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Stefano Bandecchi, l'ex Parà di Forza Italia che vuole comprare il Livorno

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Alcune riflessioni a caldo dopo la notizia del possibile interessamento dell'acquisto del Livorno Calcio.

BandecchiPartiamo subito da un presupposto: i ragionamenti e le prese di posizione servono per evitare che ogni volta che uno parla di Livorno Calcio, sia dal punto di vista sportivo che economico o sociale, parta la solita canea che ha contraddistinto la lunga lotta fra Spinelliani e Antispinelliani.

Noi, e anche la curva, siamo sempre stati critici verso Spinelli soprattutto per certi atteggiamenti falsi e denigratori verso i tifosi (vedi gironi di ritorno a perdere e volontà di uscire dalla Coppa Uefa) uniti ad una propensione compulsiva alla menzogna e a una noncuranza totale del rapporto tra società e tifosi. Abbiamo sempre detto che la gestione privatistica della squadra tipo hobby di un anziano mecenate appassionato di calcio non ci apparteneva, perché per noi il calcio è anche passione, valori e identità di una comunità. Allo stesso tempo abbiamo sempre detto che fra alti e bassi non è certo il risultato sportivo quello che manca a Spinelli, che in questi anni ha dimostrato che in certe acque ci sa sguazzare bene, considerate anche le difficoltà e le lacune della città.

Questo pensiero sappiamo non essere condiviso da una larga parte di tifosi, quelli per cui la categoria va prima di tutto e chi ce la garantisce è ben accetto a prescindere da tutto. Sono visioni opposte e inconciliabili, perché partono da presupposti e interpretazioni del ruolo del calcio quasi opposte.

Stamani sulle colonne de Il Tirreno è venuto fuori il nome del possibile acquirente del Livorno Calcio: Stefano Bandecchi, nato a Livorno ma residente da anni a Roma. In rete sono già partiti gli scozzi fra chi dice che il Livorno non va venduto a "un Parà fascista" e chi dice che basta che ci faccia divertire va bene anche Totò Riina o la famiglia Pacciani. Nel mezzo ci stanno quelli che invece dicono che "la politica non deve entrarci". A primo impatto sembra che in questo caso quello che fa politica sia proprio lui, visto che si è presentato in varie elezioni regionali del Lazio e rilascia interviste su temi politici ed elettorali a testate nazionali. E se politica la fa lui, allora si fa anche noi.

Link: Stefano Bandecchi, la mia università, la mia Roma

Link: Bandecchi fa un partito e sceglie il centrodestra

Mascella larga, sguardo incattivito, testa rasata, ex Parà che in gioventù votava Msi, candidatosi alla Pisana (consiglio regionale del Lazio) con la lista di Forza Italia ha poi appoggiato alle elezioni successive il sindaco Alemanno. Ci pare proprio un bel bigliettino da visita per uno che vuol comprare il Livorno! E siamo solo all'inizio. Tuttavia non ci sembra poco visto che, RIBADIAMO, per noi il calcio è anche passione, valori e identità di una comunità. Diciamo che, come valori, la nostra storia e quella della curva ha poco da spartire con questo personaggio.

Ma andiamo avanti. Se ci mettessimo ad analizzare presidenti, affari e poteri nel mondo del calcio, certamente si troverebbe tanto marcio e pochi valori. Ma non si tratta di sapere cosa pensa o cosa vota un imprenditore o un presidente, bensì capire cosa vuole e quali interessi e obiettivi porta avanti. In un mondo in cui le squadre sono detenute da imprenditori del comparto industriale o energetico, delle grandi aziende di telecomunicazioni, di logistica o grande distribuzione, fondi d'investimento internazionali, sceicchi arabi o oligarchi russi, come fa a comprare e mantenere una squadra di calcio un amministratore delegato di una università privata telematica? Quelle università telematiche che vivono grazie allo Stato che chiude un occhio sugli standard del servizio erogato e ai politici che le incentivano anche per i dipendenti pubblici. Nemmeno Harvard, comunque, potrebbe permettersi una squadra di serie A. Allora viene il dubbio che questo sia un prestanome di qualcun altro o che qualcuno abbia secondi fini politici per mettere un piedino in città. Oppure è un diversivo organizzato da Spinelli per dimostrare che non c'è alternativa a lui? Vedremo.

Bandecchi ha anche due radio, una generalista che stava per chiudere nel 2012 (per cui Il Fatto Quotidiano non gli ha certo fatto i complimenti definendolo "Fuoco di paglia") e una sportiva con ospite fisso Luciano Moggi, una delle boe umane di Spinelli quando si trova in acque agitate. Vorrà dire qualcosa?

Per noi è già abbastanza. Per quelli invece che scrivono che va bene anche Totò Riina, Jack Lo Squartatore e Goebbels pur che ci facciano divertire col calcio, probabilmente no.

Una cosa è sicura. Se lui fa politica, si fa anche noi. Ci mancherebbe altro.

Redazione - 26 aprile 2014

 

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