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Dai bidoni alla paraffina, una conferma: siamo nelle mani dell’ultimo padrone

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clownCi vorrebbero davvero “i professionisti della partecipazione” di cui vaneggia spesso il sindaco Cosimi. Perché ogni giorno ci sarebbe da scrivere almeno due articoli sulle continue dimostrazioni di incapacità e superficialità delle istituzioni locali sui temi ambientali. È diventato perfino noioso.

Prendete ad esempio l’ultima novità: qualcuno passando di qui ha pensato bene di scaricare in mare qualche tonnellata di paraffina. Qualcuno che molto probabilmente rimarrà anonimo perché si prendono le impronte digitali a chi ha attaccato sui muri gli adesivi con le uova, ma in mare si può scaricare di tutto senza problemi.

Non si sa neanche quant’è questa paraffina, e dopo una prima bonifica è arrivata una nuova ondata per cui si è dovuto ricominciare tutto daccapo.

“Per almeno due giorni” si legge sulla stampa locale “la paraffina ha viaggiato indisturbata dalla Meloria fino a spiaggiarsi alla Terrazza Mascagni”.

E qui l’ennesimo scaricabarile tra Comune e Capitaneria: “Non ci avete avvertito, sì vi abbiamo mandato un fax, no, non ci è arrivato, sì ma non funzionava il centralino allora siamo venuti in macchina e ve l’abbiamo detto a voce, sì ma dovevate andare in un altro ufficio”. Non ci interessa neanche sapere chi ha ragione. Fatto sta che l’intervento è partito in ritardo e sono stati buttati via qualche decina di migliaia di euro.

Così funziona a Livorno il collegamento tra Capitaneria di Porto e Comune in caso di emergenze ambientali. Nel 2012, quando ormai anche un bimbo di quattro anni usa internet, due Enti pubblici con queste competenze non riescono nemmeno a farsi una telefonata. Ma non se li sono scambiati i numeri di cellulare, metti caso ci fosse bisogno?  Chiamano un telefono fisso e se in ufficio non c’è nessuno devono prendere la macchina e andarsi a cercare...

Potevano almeno mettersi d’accordo e dare una versione ufficiale in cui non si sputtanassero a vicenda. No, nemmeno questo, ormai hanno il dente avvelenato e hanno trovato un’altra occasione per accapigliarsi apertamente sulla stampa locale.

È questa la gestione delle emergenze ambientali a Livorno?

Ma cosa è venuto a fare da Firenze il commissario all’ambiente Grassi? A fare i saluti romani davanti al bar? Tutti i giorni succede qualcosa e lui fa scrivere di essere “imbufalito”, “irato”, scimmiottando lo stile del “governatore”, ma il fatto è che non ne combina una giusta.

Una sola certezza: se un domani (speriamo mai) dovesse entrare in funzione il rigassificatore offshore, ci converrebbe affidarci a uno stregone haitiano per un rito voodoo perché in caso di incidente (e in quel caso sarebbe veramente un incidente di dimensioni bibliche) queste autorità non sarebbero neanche in grado di scambiarsi una telefonata tra loro.

Un particolare secondario: chi avesse fatto una semplice ricerca su internet per capire cos’è la paraffina, avrebbe letto che “la paraffina è stata dichiarata cancerogena dalla comunità europea”. Ma il Comune, tanto per cambiare, aveva dichiarato con la velocità della luce che non c’era alcun pericolo per la popolazione. Intanto però sulla stampa locale campeggiava una foto degli uomini impegnati nella bonifica degli scogli della Terrazza vestiti come gli operai di Fukushima.

Una contraddizione così palese da diventare perfino patetica. E non è un po’ inquietante questo riflesso condizionato per cui si minimizza sempre e comunque, prima ancora di capire cos’è successo?

Intanto non si parla neanche più della faccenda dei bidoni del cargo Venezia, come se il fatto di averne individuati qualche decina, in buona parte già aperti, sul fondo marino, avesse risolto tutti i problemi. Eppure si parla di inadeguatezza del piano di recupero e di necessità di un piano “B”. Ma tutto è sparito dalle cronache. Chissà se Grassi è “irato” anche per questo. Di Cosimi inutile domandare perché fin dall’inizio la faccenda dei bidoni sembra che non lo riguardi minimamente, come se fosse il sindaco di Salonicco o di Trebisonda. L’unico indagato pare sia il comandante della nave e anche qui avremmo delle perplessità.

Così vanno le cose, aspettando il rigassificatore.

(red.) 2 marzo 2012

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