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Vicenda Cooplat verso una svolta: perché proprio ora?

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Il dietrofront dell'amministrazione comunale e di Aamps sul bando per lo spazzamento ha una tempistica che non può far pensare solo ad una questione politica e sindacale

aamps poloCosa pensavamo sulla questione Aamps-Cooplat lo abbiamo già scritto ampiamente (Aamps, Cooplat e i tagli a 5 stelle e poi La protesta dei lavoratori Cooplat: i dettagli del bando e i retroscena dei conti Aamps). Riteniamo che la clausola di salvaguardia del posto di lavoro e la previsione di un contratto collettivo nazionale di riferimento siano elementi fondamentali per non lasciare che le esternalizzazioni dei servizi e i bandi si trasformino in gare al ribasso e diventino preda di aziende che hanno come vantaggio competitivo quello di non rispettare diritti e salari.

Abbiamo anche detto che ciò non significa che se in passato si sono create posizioni di privilegio verso aziende o cooperative oppure laddove ci sia un servizio pubblico mal gestito, l'amministrazione non abbia diritto e dovere di intervenire attraverso un controllo stringente e sanzioni fino anche alla rescissione del contratto di appalto.

Ma la questione sul tavolo oggi è capire perché dopo due mesi di tira e molla, promesse rimangiate, bandi usciti e proteste clamorose, si sia arrivati a ritirare il bando e riscriverlo così come chiedevano sindacati e lavoratori. La versione della grande vittoria sindacale o degli errori tecnici non ci convincono, perchè se c'era una soluzione "tecnica" su questo bando si poteva tranquillamente trovare prima visto che non si sta parlando della vicenda Ilva o Fiat ma di un bando per lo spazzamento.

Sicuramente la gestione politica di questa vicende è stata deficitaria, con conflitti anche interni ai 5 Stelle che rischiano di veder rotolare la prima testa dei nominati della nuova giunta, cioè l'amministratore unico di Aamps, Marco Di Gennaro, fra l'altro uno interno al MoVimento. A rischiare c'è anche il massimo dirigente Fommei, riconfermato dai 5 Stelle e proveniente dalle precedenti gestioni.

La cosa che ci fa dubitare è che il dietrofront e la fine delle ostilità siano scoppiati in contemporanea con l'esplosione dei problemi di liquidità di Aamps. La voce girava già da giorni, ma proprio due giorni fa è arrivata ai fornitori della società partecipata internamente dal Comune, una lettera in cui si annunciava il blocco del pagamento delle fatture fino a marzo 2015. E' saltato dunque l'accordo che due anni fa l'amministratore unico Angelo Rosi (quello voluto da Cosimi per la terapia shock ai conti di Aamps) aveva fatto coi fornitori: rateizzazione del debito senza interessi in cambio del pagamento delle fatture ogni 30 giorni. La maggiore creditrice di Aamps era, ed è, proprio la Cooplat che 2 anni fa vantava un credito di ben 5 milioni di euro e che accettò sia la rateizzazione che l'assenza di interessi sul debito stesso.

Proprio ieri è scoppiata la grana dei fornitori che hanno minacciato di bloccare i servizi (ad esempio la manutenzione del forno dell'inceneritore o i pezzi di ricambio per furgoni camion o la manutenzione ordinaria o l'intervento per sfalci e potature) con implicazioni che sarebbero gigantesche sulla raccolta dei rifiuti, la sicurezza e la pulizia della città. 

Questa contemporaneità degli eventi (chiusura della vertenza Cooplat e scoppio della bolla del debito) ci sembra non casuale. Non vorremmo che l'amministrazione comunale, con l'atto di indirizzo della giunta che chiede ad Aamps di rifare il bando, punti soprattutto a calmare le acque e far sbollire questa situazione esplosiva, tenuto di conto che in ogni caso Cooplat rimane il maggiore creditore di Aamps spa.

La nostra è solo una congettura, un ragionamento razionale e consequenziale. Se così fosse, sarebbe l'ora che l'amministrazione raccontasse a tutti i livornesi, che li hanno messi lì per quello, della situazione debitoria di Aamps, degli strani giochi delle amministrazioni precedenti e del piano industriale per uscire da questa situazione finanziaria che impalla totalmente le speranze di cambiamento sul ciclo dei rifiuti di cui i 5 Stelle sono sempre stati alfieri e su cui hanno sempre riscosso grandi aspettative da parte di tutti.

Grillo ha sempre usato la metafora dell'apriscatole nella campagna elettorale per entrare in Parlamento. Noi per ora ci accontentiamo che l'apriscatole lo usino in Aamps. Sarebbe già un punto di partenza.

Redazione - 5 dicembre 2014

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