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Nogarin, Rossi e la firma: un teatrino elettorale. L'appuntamento vero è in Consiglio Comunale

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nogarin rossiCome abbiamo già anticipato ieri sul nostro profilo Facebook, la polemica sorta per l'assenza di Nogarin alla firma sull'intesa con Regione Toscana, Provincia di Livorno e Autorità Portuale sugli strumenti di pianificazione, può essere definita in un modo solo: una partita a scacchi pretestuosa.

Ieri Rossi ha organizzato la riunione per la firma dell'intesa sapendo che Nogarin non sarebbe andato, in modo tale da mandargli subito la diffida, che calendario alla mano, obbliga il Comune a votare la Variante Anticipatrice il giorno prima che il Consiglio Regionale vada nel periodo "bianco" preelettorale dove non può prendere più decisioni.

Nogarin, da parte sua, non voleva anticipare la firma di nessuna intesa perché la sua maggioranza è ancora divisa sull'analisi della variante da acquisire. La Variante Anticipatrice è un prodotto della vecchia giunta Cosimi e i 5 Stelle hanno sempre chiesto tempo per poterla analizzare, perché mai la avrebbero votata a scatola chiusa.

Questo voto infatti non è un referendum sul sì o no alla Darsena Europa ma è un atto complesso che deve adeguare il piano regolatore del Comune a quello portuale che si occupa, quindi, di tutte quelle zone di confine tra i due "territori" e che si estende dalla Bellana allo Scolmatore. La necessità di questa variante nasce dal fatto che il Piano Regolatore Portuale (Prp) ha al suo interno una lunga serie di questioni immobiliari e commerciali legate a vari interessi e strategie che impattano sui quartieri limitrofi. Il Prp, ad esempio, è anche quello strumento che cancella definitivamente la possibilità di utilizzare il bacino per le riparazioni "pesanti" e che prevede ulteriori indici edificatori a Porta a Mare, oltre a 45.000 m2 edificabili in Zona Stazione Marittima (di cui 12.500 m2 di commerciale). Si tratta, quindi, di questioni che se non analizzate bene, una volta uscite dall'ambito della pianificazione comunale, impatterebbero molto anche sui quartieri circostanti e sul commercio cittadino (ad esempio il nuovo privato a capo di Porto 2000 potrebbe avere come strategia quella di non far uscire i turisti dalla zona portuale e farli pascolare per ipotetiche nuove gallerie commerciali interne).

Insomma, carne al fuoco ce n'è tanta e chi rammenta solo la Darsena Europa lo fa solamente perché spera che tutto il resto passi sotto banco senza dibattito. E invece di dibattito ne serve e un Consiglio Comunale ha il diritto di farlo. Arrivando, naturalmente, a una decisione in tempi dignitosi e utili, cosa che i consigli e le amministrazioni precedenti non hanno fatto.

Nel prossimo numero di Senza Soste cartaceo in uscita il prossimo venerdì, parleremo proprio di ciò che prevede il Prp, oltre alla Darsena Europa e quali sono le parti che non convincono, specialmente per la parte immobiliare e commerciale.

E adesso cosa succede?

Questa mattina avrebbe dovuto svolgersi la IV Commissione Assetto del Territorio che avrebbe dovuto preparare i documenti tecnici da portare in Consiglio Comunale che da settimane era stato annunciato per il 13 marzo, cioè prima della dead line imposta da Rossi. La Commissione è stata invece rimandata a giovedì pomeriggio perché oggi il sindaco Nogarin è andato a Roma a confrontarsi con il ministro Lupi. A questo punto il Consiglio Comunale ha tempo fino al 23 marzo per esprimere un voto, cioè entro 14 giorni dalla diffida, altrimenti scatterà il commissariamento.

Nogarin sa benissimo due cose: la prima è che all'interno della sua maggioranza non tutti sono d'accordo di votare quella variante anticipatrice. Ma sa anche che in caso di un voto contrario, oltre che al commissariamento regionale su quelle procedure, potrebbe non avere la forza politica di sostenere una tale responsabilità storica. Perché un no sarebbe sostenibile politicamente solo con un'alternativa a pronto uso da far digerire anche alla Regione Toscana che come ha già dimostrato i soldi li promette solo per quelle opere che decide lei e che sono sostenuti da gruppi di potere che a lei fanno riferimento. Si è già visto con la questione ospedale.

Tornando alla mancata firma di ieri, quindi, la manovra di Rossi è stata chiara: fare un blitz, mettere in difficoltà politica Nogarin ed inscenare, con l'aiuto della stampa amica, un teatrino elettorale in cui si gridava all'irresponsabilità del sindaco di fronte alla grande magnificenza e generosità di Rossi. Ma questi teatrini possono essere funzionali a personaggi come Strazzullo, il finto sindacalista infiltrato del Pd. Noi le somme le tiriamo dopo il voto del Consiglio Comunale e a quel punto si vedrà di chi sono le responsabilità: quelle che ognuno si prenderà con il voto e non quelle fabbricate a colpi di teatrini e ricatti.

Redazione - 10 marzo 2015

Questo il link de Il Tirreno

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2015/03/09/news/porto-il-sindaco-nogarin-assente-alla-firma-dell-intesa-in-vista-del-nuovo-prg-1.11012127

Di seguito i due interventi di Nogarin apparsi sul suo profilo Facebook

Il primo intervento

Sulla mancata sottoscrizione dell’accordo di pianificazione, fissata per oggi 9 marzo in Regione Toscana a Firenze, l’Amministrazione Comunale di Livorno ricorda come il cronoprogramma di avvicinamento al Consiglio Comunale per l’approvazione del PRP sia stato concordato, a suo tempo, con la Regione Toscana, e prevedeva la conclusione dell’iter entro il 15 marzo.

Per quanto concerne gli adempimenti previsti a carico del Comune di Livorno, la Giunta ha rispettato, da parte sua, tutte le tappe di tale iter, compresa la proposta, avanzata in sede di riunione dei capogruppo, di convocare il Consiglio Comunale il 13 e 14 marzo, in modo tale di consentire alla Regione il rispetto dei termini.

L’iter di approvazione del Piano Regolatore Portuale è inserito in un ampio ventaglio di accordi a latere che coinvolgono enti diversi e che prevedevano il rispetto di impegni concordati da parte delle amministrazioni coinvolte.

A tal riguardo il Sindaco Nogarin ha provato, da giorni a contattare il Presidente di Regione Toscana Enrico Rossi, anche attraverso il capo di gabinetto Ledo Gori, ma ad oggi questo non è stato possibile.

Da parte del Sindaco c’è sempre stata e c’è tutt’ora la massima disponibilità a perfezionare l’iter amministrativo nei tempi e modi stabiliti.

Il secondo intervento

Questo il comportamento di Rossi che non solo non rispetta gli accordi del cronoprogramma ma non si fa trovare al telefono per oltre due giorni giocando a rimpiattino con il sottoscritto. Basta giocare con il lavoratori del porto di Livorno. Basta fare le campagne elettorali a spese di una città che è stata devastata dal PD. Rossi oramai è in piena campagna elettorale e avverte i giornali prima del Sindaco che apprende dall'ANSA questa notizia. Per Rossi è molto più importante quanto accade sui media che quello che è il reale sviluppo di un territorio o arrivare realmente ad un iter conclusivo. Siamo proprio curiosi di vedere che cosa si inventerà questa volta. Un po' come i 100 milioni dell'ospedale che ad un certo punto secondo alcuni pennivendoli sarebbero andati anche a Fauglia ma che improvvisamente non ci sono più. Staremo a vedere ricordando al governatore che anche in una ipotesi di diffida (che stiamo cerchiamo ancora di capire in base a cosa sarebbe poi partita e con noi molti cittadini onesti) ricorreremo al consiglio di Stato e di fatto si assumerà tutta la responsabilità politica di quanto sta facendo ancora una volta sulla pelle di una città che ha pagato moltissimo. Mi auguro che Rossi usi il buon senso e voglia riportare l'iter secondo quanto erano gli accordi che noi abbiamo sempre onorato e vogliamo portare a compimento secondo quanto concordato proprio con la Regione Toscana".

9 marzo 2015

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