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C'era una volta la stampa sportiva...

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ninfeCome sappiamo, il lungo rapporto tra stampa sportiva e letteratura si è interrotto da tempo. O meglio, sopravvive e fiorisce in miriadi di blog, di link, di pagine dei social network.
La stampa sportiva mainstream -dopo anni di notiziari sportivi 24/24, radio dedicate al calcio e qualche miliardo di clip di partite in rete- ha cercato così faticosamente una propria collocazione. Anche perchè in fatturati pubblicitari, peraltro in calo, vanno mantenuti. Un pò per mancanza di idee, un pò perchè l'argomento tira a livello globale, un pò perchè ci sono editori che investono in generi diversi le maggiori testate sportive hanno quindi, da tempo, accompagnato il genere calcio al genere gossip. E così si può vedere sulla Gazzetta dello Sport, giornale che fu di Gianni Brera, un articolo da brivido tristezza del tipo "La Coppa America delle Wags", sulle mogli dei calciatori della prossima competizione per nazionali sudamericane. La Gazzetta, che sui fidanzamenti di Balotelli ha costruito un vero sottogenere narrativo, è stata forse la prima testata che ha approfondito il legame tra calcio e gossip.
A lungo ha resistito Il Corriere dello Sport-Stadio che, alla fine, adeguandosi al peggio ha pure finito per sbracare. Ne è prova questo articolo:

Clamoroso in Spagna: «Flirt Irina-Blatter?»

http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/fuori-dal-campo/2015/06/05-1439096/seduttore_blatter_la_shayk_una_sua_conquista/

I sessantanni di differenza tra i due -lui dimissionario presidente Fifa e lei ex-fidanzata di Cristiano Ronaldo- fanno evidentente la notiziabilità di un qualcosa del genere "satiro cascante con ninfa". Genere sta più nell'horror innvervato di ridicolo che sulla stampa sportiva. Purtroppo in una sfera dell'informazione sempre più affollata si sparano titoli di questo tipo solo per farsi notare.
Contribuendo ad abbassare il livello della stampa sportiva prima e di quella generalista poi. Certo, l'Italia è pur sempre il paese del bunga-bunga, quello vero, ma, come si vede, anche in assenza di notizie forti la stampa se le va a cercare. Certo, vedere che sulla testata che ha ereditato la storia di Stadio, a lungo espressione della cultura calcistica popolare di Alfeo Biagi, titoli che, in sottofondo, rimandano ad un ibrido porno-calcistico fa male. E non è moralismo. E' semplice constatazione della marea di news spazzatura che è l'infrastruttura, oggi, della narrazione sportiva. Come se poi le news "serie" fossero serie.

redazione, 9 giugno 2015

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