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Acqua pubblica? Il Pd e Iren vogliono metterla in borsa

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Quale futuro per l’acqua? L’offerta di consolidamento di Iren in Asa ed il nuovo presidente

asa soldiMartedì 6 si riunisce l’assemblea dei soci di Asa. All’ordine del giorno c’è la presentazione del nuovo consiglio di gestione, con la new entry del prof Guerrini (foto in basso)(docente di economia aziendale e management presso l’Università di Verona e voluto dai 5 stelle) al posto di Del Nista (storico uomo Pd e Monte dei Paschi), e la discussione delle linee programmatiche strategiche per il futuro della società. E’ un'assemblea ordinaria e non possono essere prese decisioni importanti come il cambio di statuto, ma sicuramente farà capire verso quale direzione andrà l’azienda.

Sul tavolo da mesi c’è la proposta di Iren di consolidamento verso Asa, cioè la possibilità che la società pubblico-privata che gestisce l'acqua possa entrare nel megabilancio Iren spa, società pubblico-privata quotata in borsa. Tutto parte da un nuovo piano industriale o forse sarebbe più corretto dire un piano finanziario. Dei fantomatici 85 milioni di investimenti che il socio privato presterebbe ad Asa, 15 servono per scalare l’azienda ed avere la maggioranza azionaria e gli altri 70 sono buoni fruttiferi da restituire gravando sulle bollette. Un passaggio importante che alcuni sindaci PD, meglio dire renziani, stanno appoggiando con forza. Secondo l’articolo 2359 del codice civile sono considerate società controllate: le società in cui un'altra società dispone la maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria o dispone di voti sufficienti per esercitare un influenza dominante. Si scrive consolidamento significa privatizzazione della gestione dell’acqua. Perchè nella sostanza i privati oltre ad avere già in mano la gestione dell'azienda (2 membri del consiglio di gesione su 3 sono di nomina privata) avrebbero anche l'ultima parola sul bilancio.

guerriniE l’acqua pubblica? Tutti ne sono alfieri, in tanti parlano a sproposito, tra demagogia e supporto dei media locali, ma di fatto stiamo per vendere le quote della più grande azienda partecipata del territorio livornese, mettendole in mano ad una società quotata in borsa che persegue dividendi e gli interessi dei propri azionisti sul mercato. Nella proposta di Iren ci sono cambiamenti significativi nella governance di Asa, di fatto già in mano del partner privato dal 2004 con la maggioranza del consiglio di gestione. Le modifiche dello statuto prevedono: l’introduzione della dizione direzione e coordinamento di ASA da parte del Partner Industriale; l’approvazione del bilancio di esercizio; la distribuzione degli utili; un consiglio di sorveglianza a maggioranza privata; il presidente di nomina pubblica perde il diritto di veto sull’approvazione e modifica del piano strategico; l’eliminazione della nomina pubblica del Direttore Generale; l’innalzamento degli importi per l’apertura di linee di credito, costituzione acquisto e cessione di diritti reali o personali di godimento su beni immobili passa da un importo di 2 a 5 milioni; e per finire l’apertura di linee di credito o il rilascio di garanzie, sotto qualsiasi forma, per un importo che da 2 passa a 7,5 milioni. Si scrive consolidamento significa privatizzazione della gestione dell’acqua.

In tutti questi litigi, c'è in gioco anche la gara del gas, l'altro ramo gestito da Asa, oramai prossima. Secondo anche i 5 stelle sarebbe un'opportunità per crescere e non privatizzare un ulteriore servizio quello della distribuzione del gas nell’Atem di Livorno. Per Asa sarebbe un occasione importante al fine di aumentare utili e campo d’azione. Su questo punto i vari sindaci sono d’accordo ma il problema rimane partecipare e vincere la gara e soprattutto capire come finanziarla, visto il pesante prestito che Asa ha già con il Monte dei Paschi. Il partner industriale privato sembrerebbe disposto ad prestare le risorse solo se verranno accettate tutte le modifiche che propone nel ramo acqua. Un bel ricatto.

Oltre a tutti questi discorsi poi c’è un azienda che ha bisogno di essere risanata, di un percorso di efficientamento e di realizzare alcune opere infrastrutturali fondamentali come lo spostamento di una prima parte del depuratore del Rivellino ed il dissalatore dell’Elba. Ma ora c'è in gioco l'assetto futuro di Asa e quindi delle decisioni sulla gestione dell'acqua. Iren ragiona copme una società quotata in borsa ed il primo suo obiettivo è la soddisfazione degli azionisti, non certo quella dei cittadini che comunque garantiscono entrate sicure con le bollette, con le quali pagano anche gli investimenti (anzi, a volte li pagano e non vengono fatti ma l'azienda incassa ugualmente).

Iren ha fatto un accordo con il sindaco di Collesalvetti e segretario del Pd Lorenzo Bacci. E con tutti i sindaci in quota Pd. Dall'altra parte i sindaci di Livorno (5 stelle), Volterra (lista civica) e Suvereto (sinistra). Nel mezzo il nuovo presidente di Asa Guerrini che dovrà fare da garante alle diverse posizioni. Vedremo come andrà a finire, sicuramente quando leggiamo il segretario del Pd Bacci che dice che lui è per l'acqua pubblica ci viene soprattutto da ridere. 

Di seguito un paio di articoli sui problemini di Iren.

http://www.reggiosera.it/2016/10/indagine-a-bari-una-casa-mette-nei-guai-lad-di-iren-bianco/21452/

http://www.corriere.it/economia/16_ottobre_15/acquedottogate-puglia-iren-conferma-fiducia-bianco-0466448c-92e0-11e6-aedf-4afd1bcdf31b.shtml

redazione, 3 dicembre 2016

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