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La protesta dei lavoratori Cooplat: i dettagli del bando e i retroscena dei conti Aamps

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Giovedì i 79 lavoratori Cooplat dello spazzamento e i sindacati hanno protestato sotto il Comune di Livorno e hanno chiesto il mantenimento del contratto dei servizi ambientali e la clausola di salvaguardia dei posti di lavoro. Ma nel bando di Aamps uscito in questi giorni non ci sono. Nogarin: "In passato sono stati utilizzati i soldi di OLT destinati al porta a porta per darli a Cooplat, ora non possiamo più".

cooplat protesta comuneLa questione Aamps e spazzamento delle strade ha ormai quasi 15 anni e a questo giro si è riproposta in tutta la sua drammaticità e per certi versi assurdità. Ma partiamo dall'inizio.

Il servizio spazzamento è stato esternalizzato da Aamps nel 2000, quando la società partecipata al 100% dal Comune di Livorno affidò a Cooplat questo servizio e ricollocò i suoi spazzini in altre mansioni. In poche parole Aamps si è ritrovata ad essere un’azienda che ha, come missione sociale, anche la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade ma che dal 2000 non ha più nemmeno uno spazzino. Servizio esternalizzato e ex spazzini sparsi in uffici e altre mansioni. Già da qui si nota che qualcosa non torna.

Il punto di partenza è quindi questa assurdità, denunciata anche dal vecchio "commissario straordinario" Rosi che Cosimi mise a capo dell'azienda per sistemare i conti traballanti e i tanti debiti, fra cui proprio quelli con Cooplat che andò incontro all'azienda nella dilazione e che deve avere sempre soldi da Aamps.

Ma passiamo ad oggi e alle decisioni di Aamps e della giunta a 5 Stelle. Come abbiamo già scritto un mese fa, si sta riproponendo lo stesso problema che Rosi e Cosimi hanno rimandato dal febbraio 2013 con una proroga del bando. Secondo Nogarin, che questa mattina ha incontrato sindacati e lavoratori in seguito alla veemente protesta sotto il Comune, quella proroga fu possibile perché Cosimi stornò a Cooplat con trattativa privata i 700.000 euro di compensazione che OLT (i proprietari del rigassificatore) aveva dato al Comune e che erano destinati alla raccolta differenziata. L'amministrazione 5 Stelle, adesso, vuole riportare quei soldi al loro supposto utilizzo (quindi per posti di lavoro diversi da quelli dello spazzamento) e quindi la base d'asta del bando di spazzamento è inferiore al passato: 3.489.000 euro contro i 4.058.000 euro dello scorso bando, 600.000 euro di risparmio per Aamps. E qui sta la madre di tutti i problemi: con questa base d'asta è inutile parlare di clausole e contratti, perché con questi soldi è matematicamente impossibile garantire stipendi (79) e contratti attuali (Fise).

Ma andiamo avanti. Dopo l'allarme lanciato dai sindacati tre settimane fa circa la pericolosità del bando che stava per partorire Aamps, la settimana scorsa si è svolta un'audizione dell'assessore all'ambiente Gordiani con i sindacati (Cgil e Uil) e i lavoratori. In quell'audizione non è emersa nessuna possibilità di compromesso con tanto di toni che si sono progressivamente accesi.

I lavoratori Cooplat e i sindacati chiedevano il mantenimento del contratto dei servizi ambientali e clausola di salvaguardia dei posti di lavoro. Nel settore dell'igiene ambientale il contratto di riferimento è il Fise, un buon contratto con 36 ore settimanali e una paga base di oltre 1250 euro, ma nel settore spazzamento (o anche nei cimiteri ad esempio) molte aziende che vincono l'appalto utilizzano il contratto "multiservizi", 40 ore settimanali e stipendi al limite dei 1000 euro, che è il più utilizzato nel settore della pulizia e del giardinaggio (e molte aziende vengono proprio da lì).

Il problema quindi ha le proprie radici nelle difficoltà finanziarie di Aamps, coperte fino ad oggi con artifici contabili e spostamenti di risorse. Il contratto e i posti di lavoro, come già detto, li decide la base d'asta specialmente in quegli appalti dove oltre l'80% dei costi cadono sotto la voce personale e dove i conti vengono fatti con in mano le tabelle ministeriali dei contratti nazionali. Con quella base d'asta di partenza il contratto Fise è impossibile da applicare e nessuno si sognerebbe di partecipare. C'è però anche un altro principio che non può essere trascurato: che se non si mettono dei paletti nei bandi poi potrebbe succedere che tra 5 anni qualcuno voglia risparmiare ancora e fare un bando che spalanca le porte alle cooperative sociali con stipendi da 800 euro al mese. E si sta parlando di un'azienda pubblica e di servizi pubblici essenziali e quindi chi li appalta ha il dovere di monitorare e favorire le condizioni di salario e sicurezza di chi ci lavora.

A nostro avviso quello che chiedono i sindacati è la base della civiltà: cioè l'applicazione del contratto di settore e una garanzia di assunzione a prescindere da chi vince il bando per chi da 15 anni svolge quel tipo di lavoro. Come cantavano giustamente questa mattina i lavoratori Cooplat sotto le scalinate del Comune "gli spazzini di Livorno siamo noi". E chi sennò?

Ma come si supera questa situazione? L'assessore Giovanni Gordiani  nell'incontro della scorsa settimana con lavoratori e sindacati ha evaso il problema dicendo che lui deve dare l'indirizzo politico e occuparsi del ciclo dei rifiuti per il bene della città e che non può mettere bocca nei bandi. Così però sarebbe troppo facile, anche perché Aamps è una partecipata al 100% del Comune e a capo dell'azienda c'è il grillino Marco Di Gennaro.

Gordiani ha quindi risposto ad un problema specifico con un discorso di sistema. Discorso di sistema che tra l'altro noi riteniamo giustissimo perché se si vuole cambiare le società partecipate (cioè quelle che il Pd ha fatto diventare carrozzoni) e il ciclo dei rifiuti, non si può certo vivere di status quo. Ma l'errore di Gordiani è affrontare con discorsi di sistema un problema specifico senza dare una soluzione di sistema: si internalizza, si crea una società ad hoc dove mettere spazzamento, porta a porta, raccolta cartoni e altro legato al riciclo? Una soluzione va trovata. Nel discorso di sistema ha ragione Gordiani ma nello specifico hanno ragione i lavoratori Cooplat e i sindacati, specialmente su un punto: quello della clausola sociale per la salvaguardia del posto di lavoro.

E allora? Allora Di Gennaro e l'amministrazione 5 Stelle avrebbero dovuto presentarsi da Cooplat con un discorso di sistema: rivoluzioniamo il sistema Aaamps con la raccolta porta a porta e nuovi impianti per il riciclo, internalizziamo lo spazzamento e vedrete che il saldo dei posti di lavoro alla fine è positivo. E i lavoratori Cooplat avrebbero avuto la priorità di ricollocamento in questo sistema a saldo di lavoro positivo.

Con un discorso di sistema così nessuno sarebbe stato a fare le bucce a un bando di transizione per lo spazzamento. Ma così non è stato e l'impressione è che innanzitutto l'operazione sia volta a risparmiare perché ritenuto inevitabile, con le porte spalancate al contratto multiservizi con perdita secca di circa 250 euro di salario mensile e con una clausola di salvaguardia del posto di lavoro debolissima che permette, a chi vince, la non assunzione dei precedenti lavoratori nel caso abbia esuberi interni da collocare.

Nogarin dopo l'incontro con i lavoratori si è detto disposto a rivedere la clausola di salvaguardia e alla domanda sulla reinternalizzazione del servizio di spazzamento in Aamps ha detto che gli uffici tecnici gli hanno dato parere negativo anche in seguito al fatto che le nuove leggi del governo sulle partecipate sono molto più rigide.

Insomma, i nodi vengono al pettine. Il progetto Cosimi-Rosi del 2013, poi sanato con i soldi di OLT, è rimasto tale e quale e l'amministrazione 5 Stelle lo ha applicato senza colpo ferire.

Cosa può succedere ora? A questo punto, o il bando viene modificato, oppure Aamps e giunta devono rilanciare con l'internalizzazione del servizio (già votata dal Consiglio Comunale e annunciata dall'assesore Martini). E come ha proposto il sindacalista Claudio Sodano della Uil all'incontro con Gordiani, visto che tutt'ora è aperto un concorso con graduatoria per operaio generico in Aamps legato al porta a porta (scade venerdì 17 ottobre), ai lavoratori Cooplat deve essere in ogni caso garantita la ricollocazione nel sistema Aamps riguardante i rifiuti. Il fatto che il bando sia strutturato su rinnovi di 1+2+2 anni può far sperare che effettivamenti sia un bando di transizione in attesa delle reinternalizzazione del servizio e delle assunzioni.

Insomma, attendiamo che l'amministrazione proponga un quadro finanziario, di investimento e di lavoro complessivo di Aamps per valutare se il saldo del lavoro sia positivo o meno e se il ciclo dei rifiuti sarà realmente rivoluzionato. Nel frattempo non possiamo che constatare che la protesta dei lavoratori e dei sindacati sia più che legittima, specialmente in assenza del suddetto piano generale.

Di una cosa però siamo certi. Se la legge di stabilità del governo Renzi sarà confermata, ulteriori tagli si abbatteranno su enti locali e servizi. Probabilmente quello di Aamps non sarà il solo bagno di sangue a cui dovremo assistere.

Redazione - 16 ottobre 2014

 

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