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Limoncino: Campioni... del conflitto d’interesse

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ecoballeDopo il consulente marxista ortodosso, alla corte del Marchionne di Livorno arriva anche il consulente ambientalista

Mentre la campagna acquisti estiva del Livorno come al solito langue, quella del signor Bellabarba, il Marchionne di Livorno, prosegue a tutta birra.

Giocatori di prim’ordine, tutti rubati alle dirette concorrenti: il primo colpo di mercato è stato Simone Bartoli, uno che legge il secondo libro del Capitale come se fosse l’Almanacco Topolino.

Il secondo acquistone è stato Valerio Campioni, un nome che è tutto un programma, esponente di punta di quell’”ambientalismo del fare” che coniuga un’intransigente difesa della natura con la necessaria attenzione alla crescita e allo sviluppo.

Ma come chi è Valerio Campioni? Ma davvero non ne avete mai sentito parlare? Maddai...

Valerio Campioni, 39enne, esordisce nella politica locale nel 1998 come vicepresidente di Legambiente con l’iniziativa “un lenzuolo contro lo smog”.

In seguito promuoverà la pulizia delle spiagge e il recupero degli antichi lavatoi di Montenero, meritandosi i galloni di presidente dell’associazione.

Ma l’iniziativa più pregnante è sicuramente il “Trofeo Tartaruga”, cioè una gara tra consiglieri comunali a chi arriva prima dalla stazione al porto, con la quale si dimostra che chi va in autobus ci mette di più di chi va in motorino.

Tre giorni dopo viene nominato nel consiglio di amministrazione dell’AAMPS, e la stampa lo presenta come “laureando in architettura”. Non rilascia alcuna dichiarazione, né in rete resteranno tracce di questo importante incarico. In compenso promuove una spiaggia per cani e una campagna per salvare i datteri veri dall’estinzione.

Nel 2004 entra nei DS e viene eletto consigliere provinciale, carica che ricopre tuttora.

In estate presenta i risultati del monitoraggio della Goletta Verde: ”Legambiente è soddisfatta, il nostro mare è pulito” titola Il Tirreno.

A inizio 2006 la trasmissione Ballarò lo intervista sull’ipotesi del rigassificatore di Rosignano, e si dichiara “disponibile a parlarne”.

È in questo periodo che ottiene un incarico co.co.co. dal Comune di Livorno, incarico che viene rinnovato l’anno successivo.

La delibera (n. 2513 del 18 maggio 2007) gli assegna compiti di “predisposizione della documentazione propedeutica all’attuazione di Agenda 21 in collaborazione con ARPAT”. Non sembra essersi laureato, dato che viene indicato con “sig.” e non con “dott.”. Ma la laurea è solo una formalità, un pezzo di carta, rispetto a un curriculum che evidenzia “una notevole esperienza acquisita in campo ambientale”. E c’era bisogno di un consulente esterno? Certo, la delibera lo spiega chiaramente: “le specifiche attività per elaborare la documentazione in questione non possono essere espletate dal personale di ruolo in quanto utilizzato in altre funzioni o servizi”. L’importo della consulenza è di 20mila euro lordi.

Poco prima il Nostro aveva firmato un documento che Il Tirreno pubblica sotto il titolo: “Gli ambientalisti a cui piace il PD”. Come dargli torto...

Qualche mese dopo ricompare sulla stampa accusando la Provincia di privilegiare il rapporto con le Guardie Ambientali Volontarie rispetto a quello con WWF, Lipu e Legambiente (naturalmente è un caso che lui fosse il presidente) e sostiene che le GAV sono un gruppo di vecchiardi. Le GAV replicano “L’età media delle Gav della Provincia è di 47,2 anni, di quelle di Legambiente 48,0”.

Presiede la Commissione Ambiente della Provincia fino al 2010, ma il sito openpolis.it, aggiornato al settembre 2009, riporta “dichiarazioni zero”. Praticamente è presente sulle cronache solo per aver vinto 500 euro come quattromilionesimo passeggero dell’aeroporto di Pisa.

Riemerge dall’oscurità proprio in questi giorni, quando annuncia di essere al soldo della ditta Bellabarba, come consulente, fin dal febbraio 2010. Ma assicura che come presidente della Commissione Ambiente non ha mai affrontato nessuna decisione che riguardasse Bellabarba. Non ci sono motivi per dubitarne. Del resto, come ha scritto La Nazione, Valerio Campioni “non ha mai brillato per assiduità e partecipazione ai lavori del consiglio”. E non si possono vedere conflitti d’interesse dappertutto, che diamine! Come ha detto il segretario del PD Di Rocca, “anche chi ha la tessera del PD deve lavorare”. Di Rocca parla sulla base di una sofferta esperienza personale. Pensate che ha dovuto aspettare addirittura il ventinovesimo anno di età prima di diventare presidente dell’AAMPS.

La seduta del Consiglio Provinciale in cui si discuteva la posizione di Campioni poteva essere per lui, finalmente, l’occasione per un grande momento da protagonista, e la decisione di svolgerla a porte chiuse ha profondamente mortificato l’”ambientalista del fare” e tutti noi suoi fans. Perché privarlo di un palcoscenico all’altezza delle sue competenze? Perché impedirgli di snocciolare la sua “notevole esperienza acquisita in campo ambientale”?

Ma Valerio Campioni potrà rifarsi nei prossimi mesi organizzando una bella lenzuolata sulle pendici del Monte La Poggia. Sembra che stia cercando di farsi riconoscere una consulenza anche per quello.

Nella foto: Ecoballe

Per Senzasoste, Ciro Bilardi


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