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Darsena Europa: i numeri, gli interventi e l'audio del convegno

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darsena convegnoLa mattina di oggi, martedì 26 maggio, si è svolta in Fortezza Vecchia la conferenza che spiegava i vari passaggi che hanno portato all'intenzione di progettare la Darsena Europa e la presentazione degli studi del gruppo Ocean Shipping Consultants. Purtroppo il dibattito nella parte iniziale è stato inquinato dalle imminenti elezioni regionali e le promesse ed i numeri si sono sprecati. Ma vediamo di capire alcuni dati e focalizzarci sulle cose più importanti.

In apertura il presidente dell’Autorità Portuale Giuliano Gallanti ha espresso il quadro che gli è stato riportato come scenario del futuro nel Mediterraneo. Tra i punti principali la dimensione delle navi che saranno mediamente da 10 mila TEU. Ha parlato di una fortissima crisi del traffico nel Mediterraneo nei prossimi 5/7 anni, dovuto appunto alle crescenti dimensioni delle navi che continuerà fino a navi da 25 mila TEU per le quali nel Mediterraneo c’è un solo porto in grado di ospitare tali giganti.

Non possiamo non commentare che è ovvio che Livorno dovrà puntare ad alzare la media della dimensione delle navi che possono entrare in porto. Quasi nessuno mette in discussione il dato che il porto di Livorno debba adeguarsi alle dimensioni delle navi che aumentano finchè tale fenomeno continuerà, anche se il gigantismo navale è un processo che ha costi molto alti. Basta vedere come alcuni porti transoceanici degli Stati Uniti (Oakland ad esempio) abbiano già dichiarato che non sono interessati a navi oltre i 18.000 teus. Per motivi di sicurezza ma anche per il rapporto fra costi (soldi pubblici) per adeguare le infrastrutture e i sistemi di sicurezza e fra benefici, cioè il valore aggiunto prodotto dai nuovi traffici intercettati. Nel Mediterraneo l'80% del traffico continuerà ad avvenire con navi da 8000 teus. Il problema è che a Livorno una 8000 teus a pieno carico non può entrare, sia per colpa dei fondali che per colpa della strettezza del canale di ingresso alla Darsena Toscana.

L’assessore regionale al bilancio, Vittorio Bugli, che ha partecipato in rappresentanza della Regione e di Rossi, dopo un inizio molto “elettoralistico” in vista delle regionali, ha espresso la volontà di fare di Livorno uno dei porti importanti del mediterraneo, e di arrivare a Luglio con il bando pronto per far partire la Darsena Europa e il Project Financing. Si è detto favorevole ai fondali a -18 metri anziché -16. La domanda però sorge spontanea: come pensa pensa di smaltire i fanghi in più e a quali costi?

Successivamente è stato il turno dell’intervento molto tranchant del sindaco Nogarin. Ad essere sinceri alcune cose gli si possono appuntare, in tali palcoscenici probabilmente sarebbe meglio riuscire a dibattere con le controparti, restare ad ascoltare anche chi si contesta e smontare eventualmente le cose che non tornano creando un dibattito costruttivo. Il sindaco ha comunque promesso che nei prossimi giorni comunicherà tutti i punti oscuri del rapporto della Ocean Shipping Consultants (il rapporto è scaricabile in fondo all’articolo) ed ha sottolineato l’importanza della Darsena Europa auspicando però cautela e ponendo dubbi. Tra questi la fine che farà il bacino di carenaggio, la fretta e furia a cui la giunta è stata obbligata nell’approvazione del Piano Regolatore Portuale (PRP). Ha poi duramente attaccato il dossier della Ocean Shipping e il suo costo di quasi 200.000 euro definito sproporzionato e dal costo di oltre 1.000 euro a pagina, un report in un inglese scorretto e scopiazzato da altre parti, come se fosse stato scritto in italiano e tradotto in un inglese sgrammaticato. Ha sottolineato che il report avrebbe dovuto essere in italiano e non in un’altra lingua. Ha trovato inopportuno il conflitto di interessi presente, perché chi ha scritto questo progetto sulla fattibilità finanziaria è la stessa persona che ha redatto il progetto di fattibilità tecnico economico preliminare della Darsena Europa. Si è detto preoccupato dell’aumento dei costi dai 650 milioni iniziali agli attuali 805. Ha promesso che vigilerà punto per punto sul crono programma della realizzazione perché la città ha bisogno il prima possibile di occupazione. Ha criticato l’analisi previsionale del report giudicato poco attendibile e troppo ottimistico sulle stime di crescita dei traffici.

Il segretario Provinciali si è detto disposto ad analizzare eventuali altri studi portati dal sindaco, ma non critiche basate su impressioni personali del primo cittadino. Ha difeso inoltre l’operato di Simonetta Migliaccio (della società del R.I.Na D’Appolonia) non considerando il suo operato come conflitto d’interessi, poiché non è un giudizio sul proprio operato ma un lavoro di affinamento della prima parte di progetto.

L’ingegner Marco Tartaglini di Modimar, società che ha firmato il progetto del PRP e della Piattaforma Europa, ha spiegato che vi sarà un nuovo ingresso al porto più allargato per permettere l’ingresso di navi medio-grandi, ha difeso la scelta dei fondali a -16 metri che è ad esempio la quota dei fondali a cui aspirano Taranto e Cagliari (Gioia Tauro uno dei principali porti container è -17). Questa scelta non preclude però di fare ulteriori scavi o modificare la profondità in fase di progettazione come adeguamento. Si dovrà però trovare la soluzione per lo smaltimento dei fanghi degli scavi. C’è in tal caso un esubero di 2,5 milioni di metri cubi per i quali ci sono 4 possibili soluzioni: lo scarico a mare (non possibile per la presenza del Santuario dei Cetacei), destinarlo in discarica a terra (non conveniente dato il gran volume di cui si parla), ripascimento di spiagge in particolare quella di Tirrenia se c’è accordo tra enti ed istituzioni (speriamo che il tutto avvenga dopo approfondite analisi del materiale giudicato come non inquinante), riuso a terra per opere civili.

Dopo gli interventi dei rappresentanti della Ocean Shipping Consultants, c’è stata la presentazione del piano economico finanziario della Piattaforma Europa e parlando di soldi, le cose si sono fatte un po’ complesse rispetto all’Accordo di Programma. Noi eravamo rimasti alla firma dell’Accordo nel quale venivano investiti 200 milioni di euro da parte dell’Autorità Portuale, 50 milioni da parte del governo, altri 200 milioni messi dalla Regione tramite un mutuo da 250 milioni che però sarebbe stato rimborsato dalla regione con 12,5 milioni di euro annui per 20 anni. Totale investimento pubblico 450 milioni di euro, il resto tramite Project Financing di investitori privati.

Oggi abbiamo capito tramite l’intervento di Simonetta Migliaccio che il costo totale dell’opera è di 805 milioni di euro.

L’investimento pubblico complessivo è di 479 milioni (178 investiti in Project Finance e 301 per le opere di servizio a tutto il resto del porto) non si sa chi metterà gli ulteriori 29 rispetto ai 450 dell’Accordo di Programma.

Le opere civili costano 607 milioni e si dividono in due parti: intervento pubblico e Project Financing. Le opere pubbliche come la Diga Foranea e una parte di molo per scalo ferroviario e collegamenti viari costano 301 milioni, i restanti 306 sono in Project Financing.

Oltre ai 607 milioni delle opere civili, ci sono 198 milioni di euro di “equipment” (banchina, piazzale, edifici e altro di modo che il Terminal possa operare) di questi, 178 milioni saranno di parte pubblica

In Project Financing ci sono in totale 504 milioni di euro, 178 milioni di parte pubblica e 326 milioni di parte privata. Di questi ultimi 326, 198 servono per l’equipment e l’operatività del Terminal e 128 per le opere civili.

Le concessioni dureranno 50 anni, lo studio della Ocean ha tenuto conto per le stime di traffico, di un prezzo medio per TEU di 110 euro.

Ci auguriamo che l’Autorità Portuale pubblichi i grafici mostrati oggi sui costi. Inoltre sono state fatte tutte le riprese video che speriamo finiscano on line di modo che ognuno possa farsi un’idea del dibattito odierno.

redazione, 26 maggio 2015

Per approfondimenti potete scaricare:

L’ACCORDO DI PROGRAMMA

IL DOSSIER OCEAN SHIPPING CONSULTANTS

ASCOLTA AUDIO INTERVENTO NOGARIN E REPLICHE PROVINCIALI E GALLANTI

ASCOLTA AUDIO INTERVENTO SIMONETTA MIGLIACCIO SUI COSTI DELLA DARSENA EUROPA

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