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profughi protesta livornoRiguardo alla protesta dei profughi del Centro Sant’Anna di Livorno, riteniamo necessario spiegare cosa è successo ed analizzare come i quotidiani locali stanno affrontando questa situazione.

Partiamo da una premessa: la Prefetta uscente Tiziana Costantino, colei che rappresenta sul territorio il Governo di Matteo Renzi, ha il compito della gestione dei migranti in città. Da quando è arrivata, la Costantino ha iniziato una guerra più o meno sotterranea contro il governo della città e contro gli sfrattati, tanto che siamo una delle poche città della Toscana nella quale nonostante il grande problema abitativo, non è stato imposto dalla prefetta il blocco degli sfratti (se non per pochi mesi nell'estate 2015). Ultimamente la Costantino aveva anche imposto all’ufficio anagrafe di non dare più le residenze di soccorso, cioè quel sistema per cui una persona sfrattata che non ha residenza può comunque mandare i figli a scuola, ricevere assistenza sanitaria o fare semplici operazioni come riscuotere una pensione. Ma forse il pensiero della prefetta era che, se non si danno questi servizi, magari questi poveri se ne sarebbero andati via o sarebbero spariti magicamente. Da pochi giorni la Costantino è stata nominata prefetto di Bergamo e vedremo le scelte della nuova prefetta Anna Maria Manzone, ex prefetto di Grosseto.

Foto da http://www.corriere.it/foto-gallery/cronache/16_settembre_05/livorno-rivolta-centro-d-accoglienza-profughi-bloccano-strada-56003444-738f-11e6-8697-4ca4df3f7e63.shtml

Detto questo, la situazione dei profughi è stata gestita in maniera assurda ed il fatto che ASA abbia staccato l'acqua alla struttura che li ospita è solo la punta dell'iceberg di una situazione paradossale. Nessun contatto o confronto né con l’amministrazione, né tantomeno con le associazioni di volontariato che potevano tamponare le emergenze o dare preziosi consigli su una graduale integrazione. I profughi sono stati messi in strutture spesso fatiscenti o comunque arrangiate per l’accoglienza. Questo è stato già il primo errore su come NON si gestisce una situazione simile.

A giugno 2014 la Prefettura ha emesso un bando di gara per associazioni che si sarebbero dovute occupare dell’accoglienza e di trovare una struttura dove ospitare i migranti e, per questi servizi che elenchiamo, venivano stanziati per le cooperative/associazioni vincitrici del bando, fino a un massimo di 35 euro al giorno per ogni profugo. Questi soldi provenivano dal Fondo Europeo per i Rifugiati (fino al 2013) poi sostituito fino al 2020 dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione il cui erogatore è sempre la Commissione Europea. Secondo i dati del 2013, i fondi europei utilizzati dal nostro Paese non superano il 40% del totale a disposizione. Dal 2007 al 2013 l’Italia ha speso meno di 20 miliardi di euro, cioè soltanto il 40% dei 49,5 miliardi previsti dal fondo europeo. Il nostro paese contribuisce, dando soldi all’Europa, per creare questi fondi, ma poi non approfitta del loro stanziamento perché non presenta bandi. Per chiarire inoltre va specificato che i soldi sono divisi per settore, i soldi che l’Europa destina ai profughi non possono essere spesi in altri campi.

I 35 euro totali di cui parlavamo, la cooperativa/associazione vincitrice del bando, deve utilizzarli per: vitto, gestione amministrativa, mediazione linguistica, assistenza alla formulazione della domanda di rifugiato, servizio di pulizia e per l’igiene, 2,50 euro al giorno, una prepagata telefonica dell’ammontare di 15 euro all’arrivo in città.

L’importo complessivo massimo del bando, previsto da marzo a dicembre 2014, era di 840.000 euro (anche il bando 2015 specifica che è valido dal 1/4/2015 al 31/12/2015, non si capisce se dall’inizio dell’anno fino a fine marzo valga il rinnovo del precedente o ci sia un limbo legislativo, il bando 2016 ad esempio dice di essere valido dal 1/4/2016 al 31/12/2016). Nel bando 2014 non viene citato in nessun modo l’art. 84 comma 2 del D. Lgs. 159/2011 e cioè la comunicazione antimafia, e nemmeno il decreto nel suo complesso è mai tirato in ballo. In pratica non c’era nessun controllo antimafia in questo appalto. Nei bandi 2015 (sez 8A) e in quello del 2016 (sez 8A) evidentemente la Prefettura si deve essere ricordata che forse qualche rischio di infiltrazione avrebbe potuto esserci ed ha aggiunto l’obbligo delle certificazioni antimafia (D. Lgs. 159/2011).

Nel bando di quest’anno per le cooperative/associazioni aggiudicatarie è previsto che debbano fornire i seguenti servizi per i quali ricevono fondi pubblici europei: gestione amministrativa (registrazione e funzionalità degli impianti della struttura ecc.), assistenza generica alla persona (orientamento sulle regole e comportamenti nella struttura, lavanderia ecc.), pulizia e igiene ambientale (disinfestazione e pulizia dei locali ecc.), erogazione pasti, beni (sapone, shampoo, letti ecc.), integrazione (almeno 6 ore settimanali di italiano, un mediatore culturale, due vestiti per l’estate e due per l’inverno). L’importo massimo stanziato indicativamente per il 2016 è di 10.309.200,00 di euro (per il 2015 era di 3.083.437,50 di euro) e questi soldi ricadono dunque a pioggia alle varie associazioni e al loro personale e ai gestori dei locali/alberghi ecc.

Nel bando si specifica chiaramente inoltre che: Tutte le utenze e i costi di gestione e d’uso delle strutture, compreso gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria sono totalmente a carico dell’operatore economico.

Questa la graduatoria finale del 2015 e questa quella del 2016. Il Tirreno, ma risulta anche a noi, ha scritto che la gestione del centro Sant’Anna era affidato alla Cooperativa InOpera, eppure nella graduatoria dei bandi 2016 questa cooperativa non c’è, come se non avesse neanche partecipato al bando. E allora se il bando 2015 (dove invece InOpera è arrivata seconda) scadeva il 31 dicembre 2015, come è possibile che a settembre 2016 fosse ancora a capo della gestione di un centro per rifugiati? Probabilmente si trattava di una proroga. Come ha fatto la Cooperativa InOpera a ricevere dalla Prefettura l’ok per partecipare al bando se nel 2015 si richiedevano le certificazioni antimafia e la Cooperativa è nel giro dell’indagine su Mafia Capitale? Guardate questo Video e SOPRATTUTTO QUESTO sulla gestione dei Rom da parte della cooperativa InOpera, guardate in quali condizioni venivano tenuti gli “ospiti”. Già in questo articolo o questo del 2015 l’Autorità Nazionale AntiCorruzione si era occupata di questa cooperativa o anche in questo. Ma anche in questo articolo del Fatto Quotidiano del novembre 2015 si legge:

La gestione del Centro, nato con carattere temporaneo, viene prolungata dal dirigente di turno con ripetuti affidamenti diretti. Il 7 luglio 2015, a seguito di un esposto presentato dall’Associazione 21 luglio, l’Anticorruzione di Raffaele Cantone apre un fascicolo nei confronti del Comune di Roma in merito ai ripetuti affidamenti diretti alla Cooperativa Inopera e contesta al Campidoglio di aver contravvenuto al principio di trasparenza. Quattro mesi dopo, 25 novembre 2015, il Comune di Roma, a seguito di interdittiva antimafia, dispone l’annullamento della convenzione con l’ente gestore.

Perché dal 25 novembre 2015 (anche se si sapeva dall’inizio dell’anno la sua modalità di “gestione” delle strutture) la cooperativa InOpera ha subito a Roma un’interdittiva antimafia e a Livorno il Prefetto non le ha sospeso la gestione dato quanto previsto al punto 8 del bando che recita così: “Possono presentare offerte i soggetti di cui al punto 7), […] purché: non sussistano le cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art.67 del D.Lgs.6/9/2011, n.159 nonche’ le situazioni di cui all’art.84,comma 4 e all’art.91, comma 6 del D.Lgs.6/9/2011, n.159. (Normativa Antimafia)”? Perché a settembre 2016 questa cooperativa gestisce ancora un centro di accoglienza? Perché oltretutto riceve soldi pubblici europei e crea un debito con la società ASA che gestisce l’acqua nella nostra città? Perché le bollette dovranno aumentare, per dare dei soldi a una cooperativa che, probabilmente, non avrebbe dovuto avere un appalto? Dov’era il prefetto? profughi tirrenoprofughi tirreno 2Perché il problema per la stampa locale è la protesta dei profughi? Perché la stampa locale (in questo caso Il Tirreno) sposta l'attenzione cercando reati nel loro operato, ipotizzando che non fosse fatta passare un’ambulanza, cosa smentita da questo video ad esempio? Ci rendiamo conto che è grazie a questa protesta che si scopre che InOpera non paga ASA? Perché i vertici ASA non hanno detto una parola sul fatto che quella cooperativa affidataria di un bando pubblico non pagava? Cosa stava facendo Del Nista mentre tutto ciò accadeva? Ecco, forse queste sono le domande che un giornale dovrebbe fare, non raccontare panzane come il fatto che uno scooterista è andato a denunciare un’aggressione da parte dei profughi e poi smentirsi il giorno dopo dicendo che non è stata presentata nessuna querela.

Invece che soffiare sul fuoco dell’odio sugli ultimi, perché nessuno ha guardato quanti soldi pubblici queste cooperative ricevevano senza poi offrire i servizi per i quali venivano pagate? Perché non c’è stata nessuna inchiesta su qual è il livello in quelle strutture, se sono rispettati i bandi e sono forniti i servizi? E soprattutto visto che il compito degli organi di stampa è quello di informare, ma il controllo spetta a ben altre “istituzioni”, nessuno si è mai accorto di nulla? E inoltre, questa cooperativa non avrà più l’appalto per i motivi sopradescritti, o semplicemente perché, come prevede il bando al punto 2: “La Prefettura/UTG di Livorno (in seguito solo Prefettura), su richiesta del Ministero dell’Interno, in relazione al perdurante straordinario afflusso di cittadini stranieri che interessa l’intero territorio nazionale, intende concludere un accordo quadro ai sensi dell’art. 59, comma 6 e 7 del D.Lgs. 163/2006”? E più specificatamente ecco cosa prevedono i due commi:

6. Gli appalti basati su accordi quadro conclusi con più operatori economici possono essere aggiudicati mediante applicazione delle condizioni stabilite nell'accordo quadro senza nuovo confronto competitivo.

7. Per il caso di cui al comma 6, l'aggiudicazione dell'accordo quadro contiene l'ordine di priorità, privilegiando il criterio della rotazione, per la scelta dell'operatore economico cui affidare il singolo appalto.

Dunque InOpera non c’è più per semplice rotazione, oppure per i suoi “problemi” di gestione precedenti? Risparmiare su servizi previsti dal bando significa non rispettare un contratto e oltretutto risparmiare un bel po' di soldi, altro che 2,50 euro al giorno per i profughi che negli ultimi mesi non li hanno nemmeno visti. Anche il sito QuiLivorno, magari invece di scoprire che ha dei lettori razzisti che coomentano chiedendo lanciafiamme, deportazioni e pulizie etniche, potrebbe fare un’informazione più corretta e riuscire a dare tutti gli elementi utili a capire cosa avviene in città, e cioè ad esempio che quelle persone che hanno protestato, alla fine hanno portato a galla un problema che altrimenti sarebbe stato seppellito con il cambio gestione.

Livorno svegliati, livornesi tutti (indipendentemente da dove siamo nati, perché quello che conta è dove viviamo), apriamo gli occhi. Bisogna smettere di cadere in questa guerra tra poveri mentre dall'alto ci mangiano la pappa in capo.

Un grande uomo diversi anni fa scrisse: “Proletari di tutti i Paesi unitevi…”, cerchiamo di tenerlo bene a mente, perché è solo così che si cambiano i meccanismi e i rapporti di forza rispetto a chi detiene le leve del potere.

Redazione, 6 settembre 2016

Sull'argomento si veda anche: L'accoglienza ai rifugiati nel paese di Totò

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