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Il Tirreno e il biglietto omaggio di Nogarin: quando il lavoro sporco diventa ridicolo

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La presenza del sindaco in curva Nord, in una tribunetta lato tribuna, ha scatenato nuovamente Il Tirreno e i gossippari su polemiche di livello infimo.

nogarin curva nordChe ormai l'informazione sia ridotta a gossip è un fatto appurato. Il mondo dell'informazione, in epoca di crisi e di palese fallimento di un sistema che quotidianamente accentra le ricchezze in mano di pochi e fa peggiorare le condizioni materiali di tutti gli altri, ha il compito di generare notizie di bassa lega che diano l'opportunità di tenere impegnata ogni 24 o 48 ore la massa. Per dirla in uno slogan, il ruolo dell'informazione mainstream nel terzo millennio è quello di arma di distrazione di massa.

Bacci sindaco!

Senza fare voli pindarici o esercizi teorici, basta vedere come a livello locale i media abbiano cambiato pelle e stile giornalistico con il mutare del comando della città. Con la sconfitta del Pd e con il "partito" in difficoltà interne e in fase di ristrutturazione/riciclo della classe dirigente, per almeno 6 mesi l'opposizione piddina alla Giunta è stata portata avanti per interposta persona da Procuratore, Prefetta, Questore e Direttore de Il Tirreno. Quest'ultimo però si è elevato dagli altri, perché lo ha fatto in modo più diretto, con spunti di manovalanza dell'informazione che hanno toccato bassezze inimmaginabili. Ed ecco che in questi mesi Collesalvetti si è trasformata contemporaneamente nel triangolo industriale e nella "Silicon Valley" livornese, ed il suo sindaco in elemento imprescindibile per lo sviluppo della città. Senza Bacci ormai non si può fare nemmeno le riunioni di condominio. Senza contare come i giornalisti de Il Tirreno vadano a seguire gli eventi con il cronometro in mano: dopo due legislature del sindaco più ritardatario di sempre, Il Tirreno non manca mai di far notare i ritardi di sindaco e assessori attuali. Un esempio? Nel servizio sulla banchina concessa agli indonesiani che producono olio di palma e biocarburanti e sui futuri investimenti, l'articolo, dopo aver incensato Rossi e Bacci, rammentava la presenza di Nogarin solo per sottolineare il ritardo all'appuntamento a causa dello spostamento della sede.

Nogarin in curva

Ma l'ultima perla è quella della polemica sul sindaco Nogarin in curva. Partiamo da un presupposto: come principio generale, se Nogarin sia o meno ben accetto in curva lo decide la curva, cioè i gruppi che la organizzano, e non altri enti, giornali o persone esterne alla curva stessa. Domenica scorsa Nogarin è venuto in curva in modo anonimo da semplice cittadino/tifoso con alcuni amici tifosi, senza che nessuno lo sapesse. Niente di strano o montato ad arte. Chi era con lui ha precisato che la presenza del sindaco è stata del tutto episodica e maturata mentre assisteva con altri tifosi alla trasmissione "Alelivorno" durante i festeggiamenti per il centenario al Palamodì. Congedandosi dai tifosi conosciuti in quella serata ha riferito di volersi unire alla comitiva per la partita con l'Avellino, non prima di aver "confessato" di non sapere niente di calcio e di non aver mai seguito il Livorno. La cosa ridicola è che la polemica creata da Il Tirreno, e da altri media locali che fanno esclusivamente cronaca e gossip, non è stata tanto sulla presenza del sindaco sulle tribunette di curva invece che sul terrazzino Vip di tribuna, ma sul fatto che avesse un biglietto omaggio. Il biglietto è stato fotografato da un amico come ricordo e poi ha girato in rete. Sembrerebbe, e su questo usiamo il condizionale perché non abbiamo il riscontro tecnico, che i dati di Nogarin, in quanto sindaco, siano inseriti nel database nazionale e i biglietti siano generati come "omaggio" automaticamente. Il sindaco, sempre secondo la testimonianza degli amici, ha allora "compensato" contribuendo all'ingresso alle offerte chieste per l'allestimento della coreografia. Scriviamo questo non tanto perché ci interessi la polemica o la difesa del sindaco, ma perché conosciamo i tifosi che erano con lui ed è giusto raccontare le cose per come sono accadute. Tra parentesi, come dichiarato dai diretti interessati, di tutto il gruppetto protagonista di questa vicenda i voti ai 5 Stelle alle scorse elezioni ammontano alla strabiliante quota di 1.

Tornando al ruolo dei media e al livello raggiunto da Il Tirreno, il giornale che si affaccia sull'obitorio di viale Alfieri ha ripreso la polemica da una pagina Facebook chiamata "La voce di Livorno" a cui basta dare un'occhiata per capire dove uno è capitato. Un po' come Repubblica che ultimamente ha riportato una notizia dal geniale sito di Lercio secondo il principio di far fare il lavoro sporco agli altri o far dire ad altri ciò che ci piacerebbe dire a noi senza poterlo fare per motivi di decenza.

Fare opposizione

Qualcuno potrebbe contestarci: quindi siccome quelli che c'erano prima ci hanno affossato è vietato fare opposizione per i prossimi 4 anni? No, affatto. Intanto sarebbe da fare un'opposizione seria e dare a questa città un'informazione seria. Perché quando si parla dei disastri Cosimi e Lamberti non bisogna mai scordarsi che ciò è stato possibile grazie al lavoro dei media locali che hanno contribuito a non smuovere mai nulla nello stagno livornese e anzi a dare copertura ai notabili, alle famiglie, ai palazzinari, alle classi dirigenti e ai loro amici da piazzare nelle partecipate o in qualche consiglio di amministrazione.

Quando hanno vinto i 5 Stelle tutti sapevano cosa avrebbe significato: che sarebbero andate al potere persone alla prima esperienza, che venivano da contesti più simili a quelli di dinamiche da semplici cittadini piuttosto che di scafati uomini politici legati a cordate o a interessi particolari. E forse qualcuno si è anche scordato che a pochi giorni dalla consegna delle liste elettorali il M5S non sapeva nemmeno se si sarebbe presentato. Fare opposizione a questa Giunta è, quindi, un dovere di tutti, ma va fatta in un modo serio che contribuisca ad alzare il livello politico che spesso proprio per i motivi illustrati sopra si abbassa un po' troppo. Fare opposizione come fa Il Tirreno significa continuare a fare l'ufficio stampa dei poteri storici e abbassare ulteriormente il livello. Visto che lo hanno fatto per decenni, causando danni incalcolabili, potrebbero anche mettersi l'animo in pace. L'8 giugno 2014 ormai è lontano, tra due mesi probabilmente il loro amico Rossi vincerà le regionali in carrozza e se la giunta non darà una sterzata dopo questa fase di difficoltà di bilancio e decisioni dolorose e spesso cervellotiche, è probabile che tra 4 anni si ritrovino a sindaco di Livorno il loro amato Bacci. Quindi per il bene della città ci auguriamo che si facciano passare presto la strinata che hanno preso l'8 giugno e riescano a recitare il ruolo di giornale di parte, quale saranno sempre, invece che di ufficio stampa di Bacci e Rossi. Sarebbe già un bel passo avanti.

Redazione - 23 febbraio 2015

 

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