola sia in balia di un'eventuale privatizzazione nel caso di ingresso futuro in Reti Ambiente sia in balia della prossima amministrazione. Vero, i cicli dei rifiuti non si blindano con gli slogan o le delibere, ma con i numeri e le tonnellate di differenziata e riciclo. Purtroppo in passato la stessa amministrazione ha fatto dichiarazioni avventate sulla chiusura dell'inceneritore senza vagliare i numeri. Si sono poi accorti che un sistema come quello di Aamps se non si cambia dalle basi e nei numeri non può oggi spengere l'inceneritore. Ma in futuro sì e c'è da spingere ora perchè ciò avvenga.

A proposito di Reti Ambiente. L'accordo con ATO per l'arrivo di rifiuti da incenerire dimostra una cosa: che Livorno, all'interno del disegno di Reti Ambiente, è il fulcro dell'incenerimento della costa toscana ed è un pericolo che tutto ciò possa avvenire in futuro con un privato all'interno che di fatto prenderebbe in mano le sorti dell'inceneritore. Infatti a differenza di Geofor (Pisa) e Rea (Rosignano) che tengono ben strette in ambito pubblico le sorti e le strategie di inceneritore e discarica, Aamps, secondo i piani di ATO, sarebbe l'unico soggetto che conferirebbe l'inceneritore nella mega società pubblico-privata rinunciando di fatto a delineare ogni strategia possibile sul futuro. Quindi, perchè Livorno dovrebbe entrare?

La salute. Le polemiche nate intorno all'inceneritore pongono un dovere ancora più impellente sulle spalle dell'amministrazione: chiedere all’Asl un’indagine epidemiologica ufficiale per capire a quali fattori di rischio è dovuto all'eccesso di mortalità nella nostra città. E' un impegno che l'amministrazione si era presa in fase elettorale e che poi ha rimandato e disatteso.

I creditori. A differenza delle previsioni catastrofiche che molti, chi in buona fede chi in modo strumentale, avevano erroneamente previsto, nel piano di concordato di Aamps i creditori non privilegiati (chirografari) riceveranno una proposta di saldo dell'80% del loro debito in due anni mentre le banche vedranno i soldi a loro dovuti solo a fine piano, nel 2021 e senza interessi. Per questo molti pensano che a novembre, quando i creditori dovranno votare ed esprimersi sulla proposta, il piano passerà definitivamente.

Conclusioni. Difficile dare un giudizio secco. Rispetto a 6 mesi fa la situazione di Aamps sembra più rosea e si inizia a delineare una tendenza importante verso porta a porta e riciclo. Tutto bene allora? Non ancora. Perchè i piani e le previsioni poi devono trasformarsi in servizi che funzionano e visto che questo piano lo pagano sonoramente i cittadini che vedono spalmare in bolletta i crediti passati non riscossi fino al 2021, ci aspettiamo dei risultati. Rimane poi il grosso nodo dell'inceneritore e del suo futuro. Ci ricordiamo però anche del passato, quando tutti davano Aamps per spacciata con Reti Ambiente e i privati unici salvatori, e ci ricordiamo anche De Girolamo che spingeva per il megainceneritore e Cosimi per il raddoppio dell'esistente. Se guardiamo avanti vediamo dei punti interrogativi ma se guardiamo indietro vediamo nero. Allora guardiamo avanti e facciamo in modo che Livorno possa passare dal medioevo dei rifiuti quantomeno al rinascimento. Lo sappiamo che è un piano che a molti lascia l'amaro in bocca e lo comprendiamo. Non saranno i 5 stelle a fare il ciclo dei rifiuti dei sogni ma tutta la città che anche dopo il 2021, a prescindere da chi amministrerà, dovrà imporre un sistema migliore a livello ambientale e di tariffa, che è sempre troppo alta.

redazione, 21 luglio 2016

AddThis Social Bookmark Button

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito